Lope Díaz de Haro

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Blasone della Casata di Haro

Lope Díaz de Haro (... – ottobre 1322) è stato un nobile biscaglino, figlio primogenito di Diego López V di Haro, signore di Biscaglia, e di sua moglie, l'infante Violante di Castiglia, figlia di Alfonso X il Saggio, re di Castiglia e León[1]. Lope Díaz de Haro fu signore di Orduña e Valmaseda, alfiere del re Ferdinando IV il Convocato e nipote di Alfonso X il Saggio.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Come figlio primogenito di Diego López V di Haro, Lope era destinato fin dalla nascita a succedergli alla signoria di Biscaglia. Tuttavia, María II Díaz di Haro, figlia del defunto Lope Díaz III di Haro, fratello di suo padre, morto per mano di Sancho IV l'Ardito ad Alfaro nel 1288, reclama il possesso della signoria di Biscaglia, della quale si era impadronito Diego López V di Haro dopo la morte di suo fratello, Diego López V di Haro.

Durante la minore età di Ferdinando IV il Convocato, María II Díaz di Haro rivendica la signoria di Biscaglia con l'appoggio di suo marito, l'infante Giovanni di Castiglia ("el de Tarifa"), figlio di Alfonso X il Saggio. Nel 1307 Diego López V di Haro e suo figlio Lope Díaz di Haro decisero di firmare un accordo, mediante il quale si stabiliva che Diego López V di Haro avrebbe conservato la proprietà della signoria di Biscaglia vita natural durante ma che, alla sua morte, la signoria sarebbe passata nelle mani di María II Díaz di Haro, eccetto Orduña e Valmaseda, che sarebbe stata affidata a Lope Díaz de Haro, suo figlio, il quale avrebbe ricevuto anche Miranda e Villalba de Losa da parte di Ferdinando IV come indennizzo.[2]

Prima dell'accordo raggiunto per quanto concerne il possesso della signoria di Biscaglia, Juan Núñez de Lara el Menor si sentiva disprezzato dal re e da sua madre, per questo si allontanò dalle corti senza che queste fossero destinate. Per tanto, il re concesse la carica di amministratore a Diego López V di Haro, causando così l'abbandono dalla corte dell'infante Juan, avvisando il re di non contare sul suo aiuto fino a che gli alcaides dei castelli di Diego López V de Haro non avessero reso omeggio a María II Díaz di Haro, sua moglie. Tuttavia, poco dopo si riunirono a Lerma, dove si trovava María II Díaz di Haro, l'infante Juan, Juan Núñez de Lara il Minore, Diego López V di Haro e Lope Díaz di Haro, per mettersi d'accordo nel rendere omaggio a María Díaz di Haro come futura signora di Biscaglia, mentre si faceva lo stesso nei castelli che riceveva Lope Díaz di Haro.[3]

Nel 1310 moriva Diego López V di Haro, dopo aver partecipato al fallito assedio di Algeciras del 1309. Alla morte di suo padre, così come venne stipulato nel 1307, Lope Díaz di Haro prese possesso delle signorie di Orduña e Valmaseda. Durante il regno di Ferdinando IV il Convocato appoggiò quasi sempre nei suoi progetti l'infante Giovanni di Castiglia detto "el de Tarifa", figlio di Alfonso X il Saggio. Nell'autunno del 1311 ha luogo un complotto che cercava di detronizzare Fernando IV il Convocato e far salire al trono suo fratello l'infante Pietro di Castilla. Alla congiura parteciparono l'infante Giovanni di Castiglia detto "el de Tarifa", Giovanni Núñez di Lara il Minore, signore della Casata de Lara e Lope Díaz de Haro. Tuttavia la cospirazione fallisce a causa del deciso rifiuto della regina Maria di Molina.[4]

Lope Díaz di Haro muore nell'ottobre del 1322.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Origini della famiglia - Lope Díaz de Haro era figlio di Diego López V di Haro, signore di Biscaglia, e di sua moglie, la infanta Violante di Castiglia e Aragona. Nipote per parte materna di Diego López, signore di Haro, e di sua moglie, Costanza di Bearn. Per parte materna era nipote di Alfonso X il Saggio, re di Castiglia e León, e di sua moglie, la regina Violante di Aragona e Ungheria, figlia di Giacomo I il Conquistatore, re di Aragona.
  2. ^ (ES) Antonio Benavides, XIII in Memorias de Don Fernando IV de Castilla, 1ª, Madrid, Imprenta de Don José Rodríguez, 1860, pp. 179-181.
  3. ^ (ES) Antonio Benavides, XIII in Memorias de Don Fernando IV de Castilla, 1ª, Madrid, Imprenta de Don José Rodríguez, 1860, pp. 182-185.
  4. ^ (ES) Antonio Benavides, XVII in Memorias de Don Fernando IV de Castilla, 1ª, Madrid, Imprenta de Don José Rodríguez, 1860, p. 238.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (ES) Jofré De Loaysa, García Martínez, Antonio, Crónicas de los Reyes de Castilla Fernando III, Alfonso X, Sancho IV y Fernando IV (1248-1305), 2ª, Murcia, Academia Alfonso X el Sabio, Colección Biblioteca Murciana de bolsillo Nº 27, 1982, ISBN 84-00-05017-7.
  • (ES) Juan Núñez de Villaizán, Catalán, Diego, Gran cronica de Alfonso XI, 1ª, Madrid, Editorial Gredos. Seminario Menéndez Pidal, Universidad Complutense de Madrid, 1977, ISBN 84-600-0797-9.
  • (ES) Francisco Rodríguez García, Crónica del Señorío de Vizcaya, 1ª, Editorial Maxtor Librería, 2002, ISBN 84-9761-029-6.
  • Del Valle Curieses, Rafael, María de Molina: el soberano ejercicio de la concordia: (1260-1321), Madrid : Alderabán, 2000, ISBN 84-95414-03-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]