Locomotiva FS 736

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Locomotiva FS 736
Locomotiva a vapore
La locomotiva FS 736
La locomotiva FS 736
Anni di progettazione 1940
Anni di costruzione 1940 - 1943
Anni di esercizio 1943 - ??
Quantità prodotta 243 (248 ?)
Costruttore American Locomotive Company, Baldwin
Dimensioni 18.600 mm x ?? x ?? mm
Interperno 4.700 mm (tra assi estremi accoppiati)
Massa in servizio 72.900 kg
Massa aderente 63.000 kg
Rodiggio 1-4-0
Diametro ruote motrici 1.448 mm
Distribuzione Walschaert
Potenza oraria 1.250 CV
Velocità massima omologata 70 km/h
Alimentazione nafta (eventuale a carbone)
Autonomia tender a carrelli
Acqua: 22.000
nafta 9.500 kg
carbone 8.000 kg

Le locomotive del gruppo 736 sono state delle locomotive a vapore costruite negli Stati Uniti d'America per le esigenze belliche della seconda guerra mondiale ed erano classificate USATC S160; 248 di esse vennero, alla fine della seconda guerra mondiale, acquisite nel parco delle Ferrovie dello Stato Italiane.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una locomotiva simile alle FS 736 (Locomotiva S160 No.5820)

Il progetto del gruppo 736 venne sviluppato dalla American Locomotive Company negli anni della seconda guerra mondiale su specifica dell'US Army Transportation Corps nel 1940 e nacque in funzione del servizio ferroviario di supporto sulle linee dei paesi occupati durante le operazioni belliche. Vennero costruite in migliaia di unità e 248 esemplari furono concentrate nell'area del Mediterraneo nell'imminenza degli sbarchi in Sicilia. I risultati del progetto furono buoni e lo prova l'alto numero di esemplari rimasti successivamente alla guerra a svolgere servizio civile in tante nazioni. Le 736 italiane svolsero servizio fino alla fine degli anni cinquanta; un buon numero di esse era assegnato al Deposito locomotive di Catania ove svolse servizio sulla Messina Siracusa fino all'elettrificazione della linea nei primi anni sessanta[1]. Gli accantonamenti e le demolizioni si svolsero nello stesso decennio. Alcune locomotive gruppo 736 furono trasformate in generatori fissi di vapore presso alcuni depositi locomotive italiani: fra esse anche l'unità numero 114, conservata presso il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa.[2] Un altro esemplare conservato è la 736.086 (ex 3292) presso le officine di Torino Porta Milano per conto del Museo Ferroviario Piemontese.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La struttura delle locomotive del gruppo 736 era la classica statunitense 2-8-0 Consolidation, con carro rigido a 4 assi accoppiati e carrello anteriore. Le locomotive avevano quindi un rodiggio 1-4-0 che determinava un peso assiale contenuto che ne permetteva l'impiego anche sulle linee in condizioni di armamento cattive; le gr. 736 raggiungevano la velocità di 70 km/h.

Il meccanismo motore era semplice, a 2 cilindri esterni con distribuzione a stantuffo sistema Walschaerts; La pressione di esercizio in caldaia era di 16 bar, l'alimentazione era con bruciatori a nafta.

Le locomotive nacquero dotate di freno automatico ad aria compressa Westinghouse e freno moderabile diretto; Per quanto riguarda il tender, venne adottato quello a carrelli comune ad altri gruppi di locomotive.

Conservazione museale[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di novembre 1989, dopo il completamento del restauro presso le officine FS di Verona Porta Vescovo, la locomotiva 736.114 è stata trasferita al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ iTreni 213/2000, pag. 39: nota alla immagine della 736.014 del DL di Catania
  2. ^ G. Cornolò: "Locomotive a vapore". E. Albertelli Editore Parma (1989) - ISBN 88-85909-08-6. pagg. 332-333
  3. ^ Americana a Napoli, Notizie flash in I treni oggi, 11 (1990), n. 100, pp. 120-121.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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