Liza aurata

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Cefalo dorato
Liza aurata Corsica.jpg

Liza aurata Sicily.png

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukarya
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Osteichthyes
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Teleostei
Superordine Acanthopterygii
Ordine Mugiliformes
Famiglia Mugilidae
Genere Liza
Specie L.aurata
Nomenclatura binomiale
Liza aurata
(Risso, 1810)
Sinonimi

Mugil auratus

Il Cefalo dorato o Lotregano (Liza aurata (Risso, 1810)) è un pesce della famiglia Mugilidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il suo areale comprende tutto il mar Mediterraneo, i mari Nero e d'Azov e le coste europee ed africane atlantiche tra il sud della Norvegia e le isole del Capo Verde.
Il suo habitat è lungo le coste rocciose e nelle lagune e le foci, come gli altri cefali. Evita però le acque a salinità troppo bassa.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Molto simile a Mugil cephalus (cefalo comune) ma ha una testa più piccola e stretta, il labbro superiore sottile e una larga macchia dorata molto evidente sull'opercolo.
È piuttosto difficile da riconoscere le tre specie europee appartenenti al genere Liza. Questa forse è la più facile da identificare a causa della macchia dorata sull'opercolo, sempre ben visibile (e spesso accompagnata da un'altra macchia più piccola più vicino all'occhio). Inoltre, contrariamente ad altre specie del genere, è assente la macchia nera all'ascella delle pinne pettorali.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre sul fondo aspirando sedimenti e alghe incrostanti dal fondo e dagli scogli. Si nutre di detrito e di piccoli invertebrati bentonici.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Si cattura in buone quantità con le stesse tecniche, sia professionali che sportive destinate al cefalo comune. Molti credono che le sue carni siano più pregiate di quelle degli altri cefali (e spesso viene venduto a un prezzo più alto) ma questo non risponde a verità se non per il fatto che, date le sue abitudini marine, le sue carni difficilmente hanno sapore di fango.

Particolare della testa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Liza aurata in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani Mursia 1991 ISBN 88-425-1003-3
  • Patrick Louisy. Trainito, Egidio (a cura di) Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo. Milano, Il Castello, 2006. ISBN 88-8039-472-X

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