Locomotiva FS D.341

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
FS D.341
Locomotiva Diesel
Una D.341 di seconda serie
Una D.341 di seconda serie
Anni di progettazione 1955
Anni di costruzione 1957 - 1963
Anni di esercizio 1957- oggi
Quantità prodotta 105 unità delle due serie
Costruttore Fiat Grandi Motori, Breda
Dimensioni 14.540 mm x 3.000 mm x 4275 mm
Interperno 7.640 mm
Passo dei carrelli 2.710 mm
Massa in servizio 66,5/67 t
Rodiggio Bo'Bo'
Diametro ruote motrici 1040 mm
Potenza oraria fiat:970/1030 kWatt; Breda:1076 kWatt
Velocità massima omologata 110 km/h
Alimentazione Diesel

La D.341 è la prima locomotiva diesel-elettrica realizzate dalle Ferrovie dello Stato italiane in collaborazione con l'industria privata nazionale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le locomotive D.341 sono il primo frutto dello sforzo di modernizzazione che le Ferrovie dello Stato intrapresero per il rilancio delle ferrovie nel secondo dopoguerra. Progettate a metà degli anni cinquanta per la prima volta in collaborazione con l'industria ferroviaria (fino ad allora era l'Ufficio Studi Materiale e Trazione di Firenze a curare i progetti), ne venne commissionata la costruzione alle due maggiori industrie private nazionali, la Fiat e la Breda. La locomotiva venne pensata in maniera da essere multiruolo, robusta e allo stesso tempo economica e di facile manutenzione.

Furono costruite dal 1957 al 1963 in numero di 105 esemplari suddivisi in due serie e con motorizzazione differente. Della prima serie le D.341.1001-1016 vennero commissionate alla Fiat e le 2 classificate D.341.2001-2002 alla Breda.
La seconda serie, modificata anche nell'aspetto estetico, vide aggiungere le D.341.1017-1068 al gruppo di quelle con motorizzazione Fiat e le D.341.2003-2035 al gruppo di quelle Breda. Venne fatto un ordine anche alla Ansaldo ed alla Officine Meccaniche Reggiane ma rimasero esemplari unici, immatricolati come D.341.4001 e D.341.5001.

La D.341 fu concepita per sostituire le locomotive a vapore nell'utilizzo alla testa di treni merci e viaggiatori, su qualunque tipo di armamento e linea non elettrificata.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Le D.341 si sono dimostrate all'altezza della situazione, affidabili nell'esercizio anche in quello più gravoso, sia nei servizi merci che in quelli viaggiatori. A riprova del fatto, molte locomotive continuano ancor oggi a prestare la loro opera, dopo l'alienazione dalle FS, presso ditte ed imprese private. La costruzione della struttura e della cassa, il cui ordine è iniziato nel 1957 è stata ripartita tra Fiat Materfer, Tecnomasio Italiano-Brown-Boveri, Officine Meccaniche Reggiane, OM, S.M.Pozzuoli, Imam-Aerfer e Breda.

Parte meccanica[modifica | modifica sorgente]

Le locomotive D.341 sono costruite con due cabine di guida alle estremità, piuttosto sacrificate come spazio, con assoluta bidirezionalità. La cassa è divisa in tre ambienti con un grande comparto con il gruppo motore-generatrice, compressori e dispositivi di raffreddamento.
I carrelli sono di tipo tradizionale con sospensione a balestra.

I motori installati all'origine sono di due tipi:

  • Fiat-Grandi Motori: la motorizzazione uguale per le due serie Fiat è del tipo 2312 S.F., ad iniezione diretta, a 12 cilindri a "V" di alesaggio 230 mm e corsa 270 mm in grado di sviluppare la potenza di 1320 CV a 1.000 giri/m. La seconda serie pur avendo lo stesso motore ha ricevuta una taratura a 1400 CV di potenza. Il rapporto di trasmissione è di 15/69 nella I° serie e 16/67 nella seconda serie.
  • Breda: Il motore è il Breda-Paxman tipo 12YLX, ad iniezione diretta a 12 cilindri a "V" e potenza di 1400 CV.

Parte elettrica[modifica | modifica sorgente]

La parte elettrica delle D.341 è costituita da un generatore di corrente continua a 450/700 volt.
La generatrice è del tipo Marelli tipo MCL 170/D 60 da 770 kW nella prima serie e tipo MVL/D67 da 860 kW nella seconda. La serie Breda ne monta una analoga di costruzione Breda od Ocren.

I 4 motori di trazione, della potenza oraria di 177 kW ciascuno, nella prima serie, e di 192 kW nella seconda sono di costruzione Tecnomasio Italiano-Brown-Boveri, Ocren/Savigliano o Breda. La variazione di velocità e potenza viene regolata mediante un complesso di regolazione C.G.E./Amplistat che agisce sulla mandata di gasolio del motore ottimizzandone la velocità in base al controllo operato dal macchinista.

D.341 seconda serie[modifica | modifica sorgente]

La seconda serie ha subito un restyling notevole della cassa, soprattutto per quanto riguarda il frontale e le cabina di guida. La motorizzazione delle Fiat è stata tarata a 1400 CV per uniformarne le prestazioni a quelle delle unità Breda e la generatrice è stata potenziata di ulteriori 90 kW. È poi stato adottato il rapporto di trasmissione al ponte di 16/67 unificato per tutta la seconda serie.

D.341 prototipo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1957 le Ferrovie dello Stato hanno esperito un ordine che però non ha avuto seguito oltre ai due prototipi:

Il primo, il più potente di tutta la serie di locomotive D.341, montava un motore di costruzione Ansaldo/Maybach ad iniezione diretta a 16 cilindri a "V" della potenza di 1 600 CV a 1 500 giri/m.; la generatrice anch'essa di costruzione Ansaldo, come tutto il resto del circuito di trazione, forniva ben 1 068 kW (contro gli 860 kW delle 341-2ª serie) utilizzati dai potenti motori di trazione di ben 232 kW di potenza ciascuno.

La locomotiva delle Reggiane montava invece un motore Reggiane/Man di 12 cilindri a V ed aveva prestazioni analoghe a tutto il resto delle locomotive.

D.341 cedute ad altre società[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'accantonamento dell'intero gruppo, negli anni novanta, un consistente numero di locomotive è stato acquisito da imprese e ferrovie private.

  • Le locomotive di seconda serie, D.341.1041 e D.341.1063 sono state acquisite dalla società La Ferroviaria Italiana (LFI) per l'uso sulle proprie linee Arezzo - Stia e Arezzo - Sinalunga.
  • La locomotiva D.341.1020 è stata venduta alla Ferrovia Bologna Portomaggiore e rinumerata DE.341.501, ora confluita in Ferrovie Emilia Romagna.
  • Le locomotive da D.341.2003 a 2035 vennero noleggiate da FTC (Ferrovia Torino Ceres), poi SATTI. A fine noleggio le D.341.2016,2021,2026 e 2028 furono acquistate.
  • Le locomotive D.341.2004 e 2005 vennero acquistate dall'impresa di lavori ferroviari Vecchia Cooperativa Braccianti di Fano e nel 2007 cedute a Salcef S.p.A[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ notizie flash, da iTreni 292/2007 pag 8

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Servizio Mat. e Trazione, Automotrici termiche, Firenze, Ferrovie dello Stato, 1971.
  • Angelo Nascimbene, D 341, le prime locomotive Diesel in Tuttotreno 134, Ponte San Nicolò (PD), Duegi editrice, 2000.
  • Michele Mingari, D 341.4001 I prototipi Ansaldo in RF Rivista della ferrovia 10, Milano, Acme Edizioni, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Trasporti Portale Trasporti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Trasporti