Loreley

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Loreley
Lingua originale italiano
Genere azione romantica
Musica Alfredo Catalani
Libretto Carlo d'Ormeville e Angelo Zanardini
(libretto online)
Fonti letterarie mitologia nordica
Atti tre
Epoca di composizione 1886-1887
Prima rappr. 17 febbraio 1890
Teatro Teatro Regio di Torino
Versioni successive
Personaggi
  • Loreley (soprano)
  • Anna (soprano)
  • Walter (tenore)
  • Rodolfo (basso)
  • Herrmann (baritono)
  • Pescatori, boscaioli, arcieri, cacciatori, vassalli, donne del popolo, vassalle, vecchiette, ninfe del Reno, spiriti dell'aria, fanciulli, cantori della chiesa (coro)

Loreley è un'opera lirica di Alfredo Catalani su libretto di Carlo d'Ormeville e Angelo Zanardini.

Trattasi del rifacimento di un'opera precedente, Elda, che aveva debuttato nel 1880. La partitura venne composta in un arco di tempo abbastanza breve (1886-87), ma rimase a lungo ineseguita a causa dello scarso interesse di Giulio Ricordi. La prima assoluta, infatti, si ebbe solamente il 17 febbraio 1890, al Teatro Regio di Torino, grazie all'appoggio di Giuseppe Depanis, amico di Catalani e direttore del teatro sabaudo.
La prima interprete di Loreley fu il soprano Virginia Ferni Germano.

Il successo fu sincero, anche se la critica definì troppo malinconica la musica del lucchese.

Interpreti della prima rappresentazione[modifica | modifica wikitesto]

La prima ebbe luogo il 16 febbraio 1890 al Teatro Regio di Torino.
Gli interpreti furono:[1]
Direttore: Edoardo Mascheroni
Maestro del coro: Pietro Nepoti
Scenografia: Ugo Gheduzzi
Loreley: Virginia Ferni Germano
Anna: Eleonora Dexter
Walter: Eugenio Durot
Hermann: Enrico Stinco-Palermini
Rodolfo: Francesco Natale Pozzi

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Atto primo[modifica | modifica wikitesto]

Nel castello di Oberwesel sulle rive del Reno, c'è festa, perché il sire Walter sta per sposare la bella Anna. Walter, però, confida all'amico Hermann (innamorato segretamente di Anna) di amare la bella orfana Loreley pur essendo consapevole di doverla abbandonare per sposare Anna. Hermann, mosso a pietà, lo prega di dimenticare Loreley. Successivamente, sulle sponde del Reno, Loreley incontra Walter che le conferma il suo abbandono. Disperata, elle sviene. Allora Hermann, che assisteva all'incontro di nascosto, invoca il dio del Reno perché vendichi Loreley. Nel secondo quadro Loreley sconvolta chiede agli spiriti di vendicarsi sul traditore. La richiesta è accettata purché Loreley diventi sposa del dio del Reno. Lei accetta e si getta tra i gorghi del fiume, riapparendo trasfigurata, la nuova fata del fiume, pronta a vendicarsi.

Atto secondo[modifica | modifica wikitesto]

La dolce Anna si prepara alle nozze e riceve doni e visite dei poverelli che essa benefica. Herrmann prega Anna di non cedere a Walter, informandola che lui l'ha tradita. Lei non gli crede. Dopo il valzer dei fiori ballato dai contadini festanti,inizia la solenne cerimonia nuziale, condotta dal margravio Rodolfo, zio e tutore di Anna, ma mentre gli sposi si recano alla chiesa, proprio nel momento delle nozze, appare Loreley. Walter, abbagliato dalla sua bellezza, abbandona Anna, sostenendo di non averla mai amata. Loreley allora si allontana veloce, mentre Anna e i presenti maledicono Walter.

Atto terzo[modifica | modifica wikitesto]

Pescatori e boscaioli commentano che sulla rupe bianca è apparsa una nuova fata, che attira i naviganti e li fa sparire nei gorghi. Si ode poi avvicinarsi un corteo funebre, è il funerale di Anna, morta di dolore. Il margravio conduce il solenne corteo. Hermann commenta addolorato la morte della donna amata, e quindi fugge. Walter appare e preso da rimorso vorrebbe parteciparvi, ma viene cacciato via. Disperato per ciò che ha fatto, cerca di buttarsi nel fiume, ma le ondine e le ninfe lo bloccano. Alla danza delle ondine appare anche Loreley, la nuova fata. Walter la riconosce e la implora. Lei sulle prime lo respinge, ma poi cede e scende verso di lui. Ma le voci degli spiriti del fiume ricordano a Loreley che essa è ora sposa del Reno. Anche Loreley, memore del giuramento fatto al dio del fiume, gli ricorda che ora essa non è più donna ma fata, e deve abbandonarlo per sempre. Walter si getta quindi nel Reno sulle note dell'ammaliante canto di Loreley, che dovrà per l'eternità svolgere il suo ruolo sulla rupe bianca.

Brani famosi[modifica | modifica wikitesto]

Atto primo[modifica | modifica wikitesto]

  • Preludio
  • Nel verde maggio (aria di Walter)

Atto secondo[modifica | modifica wikitesto]

  • Amor, celeste ebbrezza (aria di Anna)
  • Valzer dei fiori

Atto terzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Corteo funebre di Anna
  • Danza delle ondine
  • Deh ti rammenta quel dì beato (duetto Loreley-Walter)

Riferimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

Loreley è anche il titolo di una ballata di Heinrich Heine dove si racconta la storia di una bella sirena che sta sempre seduta sulla cima della roccia Loreley, sulla sponda destra del Reno. La sirena pettina i suoi capelli d'oro cantando una canzone melodiosa che ammalia i marinai che passano per di là. Essi, però, non potendo distogliere lo sguardo dalla sirena, perdono il controllo della barca, venendo inghiottiti dal fiume.

Registrazioni[modifica | modifica wikitesto]

1) Piero Cappuccilli, Gianfranco Cecchele, Rita Talarico, Elena Suliotis, Agostino Ferrin - Orchestra e Coro della Scala, Gianandrea Gavazzeni (1968)

2) Anna De' Cavalieri, Rina Gigli, Ken Neate, Piero Guelfi, Alfredo Colella - Orch. e Coro della RAI di Milano, Alfredo Simonetto (1954)

3) Martha Colalillo (Loreley), Maria Luisa Garbato (Anna di Rehberg), Piero Visconti (Walter), Gabriele Monici (Rodolfo), Alessandro Cassis (Hermann) - Orchestra e Coro del Teatro del Giglio di Lucca - Direttore: Napoleone Annovazzi (1982) - Bongiovanni GB 2015/6-2[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Avvenimenti del 16 febbraio 1890 dall'Almanacco di Gherardo Casaglia su amadeusonline
  2. ^ Alfredo Catalani - Loreley - Napoleone Annovazzi (1982), Operaclass. URL consultato il 3 maggio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Scheda sul Dizionario dell'opera Baldini Castoldi Dalai