Lista di squali

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Carcharias taurus
Taeniura grabata
Chimaera monstrosa

Gli squali, come siamo abituati a conoscerli, appartengono al superordine dei Selachimorpha, sottoclasse degli Elasmobranchii e classe dei Chondrichthyes. Sono dei pesci con uno scheletro costituito di cartilagine, per questo sono anche detti pesci cartilaginei. In realtà però gli squali non sono solo quelli che immaginiamo con il corpo affusolato, e la pinna dorsale che fende le onde, in quanto gli Elasmobranchii includono anche le razze e i Chondrichthyes includono anche le chimere. Gli studiosi hanno dimostrato che gli squali del superordine Selachimorpha formano un gruppo polifiletico: in particolare, alcuni squali sono geneticamente più strettamente imparentati con le razze che con altre specie di squali fenotipicamente più simili. I primi squali comparvero negli oceani circa 350 - 400 milioni di anni fa. La maggior parte delle specie che oggi conosciamo hanno antenati che risalgono all'era giurassica.

Vengono elencate di seguito le specie di tutti gli squali viventi in ordine tassonomico. Si stima che esistano approssimativamente tra le 923 e 1117 specie di squali viventi, suddivise in 171 generi e 55 famiglie (dati aggiornati al 22 gennaio 1995) [1]. Gli squali selachimorpha sono suddivisi in otto ordini, gli squali batoidea sono suddivisi in tre ordini, che sono riportati in ordine evolutivo (dal più antico al più moderno), mentre le famiglie e i generi all'interno degli ordini sono elencati in ordine alfabetico.

Inquadramento tassonomico [modifica | modifica sorgente]

ORDINI DEGLI SQUALI ATTUALMENTE VIVENTI
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Chondrichthyes
     │
     ├o Elasmobranchii
     │        │ 
     │        └─o Neoselachii
     │                │
     │                ├o Batoidea
     │                │     │
     │                │     ├───o Pristiformes
     │                │     │ 
     │                │     ├───o Rajiformes
     │                │     │ 
     │                │     └───o Torpediniformes
     │                │
     │                └o Selachii      
     │                      │  
     │                      ├o Galeomorphi
     │                      │      │
     │                      │      ├o Carcharhiniformes
     │                      │      │
     │                      │      ├o Heterodontiformes
     │                      │      │
     │                      │      ├o Lamniformes
     │                      │      │
     │                      │      └o Orectolobiformes
     │                      │                              
     │                      └o Squalomorphi
     │                             │
     │                             ├o Hexanchiformes
     │                             │
     │                             ├o Pristiophoriformes
     │                             │
     │                             ├o Squaliformes
     │                             │
     │                             └o Squatiniformes
     │
     └o Holocephali
            │
            └────o Chimaeriformes
Questo albero tassonomico si basa su recenti studi scientifici ma è possibile che in futuro possa subire dei cambiamenti, alla luce di nuove pubblicazioni e analisi filogenetiche.

Lista tassonomica Selachii[modifica | modifica sorgente]

Identificazione degli otto ordini di squali viventi

Lista tassonomica Batoidea[modifica | modifica sorgente]

Lista tassonomica Holocephali[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The IUCN/SSC Shark Specialist Group. Shark News 3: March 1995
  2. ^ Monkolprasit, S. and Roberts, T.R. (1990). "Himantura chaophraya, a new giant freshwater stingray from Thailand". Japanese Journal of Ichthyology 37 (3): 203–208
  3. ^ Roberts (2006). "Makararaja chindwinensis, a new genus and species of freshwater dasyatidid stingray from upper Myanmar.". The Natural History Bulletin of the Siam Society 54: 285-293
  4. ^ Andrea D. Marshall, Leonard J.V. Compagno, & Michael B. Bennett (2009). "Redescription of the genus Manta with resurrection of Manta alfredi (Krefft, 1868) (Chondrichthyes; Myliobatoidei; Mobulidae)". Zootaxa, 2301

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Compagno L.J.V., 1984a. FAO species catalogue. Vol. 4. Sharks of the world. An annotated and illustrated catalogue of sharks species known to date. Part 1. Hexanchiformes to Lamniformes. FAO Fish Synop., (125) Vol.4, Pt.1: 249 p. - Una copia on-line è consultabile sul sito: Fao.org
  • (EN) Compagno L.J.V., 1984b. FAO species catalogue. Vol. 4. Sharks of the world. An annotated and illustrated catalogue of shark species known to date. Part 2. Carcharhiniformes. FAO Fish.Synop., (125) Vol.4, Pt.2: 251-655 - Una copia on-line è consultabile sul sito: Fao.org
  • (EN) Compagno L.J.V., 1988. Sharks of the Order Carcharhiniformes. Princeton University Press, Princeton, New Jersey, 486 pp + 21 Figures, + 35 Plates.
  • (EN) Compagno L.J.V., 1999. Checklist of living elasmobranches, p.471-498. IN: William C. Hamlett, Sharks, skates and rays. The biology of elasmobranchs fishes, John Hopkins University Press. Maryland, 515 pp. - Una copia on-line è consultabile sul sito: Google.books.it
  • (EN) Compagno L.J.V., 2001. Sharks of the world. An annotated and illustrated catalogue of shark species known to date. Vol. 2. Bullhead, mackerel, and carpet sharks (Heterodontiformes, Lamniformes and Orectolobiformes). FAO Species Catalogue for Fishery Purposes. No 1, Vol. 2. Roma, FAO. 269 pp. - Una copia on-line è consultabile sul sito: Fao.org
  • (EN) Compagno L.J.V., Dando M., Fowler S., 2005. A Field Guide to the sharks of the world. HarperCollins Publishers Ltd., London. 368 pp., 64 colour plates.
  • (EN) Jeffrey C. Carrier, Michael R. Heithaus, John A. Musick, (2010). Sharks and Their Relatives II: Biodiversity, Adaptive Physiology, and Conservation (Marine Biology). 736 pp. Versione consultabile on-line sul sito Google.libri
  • (EN) Fabrizio Serena, 2005. Field identification guide to the sharks and rays of the Mediterranean and Black Sea. FAO. Versione consultabile on-line e scaricabile sul sito Fao.org