Lo squalo 3

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lo squalo 3
Lo squalo 3.jpg
una scena del film
Titolo originale Jaws 3-D
Paese di produzione USA
Anno 1983
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere horror, thriller
Regia Joe Alves
Soggetto Guerdon Trueblood
Sceneggiatura Carl Gottlieb, Richard Matheson
Fotografia Chris J. Condon, James A. Contner
Montaggio Corky Ehlers, Randy Roberts
Musiche Alan Parker, John Williams
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« La terza dimensione è il terrore. »
(Tagline del film)

Lo squalo 3-D (conosciuto anche come Lo squalo 3) è un film del 1983 diretto da Joe Alves con, nel suo primo ruolo da protagonista, Dennis Quaid. È il secondo sequel del film del 1975 Lo squalo.

Al SeaWorld, un parco acquatico con lagune e tunnel subacquei, pochi giorni prima dell'inaugurazione un cucciolo di grande squalo bianco penetra all'interno del complesso attaccando apparentemente degli sciatori e degli addetti della struttura. Una volta catturato il piccolo squalo appare ovvio che la causa degli attacchi sia stata la madre dell'animale, una creatura molto più grande, anch'essa entrata all'interno del parco.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Al "Florida's SeaWorld", nuovissimo parco acquatico e di divertimento dove ogni spettatore ha la possibilità di avvicinarsi al regno marino come non mai, è grande l'affluenza del pubblico il giorno dell'inaugurazione. Alla cerimonia partecipano infatti molti invitati; fra questi un piccolo squalo sfuggito al controllo della madre ed accidentalmente finito nella laguna del parco attraverso una barriera difettosa. Il piccolo paga con la vita questa sua esuberanza, scatenando così l'aggressività della madre impazzita, i cui 12 metri di lunghezza creano il più agghiacciante clima di panico proprio mentre sulle acque del parco si svolgono le spettacolari evoluzioni previste dal copione...

Nel dettaglio: i due squali, madre e figlio, vengono attratti dal rumore generato dagli sciatori del SeaWorld, che in aggiunta alla loro esibizione, agitano l'acqua con un bagno di gruppo. I due squali si infiltrano nella laguna del parco attraverso il cancello non ancora chiuso, danneggiandolo. Mike Brody, figlio dello sceriffo Brody morto per infarto l'anno prima, è al servizio alle pompe. Ha da fare con la sua ragazza, Kathy, biologa marina, e affida l'incarico della riparazione a Shelby Overman. Calvin Bouchard, finanziatore del parco, si prepara all'inaugurazione, e invita per l'occasione il celebre fotografo Philip FitzRoyce. Mike e Kathy accolgono invece il giovane Sean, neopromosso al liceo, e lo invitano a cena in un bar. Il giovane corteggia la sciatrice Kelly Ann Bukowski, che si unisce al trio. Nel frattempo Overman, sceso da solo a riparare il cancello, viene ucciso dalla madre squalo.

Dopo cena, Mike e Kathy si appartano per una passeggiata lungo la spiaggia, mentre Sean e Kelly vanno a nuotare nella laguna (il giovane Brody, ancora memore dell'attacco di squalo subito da bambino, entra in acqua solo con riluttanza); il fratello e la fidanzata li raggiungono presto e vivacizzano la serata. Poco lontano da loro, due giovani alla ricerca di corallo da rubare e vendere, scompaiono sott'acqua. Il giorno dopo, messi in allarme dalla fidanzata di Overman, Mike e Kathy utilizzano il batiscafo del parco per ispezionare la laguna alla ricerca dell'amico. Trovano invece uno squaletto a cui sfuggono per miracolo con l'aiuto dei due delfini allevati da Kathy. Parlano a Bouchard e FitzRoyce della loro scoperta, e viene deciso di catturare l'animale per crescerlo in cattività e garantire a FitzRoyce un servizio da prima pagina. L'impresa riesce e lo squalo comincia la sua prigionia. Finalmente, il gran giorno dell'inaugurazione: accorrono in massa migliaia di persone, che esplorano le varie attrazioni del complesso rimanendone soddisfatti. Calvin dà però l'ordine di esporre subito lo squaletto, contrariamente alle istruzioni di Kathy: il piccolo, prostrato dalle recenti ferite, muore rapidamente. La madre, a questo punto, rimasta fino ad allora nascosta in un condotto di filtraggio, si rivela a tutti: la si vede in tutta la sua mostruosità dal ristorante subacqueo. Mike corre immediatamente a richiamare gli sciatori e i bagnanti: nonostante il caos prodotto dal panico, tutti escono indenni dall'acqua. Lo squalo si rivolge allora a coloro che navigano sui gommoncini: ne fa le spese Kelly, che riceve un lungo squarcio sulla gamba sinistra; il rapido intervento di FitzRoyce le salva la vita, e Sean la accompagna all'ospedale.

Calvin dà ordine di far uscire tutti i visitatori ancora all'interno delle gallerie subacquee, ma lo squalo danneggia i corridoi, bloccandoli in una delle sale d'osservazione. Mike deve riparare il condotto effettuando una saldatura. FitzRoyce si offre di riattirare lo squalo nel condotto di filtraggio e di bloccarcelo, realizzando nel frattempo il servizio che agogna: il mostro lo insegue fin dentro il condotto e vi viene rinchiuso. Mike ha via libera. FitzRoyce non ha però fatto i conti con la sagola di ritorno, che dovrebbe metterlo in salvo e invece si spezza, abbandonandolo alla mercé dello squalo: tenta disperatamente di salvarsi, ma viene massacrato dalle fauci dell'animale, quando è sul punto di azionarvi contro una granata. Il suo corpo rimane però incastrato tra le mascelle del mostro.

Calvin fa togliere aria al condotto, in modo da soffoccare l'animale. Allo squalo basta invece fare a pezzi la grata per liberarsi. Mike, raggiunto da Kathy, ha appena ultimato la riparazione, quando viene attaccato: il diversivo dei due fedeli delfini, consente ai due di mettersi in salvo. I visitatori intrappolati possono a questo punto uscire. Lo squalo si getta contro la vetrata della sala controllo subacquea, inondandola: Calvin porta in salvo un'operatrice, mentre un altro viene sbranato. Mike e Kathy, ancora con indosso le mute, decidono di fermare la creatura: questa, aprendo la bocca (unica parte riuscita ad entrare attraverso l'apertura), rivela il corpo di FitzRoyce con la granata ancora pronta all'uso; Mike riesce ad attivarla piegando un pezzo di ferro, e lo squalo salta in aria. Insieme a Kathy, il coraggioso figlio di Martin Brody può finalmente riemergere e abbracciare il suo amore e i due delfini.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

David Brown e Richard Zanuck, i produttori dei primi due film, vollerono fortemente una parodia della saga dello squalo e lo intitolarono provvisoriamente Jaws 3, People 0.[1] Matty Simmons, fresco del successo di Animal House, venne assunto come produttore della pellicola e come sceneggiatore della pellicola.[2] Joe Dante venne contattato per assumere il ruolo di regista,[3] ma tuttavia il progetto di un terzo capitolo della saga venne cancellato a causa dei conflitti tra i produttori e gli Universal Studios.[2] Brown, successivamente, accantonò l'idea di una parodia dello squalo e decise di ideare un seguito de Lo squalo 2.[1]

Alan Landsburg acquistato i diritti per produrre il film.[4] Ha tentato di coinvolgere sperimentalmente il regista Murray Lerner per il terzo film, ma quest'ultimo rifiutò di dirigere il film poiché non amava la sceneggiatura.[4] Alla regia fu, quindi, scelto Joe Alves, scenografo dei primi due film e regista della seconda unità de Lo squalo 2.[1] Il film è stato girato a SeaWorld Orlando, un parco acquatico senza sbocco sul mare.[5]

Molti sceneggiatori hanno collaborato alla sceneggiatura del terzo film tra cui Richard Matheson, che aveva scritto la sceneggiatura del film di Spielberg. Matheson fu costretto ad includere i due figli di Martin Brody nel terzo film. Inoltre i produttori volevano a tutti costi che lo squalo della pellicola fosse lo stesso del secondo film, ma questo fu giudicato troppo irrealistico e quindi questa idea venne abbandonata.[6] Matheson fu anche obbligato a scrivere un ruolo per l'attore Mickey Rooney[7] e, alla fine della sceneggiatura, rimase molto deluso del lavoro svolto per questo terzo film e incolpò il regista Joe Alves, giudicandolo inadatto per il ruolo, definendolo il colpevole del fallimento commerciale del film.[6] Guerdon Trueblood è stato accreditato per la storia e, secondo alcuni siti di recensioni, fu proprio lui ad ideare gran parte della storia originale del terzo film.[8] Anche Carl Gottlieb, che aveva lavorato anche alle sceneggiature dei primi due film, fu accreditato come sceneggiatore, insieme a Richard Matheson.[9]

Roy Scheider rifiutò il ruolo di Martin Brody e, addirittura, si mise a ridere dopo aver saputo che la produzione era intenzionata a creare un nuovo film su Lo squalo.[10] Per non partecipare alle riprese del film, l'attore accettò di partecipare al film Tuono blu, le cui riprese coincidevano appunto con quello de Lo squalo 3.[10]

Il film è caratterizzato dall'uso della tecnologia 3D, che in quegli anni stava vivendo un'ondata di particolare interesse, seguendo la scia di altri film come Venerdì 13: weekend di terrore ed Amityville 3D.[11] I produttori e il regista, pensarono che il 3-D avrebbe dato un vantaggio al film.[11] La tecnica usata è stata la polarizzazione della radiazione elettromagnetica anziché la anaglifica, cosa che consentiva di usufruire di occhialini usa e getta con lenti di colore brunito, molto più confortevoli di quelle anaglifiche bi-colorate, dando sempre l'illusione dell'uscita degli oggetti dallo schermo.[12] Molte riprese e molte scene vennero progettate pensando all'utilizzo di questa tecnica, come ad esempio la scena della distruzione dello squalo.[4]

Lo squalo 3 ha avuto due consulenti per il 3-D: Chris Condon, inizialmente,[13] e successivamente Stan Loth.[11] A causa del non utilizzo del 3-D per la visione domestica, il titolo alternativo Lo squalo 3 è utilizzato per la diffusione del film in televisione, VHS e DVD.[14]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La critica non ha mai visto di buon occhio questo film. Sia perché ogni paragone con il capolavoro di Spielberg lascia ben poche speranze a qualsiasi sequel, sia perché ormai l'idea di un film sullo squalo stava iniziando ad essere superata, sia perché effettivamente tre film sullo squalo in un tempo - tra il 1975 e il 1983 - di soli otto anni sono tanti. Venne inizialmente distribuito negli USA in 1,311 cinema incassando $13,422,500 nel suo primo weekend di programmazione,[15] ma nonostante questo fu una delusione nel corso delle varie settimane che portarono gli incassi alla cifra definitiva di $87,987,055[16], una cifra inferiore rispetto ai precedenti episodi.[17][18] Nella classifica Rotten Tomatoes, il 12% dei votanti da al film un parere positivo.[19]

A tutti gli effetti questo film verrà considerato il peggiore della saga fino all'arrivo, nel 1987, de Lo squalo 4 - La vendetta ritenuto, oltre al peggiore episodio della saga, addirittura uno dei film più brutti che siano mai stati prodotti nella storia del cinema.[20][21]

Riferimenti agli altri episodi[modifica | modifica wikitesto]

Questo terzo episodio si discosta sensibilmente dai precedenti: notiamo innanzitutto che il luogo dove si svolge la storia non è più l'isola di Amity, ma un parco acquatico in Florida. Inoltre, per la prima volta, nel cast non figurano né Roy ScheiderLorraine Gary (che complessivamente è stata la persona più presente nei 4 episodi della saga). Tuttavia, una certa continuità con i capitoli scorsi viene mantenuta grazie alla presenza di Michael e Sean Brody (Dennis Quaid e John Putch), i figli di Martin Brody, ormai divenuti adulti. Il primo, differentemente da quanto visto in precedenza, sarà questa volta il protagonista (ha un'importante ruolo lavorativo all'interno del parco acquatico); mentre il secondo subentrerà a film iniziato ed avrà un ruolo tutto sommato marginale. Anche grazie alle caratteristiche psicologiche di Sean ci rendiamo conto che una certa continuità con i primi due film viene mantenuta: egli infatti, nonostante ormai sia adulto, continua ad avere una gran paura dell'acqua, in seguito alla brutta esperienza vissuta da bambino, quando, da molto vicino, vide lo squalo uccidere una ragazza, Margie (Martha Swatek), che l'aveva salvato (una delle scene più crude e tristi de Lo squalo 2).

Un'ulteriore differenza rispetto ai capitoli precedenti della saga è sicuramente il protagonista vero e proprio: lo squalo. Questa volta, infatti, ne sono presenti addirittura due, nonostante quello giovane sopravviva poco e non crei poi troppi problemi. E non è tutto: lo squalo "principale", la madre del piccolo, è un esemplare di Grande squalo bianco lungo addirittura 12 metri. Queste dimensioni sono da record, considerando che gli squali comparsi nei precedenti due film misuravano circa 8 metri. L'eliminazione dello squalo invece ricorda molto il finale del capolavoro di Steven Spielberg, poiché avviene per opera di una granata fatta esplodere in bocca all'animale.

Incongruenze[modifica | modifica wikitesto]

Al film sono state mosse varie critiche da un punto di vista prettamente logico: come può un uomo venire ingoiato tutto intero (Philip FitzRoyce, interpretato da Simon MacCorkindale) e, dopo essere stato ingoiato, rimanere così ben posizionato all'interno della bocca di uno squalo, tenendo un braccio teso verso la zona dei denti ed impugnando saldamente una bomba? E come può uno squalo di 12 metri riuscire ad entrare nella laguna passando attraverso una barriera che si allarga così poco? Lo si nota dopo la morte di Shelby Overman (Harry Grant): il cancello sull'acqua si allarga di poche decine di centimetri: mai uno squalo di quelle dimensioni riuscirebbe a passare da un pertugio così ridotto.

Si aggiungano poi le critiche puramente scientifiche: nella realtà, esemplari di Grande squalo bianco lunghi 8 metri sono già una notevole eccezione. Come può esisterne uno lungo 12 metri, che potevano più o meno essere le dimensioni del Carcharodon megalodon, parente dell'attuale squalo bianco? Poi, quando la ballerina viene ferita alla gamba, quando la trasportano non si vede il sangue (che in una successiva ripresa si nota su quasi tutta la gamba).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c The Making of Jaws 2, Jaws 2 DVD documentary, [2002]
  2. ^ a b Andy Patrizio, An Interview with Matty Simmons in IGN.com, 31 ottobre 2003.
  3. ^ Andy Dursin, Aisle Seat - Fourth of July Edition in Film Score Monthly, 2003.
  4. ^ a b c Zone 2005, op. cit., p. 49
  5. ^ Pohlen 2003, op. cit., p. 135
  6. ^ a b Matheson 2006, op. cit., p. 318
  7. ^ Lofficier 2003, op. cit., p. 221
  8. ^ Chadwick H Saxelid, JAWS 3 (a.k.a. JAWS 3-D) in Sci-fi Film. URL consultato il 19 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
  9. ^ Richard Scheib, JAWS 3-D aka JAWS III Rating: ½ in The SF, Horror and Fantasy Film Review, 1990. URL consultato il 13 gennaio 2007. [collegamento interrotto]
  10. ^ a b Kachmar 2002, op. cit., p. 101
  11. ^ a b c McGee 2001, op. cit., pp. 97-98
  12. ^ Jay Ankeney, Underwater with Hydroflex's Pete Romano in HydroFlex Inc, 13 marzo 2000. URL consultato il 4 gennaio 2007.
  13. ^ American Society of Cinematographers, American cinematographer, Volume 66, ASC Holding Corp., 1985, p. 85.
  14. ^ Ken Begg, Jaws 3-D - Jabootu's Bad Movie Dimension. URL consultato il 25 novembre 2006.
  15. ^ Gossett Rises Above Bad Reviews of 'Jaws 3-D' in Jet, vol. 64, nº 25, Johnson Publishing Company, agosto 1983, p. 37.
  16. ^ JAWS 3-D in BoxOffice Mojo. URL consultato il 13 gennaio 2007.
  17. ^ Jaws 2 in Box Office Mojo. URL consultato l'11 febbraio 2007.
  18. ^ Jaws in Box Office Mojo. URL consultato l'11 gennaio 2007.
  19. ^ Jaws 3-D in Rotten Tomatoes. URL consultato il 24 gennaio 2007.
  20. ^ Chris Nashawaty, The 25 Worst Sequels Ever Made – 10. Jaws: The Revenge (1987) in Entertainment Weekly. URL consultato l'11 marzo 2010.
  21. ^ 1987 Archive in Golden Raspberry Awards. URL consultato l'11 dicembre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Ray Zone, 3-D filmmakers: Conversations with creators of stereoscopic motion pictures, Scarecrow Press, 2005, ISBN 0-8108-5437-6.
  • (EN) Jerome Pohlen, Oddball Florida: A Guide to Some Really Strange Places, Chicago Review Press, 2003, ISBN 1-55652-503-6.
  • (EN) Tom Weaver, Science Fiction Stars and Horror Heroes: Interviews with Actors, Directors, Producers and Writers of the 1940s Through 1960s, McFarland, 2006, ISBN 0-7864-2857-0.
  • (EN) Randy Lofficier, Into the Twilight Zone: The Rod Serling Programme Guide, iUniverse, 2003, ISBN 0-595-27612-1.
  • (EN) Diance C. Kachmar, Roy Scheider: a film biography, McFarland, 2002, ISBN 0-7864-1201-1.
cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema