Lo chiamavano Trinità...

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Lo chiamavano Trinità...
Lo chiamavano Trinità.png
Bud Spencer e Terence Hill in una scena del film
Titolo originale Lo chiamavano Trinità...
Paese di produzione Italia, Germania, Stati Uniti
Anno 1970
Durata 105 min
111 min (versione integrale)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, western
Regia E.B. Clucher
Soggetto E.B. Clucher
Sceneggiatura E.B. Clucher
Produttore Italo Zingarelli
Casa di produzione West Film
Fotografia Aldo Giordani
Montaggio Giampiero Giunti
Effetti speciali Sergio Chiusi, Stefano Seno
Musiche Franco Micalizzi, Lally Scott
Scenografia Enzo Bulgarelli
Costumi Luciano Sagoni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Lo chiamavano Trinità... è un film diretto nel 1970 da Enzo Barboni, con il nome d'arte di "E.B. Clucher", regista anche del séguito ...continuavano a chiamarlo Trinità uscito un anno dopo. È un western all'italiana in versione comica.

È ormai considerato un "classico" del cinema italiano popolare, sia per gli amanti del genere comico sia di quello western, anche se si tratta principalmente di una sobria e divertente parodia dei più cruenti spaghetti-western[1], nata sulla loro proficua scia degli anni sessanta e settanta, di cui ricalca fedelmente lo stile, in cui le consuete sparatorie vengono ben sostituite dalle scazzottate della coppia Bud Spencer & Terence Hill, vero e proprio "marchio di fabbrica", che hanno reso famose nei loro svariati film.

Fu il film in cui Clucher consolidò e perfezionò il cliché della coppia creato prima da Giuseppe Colizzi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel Far West, il pistolero Trinità, detto la mano destra del diavolo, vaga nel deserto sdraiato su una slitta trainata dal suo cavallo. Giunto in una locanda dove entra per rifocillarsi, attacca briga con due cacciatori di taglie e sottrae loro un uomo messicano, riprendendo il suo viaggio verso est.

Trinità giunge infine in un paese dove Bambino, suo fratello, detto la mano sinistra del diavolo, fa lo sceriffo. Bambino si trova alle prese con tre uomini, che gli impongono di liberare un loro amico colpevole di aver violentato una donna, moglie del giudice che lo dovrà processare. Dopo che Bambino ha messo al tappeto i tre pistoleri, Trinità conduce il messicano dentro l'ufficio dello sceriffo. Dopo avere ubriacato e curato il messicano, Trinità interroga il fratello sulla sua nuova stella di sceriffo. Costui lo rassicura sul fatto di essere sempre un delinquente e un ladro di bestiame, spiegandogli di avere sparato al vero sceriffo per un errore di valutazione e di avergli sottratto la stella, sostituendosi a lui nel paese, in attesa dell'arrivo dei suoi complici, Faina e il Timido, per poi andarsene in California.

Dopo essersi ripulito, Trinità vede Bambino entrare nel saloon per fare la predica al maggiore Harriman e ai suoi uomini che hanno pestato per l'ennesima volta gli agricoltori mormoni stanziati in una valle che il Maggiore vorrebbe per sé, per poter tenere lì la sua mandria, ancora da marchiare. Bambino è disposto ad impedirglielo, per potersi impossessare del bestiame. Dopo essere tornato in ufficio, Bambino offre al fratello la possibilità di aiutarlo a combattere gli uomini del Maggiore, ma visto il suo irremovibile rifiuto lo esorta infine ad andarsene.

Il giorno seguente, il maggiore scende nella valle di suo interesse e invita caldamente i mormoni ad andarsene. Tornato sopra alla collina, il maggiore osserva un episodio di prepotenza da parte dei tagliagole di Mezcal, un bandito messicano, i quali, oltre a maltrattare i mormoni, pretendono di farsi servire arrosto e vino; il Maggiore ne fa tesoro.

Nel frattempo, in paese, Trinità assiste a un altro sopruso: due uomini del maggiore scacciano due donne (Sarah e Giuditta) e un uomo mormoni che volevano acquistare della merce nell'emporio del maggiore. Trinità decide di intervenire: permette ai mormoni di prendersi ciò di cui necessitano e picchia gli scagnozzi del maggiore. Uscito dal negozio, il giovane si reca al saloon, dove incita il Maggiore a lasciare in pace gli agricoltori, ferendo uno dei suoi uomini e castrandone un altro. A sera, quando Bambino lo viene a sapere, si infuria ed esorta ancora una volta il fratello ad andarsene, ma costui attraverso un ricatto riesce a rimanere come vice-sceriffo. Tornati ancora una volta al saloon, i due fratelli pestano gli scagnozzi del maggiore Harriman che avevano attribuito dei termini poco educativi alla loro madre.

Il giorno dopo i due si recano dagli agricoltori, dove vengono invitati a pranzo da padre Tobia, il capo compagnia, ma prima che potessero mandare giù un boccone, giunge Mezcal che insieme ai suoi uomini inizia subito a tormentare i mormoni, e non trovando il vino, li fa mettere in fila e li prende a sberle uno ad uno finché non è il turno di Bambino che ricambia con forza, mettendo in fuga i tagliagole.

Il Maggiore nel frattempo recluta due sicari col compito di sistemare lo sceriffo e il suo aiutante e scacciare i mormoni, ma Trinità cede al suo "prurito" alle mani e li concia per le feste. Furioso, il Maggiore chiede le dimissioni di entrambi i fratelli con la minaccia di parlare della condotta dei due al governatore. Bambino risponde sbuffando e se ne torna in ufficio. Intanto il vero sceriffo del paese, che si scopre non essere morto ma solo azzoppato, mette una taglia su Bambino.

Trinità si reca dai mormoni e dopo aver incontrato le due belle ragazze che aveva già aiutato decide di rimanere con loro. Giungono due uomini dal deserto, subito identificati come Faina e Il Timido, che Trinità conduce dal loro capo, Bambino. Qui i due rivelano di aver azzoppato l'altra gamba dello sceriffo ferito in precedenza da Bambino. All'inizio Bambino si rifiuta di aiutare il fratello, ma Trinità gli giura che se lo aiuterà con il maggiore, lui potrà ottenere tutto il bestiame di quest'ultimo e gli promette anche che si stabilirà con i Mormoni e sposerà Rebecca e Giuditta, visto che la loro religione consente la poligamia.

Nel frattempo Mezcal stringe un patto con Harriman: il primo scaccerà i mormoni, mentre il secondo gli concederà di "rubare" 20 dei suoi cavalli. Nel frattempo Trinità e gli altri addestrano i mormoni alla difesa e vengano a sapere da Emiliano, un uomo di Mezcal inviato a spiarli, del patto tra il Maggiore e il tagliagole. Sostituendosi al messicano rubano tutta la mandria, che Bambino brama di tenersi per sé. Lo sceriffo zoppo intanto giunge in paese, ma il collaboratore di Bambino, Jonathan Swift, lo manda verso il confine, pretendendo poi dal falso sceriffo una parte del bottino.

Si svolge così l'ultimo scontro: grazie alle abilità e al coraggio appresi da Trinità, i mormoni trionfano e scacciano gli uomini del Maggiore, che decide di andarsene in Nebraska e chiudere la faccenda una volta per tutte. Manca però l'ultima amara sorpresa: la mandria viene marchiata dai mormoni, scatenando le maledizioni di Bambino verso Tobia, il capo della comunità.

Trinità, dopo avere meglio compreso la vita che lo attende - essere circonciso, gettare le armi per farne strumenti di lavoro, lavorare faticosamente ogni giorno e andare a pregare la sera - cambia rapidamente idea, scappando e inseguendo il fratello e la sua banda diretti verso la California, dopo aver indirizzato il vero sceriffo sulle loro tracce.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

Trinità (Terence Hill)

Trinità è "l'antistereotipo" per eccellenza. Se da una parte infatti incarna il pistolero veloce (viene difatti chiamato "la mano destra del diavolo" per questo), dall'altro ridicolizza questa figura mostrandosi come un giovane pigro e svogliato tanto da farsi trascinare tutto il tempo su una slitta trainata dal suo cavallo (un "travois" indiano). Nel film spara pochissime volte preferendo come arma l'astuzia per sfruttare il non sveglissimo fratello, Bambino, per raggiungere i suoi scopi dimostrando però anche affetto fraterno quando serve. È fondamentalmente un tipo provocatore che si appiglia ad ogni pretesto per scatenare risse e soddisfare il "prurito" alle mani che gli viene quando vede un abile pistolero. All'inizio non vorrà saperne di trattenersi in paese ma dopo aver visto le ragazze mormoni ed essersene innamorato, decide di restare ed aiutarle contro la prepotenza del Maggiore Harriman.

Bambino (Bud Spencer)

Fratello di Trinità, è ladro di cavalli per professione nonché abile pistolero, viene definito "la mano sinistra del diavolo" perché spara appunto con la mano sinistra. Caratterialmente, Bambino è un "orso" nel vero senso della parola, difatti è un tipo poco socievole, utilizza modi rozzi e si spazientisce facilmente pur evidenziando delle caratteristiche da "bonaccione". Scappato dal carcere di Yuma, forma una piccola banda composta dal Timido e Faina separandosi da loro durante l'inseguimento da parte dei Rangers. Dopo aver azzoppato e depredato uno sceriffo si stabilisce in città usurpandone il posto nell'attesa dei suoi uomini per razziare la mandria di cavalli ancora da marchiare del Maggiore Harriman. Con l'arrivo del fratello Trinità in paese cerca in un primo momento di convincerlo a rimanere per aiutarlo nel suo piano, ma quando questi assume un atteggiamento provocatorio nei confronti del Maggiore, per paura di attirare l'attenzione dei Ranger tenta in seguito di mandarlo via.

Si crede un abile razziatore ma in realtà è tutt'altro che in gamba, come gli fa notare anche Trinità. Bambino detesta Trinità soprattutto quando lo mette nei guai e spera che qualcuno lo tolga di torno, ma nonostante ciò alla fine si lascia convincere e trascinare dalle idee del fratello venendo poi puntualmente raggirato.

Dimostra più volte una sorta di "inibizione" da legame di sangue nei confronti del fratello e per questo si limita a minacciarlo e a fare la voce grossa.

L'appellativo di Bambino nel copione originale non esisteva, ma venne aggiunto in seguito appositamente per Bud Spencer.[senza fonte]

Maggiore Harriman (Farley Granger)

Il Maggiore Harriman è un borghese di alto ceto ossessionato dai cavalli e dalla loro bellezza. Con le intimidazioni violente effettuate dai suoi uomini cerca di "convincere" i mormoni a cedergli la valle per far pascolare suoi animali. Ha sempre la risposta pronta e dei modi raffinati anche se non è un uomo dotato di particolare spirito. Il suo potere viene messo in discussione prima da Bambino, il quale non essendo un vero sceriffo ignora le minacce del Maggiore nel rivolgersi al "Governatore" e poi da Trinità che sistemerà in parte i suoi uomini e che tramite il fratello gli metterà i bastoni tra le ruote. Il Maggiore inoltre si deve anche difendere dai ladroni messicani guidati da Mezcal che tentano di razziargli i cavalli, ma, in seguito, dopo il fallimento dei Bounty Killer da lui assoldati per eliminare Trinità e Bambino, stipulerà un patto con il suo storico nemico per unirsi e cacciare per sempre i mormoni dalla valle. Viene sconfitto e costretto a vagare per le valli verso il Nebraska.

Tobia (Dan Sturkie)

Tobia è il capo e la guida della comunità dei mormoni, ed è un uomo che conduce la sua vita all'insegna della povertà, del lavoro e della preghiera. Dopo essere stato raggiunto dai suoi "fratelli" tenta di costruire una casa ed allevare bestiame ostacolato però dalle angherie degli uomini del Maggiore Harriman. Egli ripudia la violenza e segue solo ciò che è indicato nelle sacre scritture e per questo è vittima anche dei ladroni messicani che di tanto in tanto "sconfinano per un piatto di minestra" deridendoli e schiaffeggiandoli.

Nonostante questi abusi continui da ambo le parti, continua ad incitare i fratelli a porgere sempre l'altra guancia e a pregare, come lui stesso fa in più occasioni. Trinità, una volta entrato a far parte della comunità, tenterà di convincere Tobia e gli altri a difendersi con le armi. Al massimo essi gli concederanno l'insegnamento della difesa con le mani. Alla fine, anche Tobia ed i fratelli mormoni capiranno che qualche scazzottata in fondo non è poi "peccaminosa".

Sarah e Giuditta (Gisela Hahn ed Elena Pedemonte)

Le due ragazze mormoni che si innamoreranno di Trinità e lo convinceranno ad unirsi a loro per difenderli dalle prepotenze del Maggiore Harriman. La loro religione ammette la poligamia e pertanto tutte e due hanno intenzione di sposarsi con il cowboy il quale dopo aver capito che tipo di vita lo attende (non esattamente quella che si aspettava), scapperà via.

Jonathan Swift (Steffen Zacharias)

È l'aiutante dello sceriffo (Bambino). Detesta Trinità che provoca solo guai e si occupa delle celle, della cucina e dell'igiene generale, concedendo a Trinità un bagno dopo mesi (non vedevo tanto sudiciume dallo straripamento del Pecos è il suo commento all'acqua della tinozza in cui si lava Trinità). Si dimostra divertito nel vedere i mormoni subire le angherie degli uomini del Maggiore e più avanti si mostrerà anche opportunista quando scoperta la vera identità di Bambino tenterà di averne un guadagno personale.

Mezcal

Mezcal (Remo Capitani)

Il capo dei ladroni messicani e nemico di vecchia data del Maggiore Harriman, Mezcal approfitterà della bontà dei mormoni per esigere con la violenza vino e cibarie varie. Indossa un enorme capello ed ha il vizio di ridere sempre. È un ladro incallito ed inguaribile tanto che quando stipula l'accordo con il Maggiore Harriman per cacciare i mormoni dalla valle, chiede espressamente di poter rubare i 20 cavalli promessigli come ricompensa perché a suo dire "lavorare per essere pagati è umiliante".

Faina e il Timido (Ezio Marano e Luciano Rossi)

I due complici di Bambino, soprannominati così rispettivamente per la risata e l'infamia presentata dal primo e per la timidezza manifesta del secondo. Dopo aver ulteriormente azzoppato e derubato uno sceriffo zoppo che faceva la loro stessa strada, raggiungono il paese per incontrare il loro capo. Aiuteranno i mormoni ad addestrarsi per difendersi dall'attacco congiunto del Maggiore e di Mezcal e inoltre, sotto idea di Trinità, razzieranno tutti i cavalli del Maggiore tentando di accaparrarseli, anche se qualcosa alla fine non andrà proprio come previsto...

Personaggi secondari[modifica | modifica wikitesto]

Il messicano (Michele Cimarosa)

Dopo aver aggredito un "Gringo" che tentava di violentare la moglie (la mia esposa stava al fiume, a lavare... un gringo l'aggredì, e la voleva... io gli ho dato solo qualche coltellata... cadendo, avrà battuto la testa) e dopo essere stato strappato dalle grinfie di due cacciatori di taglie da Trinità, diventerà un alcolizzato che per la maggior parte del tempo rimarrà in cella. Siccome gli alcolizzati, secondo il vecchio Jonathan, hanno il "brutto vizio di dire la verità" alla fine verrà portato via dalla città...

Il vero Sceriffo (Ugo Sasso)

Dopo essere stato azzoppato per un errore di valutazione a una gamba prima da Bambino e poi all'altra da Faina e il Timido, li cercherà in lungo ed in largo in cerca di vendetta presentandosi in città con le stampelle. Mostrando le taglie al vecchio Jonathan Swift, gli svelerà la vera identità di Bambino e verrà depistato dallo stesso per prendere tempo ed avvisare il razziatore. Non smetterà comunque di cercarli ed alla fine verrà messo sulle giuste tracce dei ricercati da un cowboy dispettoso, Trinità.

Jeff (Riccardo Pizzuti)

È il braccio destro del Maggiore Harriman ed il più carismatico tra i suoi uomini. Si scontrerà più volte con Bambino e Trinità.

Bounty Killer e Mortimer (Tony Norton e Dominic Barto)

I due Killer assoldati dal Maggiore Harriman per liberarsi di Bambino e Trinità. Si presentano come professionisti: Mortimer ha sempre la stessa espressione sul volto. Sfideranno Trinità il quale non resistendo alla tentazione di misurarsi con loro, cederà al "prurito alle mani" chiedendogli di vedere "delle mutande", scatenando in seguito l'ira di Bambino che teme di attirare i Rangers.

Emiliano (Thomas Rudy)

Spia fedelissima mandata da Mezcal per controllare i movimenti dei Mormoni. Viene beccato da Faina e si dimostrerà restio a confessare, ma con l'"aiuto" di una pistola puntata alle narici canterà come un uccellino svelando i dettagli dell'accordo tra il Maggiore Harriman ed il suo capo.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

La durata integrale della pellicola, che fino a pochi anni fa veniva trasmessa in televisione, è di 111 minuti, ma il DVD del film, uscito nel 2003, ha soltanto una durata di 106 minuti - 5 minuti inferiore - a causa del taglio di alcune scene[2] o parti minori di queste, che da allora non vengono più trasmesse neanche in televisione.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, nessun produttore era interessato al film. Il regista, E.B. Clucher (Enzo Barboni), mostrò a più produttori la sceneggiatura, ma nessuno credette nel progetto perché sostituiva battute e scazzottate a sparatorie e spargimenti di sangue. Alla fine lo produsse Zingarelli, mentre per la parte si proposero Terence Hill e Bud Spencer.[senza fonte]

In realtà i due attori protagonisti, nella prima visione di Clucher, avrebbero dovuto essere i due attori italiani George Eastman, nella parte che fu di Pedersoli, e Peter Martell, nella parte che fu di Girotti. Saputo che Clucher stava girando i vari produttori per proporre il proprio copione, furono gli stessi Girotti e Pedersoli che si proposero in coppia a Clucher, di fatto imponendosi per la parte[3].

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu girato principalmente nella zona di Camposecco[4] a Camerata Nuova, comune di oltre trecento abitanti della provincia di Roma che sorge a circa 800 m di altitudine nel Parco Regionale[5] dei Monti Simbruini, al confine tra Lazio e Abruzzo .

La scena in cui Trinità mangia un'intera padella di fagioli è stata girata una volta sola dopo che Terence Hill aveva digiunato per le 24 ore precedenti[6] (48 ore secondo altre fonti[7]).

La scena della cascata si svolge alle cascate di Monte Gelato, nel parco della valle del Treia (fra Roma e Viterbo), il villaggio western è quello costruito negli studi di produzione della De Laurentiis lungo la via Pontina (infatti nelle scene del Saloon, durante la notte, si vedono delle tende rosse dietro le porte e le finestre, che fanno capire come ci si trovi in un teatro di posa). Il complesso è oggi in stato di abbandono e del villaggio non è purtroppo rimasta traccia. Le scene in cui Terence Hill viaggia per il deserto ed entra nella 'posada' a mangiare (all'inizio e alla fine del film) sono state girate, alla periferia di Roma, in una cava di tufo lungo l'attuale autostrada A91 che conduce all'aeroporto di Fiumicino, mentre il paese con l'ufficio dello sceriffo (Bambino) si trova poco distante.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il commento musicale è opera di Franco Micalizzi. Il testo del brano che apre e chiude il film è del cantautore britannico Lally Stott (già noto per l'hit Chirpy Chirpy Cheep Cheep)[8]. Il cantante che lo esegue è Annibale (Annibale Giannarelli), un italo-australiano residente in Australia dotato di un'imponente presenza fisica e di una potente voce che ricordava quella di Tom Jones[8]. L'artista, giunto in Italia per avviare la propria carriera, fu successivamente presentato dallo stesso Micalizzi a diversi discografici, che però lo respinsero sempre per il suo eccessivo talento, costringendolo così a rientrare tristemente in Australia, dove tuttora risiede.[8]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Campione d'incassi nella stagione 1970-71 e soprattutto d'ascolti negli innumerevoli passaggi televisivi, Lo chiamavano Trinità fece il boom nel 1988 con oltre 12 milioni di telespettatori, alla prima messa in onda (su Rai Uno) da quando esisteva l'Auditel (dicembre 1986).[senza fonte]

Il film innovò il genere "spaghetti western", creando un sottogenere parodistico che è stato definito da alcuni "fagioli western",[1] prendendone in giro molti stereotipi in modo intelligente, e andò oltre ogni più rosea previsione riscuotendo successo di pubblico e di critica.

Séguiti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 è stato distribuito ...continuavano a chiamarlo Trinità e nel 1995 uscì Trinità & Bambino... e adesso tocca a noi!, entrambi diretti da E.B. Clucher.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il bambino mormone con il quale Trinità gioca in una scena è Jess Hill, figlio dello stesso Terence Hill.[senza fonte]
  • La sequenza finale di Django Unchained diretto da Quentin Tarantino (2012) è un omaggio alla pellicola: Django, mentre aspetta la moglie ritrovata, sale a cavallo e imita il celeberrimo passo di Trinità, seguiti dai titoli di coda accompagnati dal tema "Lo chiamavano Trinità", scritto da Franco Micalizzi.[senza fonte]
  • La parte della storia del film in cui Trinità e Bambino decidono di difendere i pastori protestanti contro la banda della zona locale, è molto simile alla vicenda del film I sette samurai del 1954.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Definito anche come l'iniziatore dei "Fagioli Western" (Alberto Castagna & Maurizio C. Graziosi. Il western all'italiana. Motta, 2005. ISBN 88-7179-477-X)
  2. ^ budterence.tk elenco delle scene tagliate
  3. ^ Terence Hill, nell'intervista rilasciata a www.terencehill.it a Perugia
  4. ^ Fonte
  5. ^ Fonte: Anieneonline.com
  6. ^ Terence risponde alle domande dei fan, it.terencehill.com. URL consultato il 12 novembre 2012.
  7. ^ Terence Hill a "Che tempo che fa", Rai.TV, 2007. URL consultato il 15 novembre 2012.
  8. ^ a b c dato ricavato dall'intervista concessa da Franco Micalizzi a "Stracult" durante la puntata andata in onda l'11 giugno 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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