Lista Bonino Pannella

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Lista Amnistia Giustizia Libertà
Leader Marco Pannella
Emma Bonino
Stato Italia Italia
Fondazione 1992
Sede Via di Torre Argentina
n. 76, Roma
Partito Partito Radicale
Ideologia Radicalismo,
Liberalismo,
Libertarianismo,
Antiproibizionismo,
Europeismo
[senza fonte]
Collocazione Centro-sinistra[senza fonte]
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
0 / 1078
Testata Radio Radicale, Notizie Radicali
Sito web Amnistia Giustizia Libertà

L'Associazione Politica Nazionale Lista Marco Pannella è una lista elettorale italiana nata nel 1992 di orientamento radicale, liberale, liberista e libertario. Inizialmente comunemente conosciuta come Lista Pannella, dal 1999 si presenta come Lista Bonino, dal 2009 come Lista Bonino Pannella e nel 2013 come Lista Amnistia Giustizia Libertà.

L'associazione nasce in seguito della decisione del Partito Radicale di sciogliersi e di confluire nel Partito Radicale Transnazionale ed attualmente sotto il suo simbolo si presentano gli esponenti del partito dei Radicali Italiani nato nel 2001.

Indice

Storia [modifica]

Lo scioglimento del Partito Radicale [modifica]

Simbolo storico del Partito Radicale

Nel 1989 il Partito Radicale, già protagonista e promotore di battaglie in tema di diritti umani e civili, come l'antiproibizionismo in materia di droga, la legalizzazione del divorzio e dell'aborto, si trasforma in un soggetto politico nuovo.

La decisione viene assunta dal consiglio federale del partito riunito a Trieste dal 2 al 6 gennaio 1989, quando si costituisce il Partito Radicale Transnazionale, organismo transpartitico che in pratica concede agli esponenti radicali la possibilità di praticare la loro attività politica all'interno di altri movimenti o partiti, rinunciando alla partecipazione diretta a competizioni elettorali ma circoscrivendo la propria attività alla promozione delle tematiche radicali. Dal 1995, inoltre, il PRT otterrà lo status di organizzazione non governativa di primo livello all'interno del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, diventando una delle 42 organizzazioni internazionali con il diritto di formulare proposte formali in sede ONU.

Da questo momento, gli esponenti del Partito Radicale decidono di presentarsi, in occasione delle consultazioni elettorali, all'interno della Lista Pannella.

Il debutto della Lista Marco Pannella [modifica]

Alle elezioni europee del 1989 gli esponenti Radicali si candidano in liste diverse: Verdi Arcobaleno, Federazione dei Verdi, PSDI e la lista unica PRI-PLI. Si presenta, inoltre, la Lista Antiproibizionisti sulla Droga, che fin dal simbolo utilizzato è riconoscibile come legata all'area radicale ed ottiene l'1,2% dei voti e un seggio[1]: risulta eletto Marco Taradash, che aderisce al Gruppo Verde.

Alle successive elezioni politiche del 1992 si presenta per la prima volta la Lista Marco Pannella, che porta al suo interno il simbolo della Lista Antiproibizionisti sulla Droga, e che si attesta attorno all'1,2% dei voti alla Camera[2] ed allo 0,5% al Senato[3].

Sono eletti sette deputati radicali: Marco Pannella, Emma Bonino, Marco Taradash, Roberto Cicciomessere, Pio Rapagnà, Elio Vito e Gianni Elsner. I primi sei costituiscono il Gruppo Federalista Europeo e Marco Pannella diventa presidente del gruppo; Gianni Elsner aderisce al gruppo misto, rifiutando la regola radicale di versare al partito una congrua parte dell'indennità percepita[senza fonte].

Lista Pannella - Riformatori a sostegno di Berlusconi [modifica]

1994, logo della Lista Pannella alla Camera.

Nell'aprile del 1994 i Radicali danno vita al Movimento dei Club Pannella - Riformatori, di lotte civili, ambientaliste e per la Riforma, detto comunemente Movimento Club Pannella-Riformatori, partito politico organizzato in parallelo alla Lista, che viene rinominata Lista Pannella - Riformatori.

In vista delle elezioni politiche di quell'anno, i Radicali decidono di giungere ad un accordo elettorale con Silvio Berlusconi: nei collegi centro-settentrionali avrebbero appoggiato i candidati del Polo delle Libertà (coalizione che comprendeva Forza Italia e Lega Nord); nei collegi centro-meridionali, invece, si sarebbero presentati in competizione con il Polo del Buon Governo (comprendente FI e Alleanza Nazionale). Per contro, in caso di vittoria del centro-destra, Pannella sarebbe stato nominato ministro degli Esteri nell'eventuale governo a guida Berlusconi.

L'esito del voto vede la vittoria del centro-destra e sono eletti: sei deputati Emma Bonino, Marco Taradash, Giuseppe Calderisi, Paolo Vigevano, Lorenzo Strik Lievers e Elio Vito nelle file del Polo delle Libertà; due senatori, Sergio Augusto Stanzani Ghedini nel Polo e Francesca Elena Scopelliti all'interno della stessa lista radicale. Nella quota proporzionale la Lista Pannella ottiene il 3,5% dei voti, non riuscendo pertanto a superare la soglia di sbarramento fissata al 4%. Pannella, sconfitto da Gianfranco Fini nel collegio di Roma Della Vittoria[4], non entra nella compagine di governo per l'opposizione del Centro Cristiano Democratico e di AN: viene allora deciso di nominare Emma Bonino a commissario europeo. Intanto, gli esponenti radicali si iscrivono al gruppo parlamentare di Forza Italia e sostengono il Governo Berlusconi I. A seguito di dispute interne, tuttavia, la Lista Pannella si presenta al di fuori dei poli alle elezioni regionali del 1995.

Tra il 16 ed il 19 febbraio 1995 si svolge il primo congresso nazionale dei Club dove Marco Pannella viene eletto presidente con quasi il 90 per cento dei voti[5].

Lista Pannella - Sgarbi a sostegno di Berlusconi [modifica]

In occasione delle elezioni politiche del 1996 viene promossa da Marco Pannella e da Vittorio Sgarbi la formazione della Lista Pannella - Sgarbi, in nome dell'unità dei liberali italiani. I radicali confermano successivamente l'accordo elettorale con il Polo per le Libertà di Berlusconi: l'accordo è raggiunto sulla base del comune impegno ad assicurare una nuova legge elettorale, maggioritaria uninominale ad un turno, e la Riforma presidenzialista dello Stato[6]. In virtù di questo patto, la Lista Pannella - Sgarbi avrebbe rinunciato a presentarsi nella quasi totalità dei collegi senatoriali, evitando così di sottrarre voti al Polo e i suoi esponenti sarebbero entrati a far parte del governo in caso di vittoria del centro-destra.

Le elezioni, però, vedono prevalere l'alleanza tra L'Ulivo di Romano Prodi e Rifondazione Comunista; i Radicali si attestano attorno all'1,8% dei voti[7] ed ottengono un solo senatore, Pietro Milio (eletto col recupero proporzionale grazie all'assenza, nel suo collegio, del candidato del Polo)[8]; Milio si iscrive inizialmente a Forza Italia per poi passare al gruppo misto.

Lista Emma Bonino [modifica]

Durante il suo mandato di commissario europeo Emma Bonino riesce ad acquisire un considerevole margine di visibilità, tant'è che si inizia a parlare di una sua candidatura a Presidente della Repubblica. Nel marzo del 1999 la SWG rileva che il 31% degli interpellati avrebbe eletto l'esponente radicale alla massima carica del Paese; tuttavia le forze politiche elessero Carlo Azeglio Ciampi, mentre la Bonino fu confermata come commissario europeo.

In occasione delle elezioni europee del 1999, i Radicali presentato la Lista rinominata Lista Emma Bonino, che ottiene il suo massimo storico alle elezioni nazionali: l'8,5% dei voti e sette seggi[9].

Il risultato, tuttavia, viene ben presto ridimensionato: alle successive elezioni regionali del 2000, la Lista Bonino scende al 2,2% dei voti. I risultati più significativi sono in Piemonte, dove è candidata la stessa Bonino, ed in Lombardia.

I Radicali fuori dai poli e dal Parlamento [modifica]

2001, logo della Lista Bonino

Alle elezioni politiche del 2001 i radicali si presentano al di fuori dei due poli: la Lista Bonino si attesta al 2,2% alla Camera e non ottiene alcuna rappresentanza parlamentare[10]. Le elezioni vedono la vittoria della Casa delle Libertà.

Il 14 e 15 luglio il Comitato Radicale si riunisce a Roma. Viene approvata la mozione politica che determina l'istituzione del nuovo progetto politico denominato Radicali italiani. Movimento liberale, liberista e libertario. Aderente al Partito Radicale Transnazionale. Più tardi, nel novembre del 2001, il segretario Capezzone ribadisce "non l'indisponibilità, ma l'impossibilità storica e strutturale delle forze della sinistra e della destra ufficiali italiane di trovare alleanze strategiche con noi".

A marzo del 2003 i radicali danno avvio ad una serie di denunce sulla situazione politica interna, definendo quello che prenderà il nome di Caso Italia. Il dossier radicale denuncia che:

  • a partire dal novembre 2000 si sono verificate violazioni della Costituzione italiana relativamente alla composizione della Camera dei deputati e della Corte Costituzionale: nel primo caso, l'assemblea legislativa ha stabilito dopo molti mesi di rimanere senza plenum, "malgrado la Costituzione lo prescriva tassativamente" (viene contestata, al riguardo, la presenza di numerose liste civetta che hanno impedito di individuare nuovi candidati dal riparto proporzionale); nella seconda istituzione il plenum dei componenti è stato ripristinato soltanto dopo 7 giorni di sciopero totale della fame e della sete da parte di Pannella;
  • sussiste una "sistematica violazione" della legalità costituzionale per ciò che concerne il diritto al referendum, in quanto da un lato il sistema politico italiano ne ostacolerebbe l'indizione e gli esiti (in riferimento al mancato aggiornamento delle liste elettorali, nelle quali sarebbero contenute anche persone defunte calcolate ai fini del quorum);
  • il sistema giudiziario non è in grado di svolgere con efficacia il compito di risolvere le controversie applicando le norme vigenti, attaccando il Consiglio Superiore della Magistratura ritenuto un "potere politico in espansione";
  • la situazione delle carceri è insostenibile, per la violazione dei diritti umani e civili.

Le elezioni europee del 2004 [modifica]

Il partito si prepara alle elezioni europee (giugno 2004), che ridimensionano notevolmente la delegazione radicale nel Parlamento europeo: i Radicali Italiani sostengono la Lista Bonino che ottiene circa 730.000 voti pari al 2,2% e all'acquisizione di 2 seggi, occupati dai due leader Bonino e Pannella.

Nello stesso anno, il partito subisce una scissione; infatti, le zone più a sinistra dei radicali, scontenti delle loro politiche liberiste, abbandonano il partito fondando i Radicali di Sinistra.

Lista Coscioni [modifica]

2005, simbolo mai presentato della Lista Luca Coscioni.

Il 25 marzo 2004, in collaborazione con l'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, i Radicali depositano alla Corte di Cassazione presentano una serie di quesiti referendari per chiedere l'abolizione totale della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita: il primo di abrogazione totale, gli altri quattro di abrogazione parziale della legge. Per i Radicali la battaglia ha l'obiettivo di riaffermare l'importanza della laicità dello Stato, operando una distinzione netta tra la laicità delle leggi e le scelte morali. Il 13 gennaio 2005, però, la Corte Costituzionale stabilisce l'inammissibilità del quesito referendario sull'abrogazione totale (ritenuto incostituzionale in quanto, abrogando radicalmente la legge, si rimarrebbe senza alcuna legislazione in materia), mentre dichiara ammissibili gli altri quattro quesiti di abrogazione parziale della legge. In particolare, il primo quesitto riguarda il limite della ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni; il secondo i limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita; il terzo le finalità e i diritti dei soggetti coinvolti; il quarto il divieto di fecondazione eterologa. Questa battaglia referendaria riceve l'appoggio anche da alcuni partiti laici, prevalentemente di sinistra, e da settori della politica che lasciano libertà di coscienza. Sul fronte dell'astensione scende in campo direttamente la Conferenza Episcopale Italiana, che lancia un appello ai cattolici di non votare per quei referendum.

In vista delle elezioni regionali dell'aprile del 2005 i Radicali chiedono ospitalità ad entrambi i poli per presentare delle liste nel nome di Luca Coscioni, ma il tentativo non trova riscontri soprattutto per l'opposizione manifestata dai cattolici in entrambi gli schieramenti, che contestano la matrice anticlericale dei Radicali, e dalla sinistra a causa della ricetta economica liberista e del filo-atlantismo. Così, senza appoggi esterni, il partito rinuncia a presentare liste radicali alle Regionali e preferisce dedicarsi alla campagna elettorale sul referendum sulla fecondazione assistita. I quattro referendum sulla fecondazione assistita del 2005 si risolvono però con un brusco insuccesso: si reca alle urne soltanto il 25,6% degli elettori, mancando dunque il quorum per la validità dei quesiti.

La Rosa nel Pugno [modifica]

2006, simbolo della Rosa nel Pugno.

Primi contatti nell'ambito di alleanze politiche si verificano all'indomani di regionali e referendum con i Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli, che cercano nuove alleanze dopo aver sperimentato il progetto elettorale della Federazione dell'Ulivo. I Radicali e lo SDI, pertanto, si fanno promotori della costituzione di un polo laico e riformista nel nome di Blair, Fortuna e Zapatero, sul modello del socialismo radicale spagnolo. Dal 23 al 25 settembre 2005 si svolge a Fiuggi la Convention laica, socialista, radicale e liberale, organizzata dai due partiti insieme all'Associazione Luca Coscioni ed alla Federazione dei giovani socialisti.

I Radicali affidano al loro IV Congresso (dal 29 ottobre al 1º novembre 2005) il compito di stabilire le linee guida della loro politica futura e di dare avvio al nuovo soggetto radical-socialista, che parte dall'intesa con lo SDI. Il segretario Capezzone, nella relazione iniziale del congresso, propone uno dei simboli socialisti e radicali per eccellenza, la "rosa nel pugno", come emblema del nuovo soggetto politico: da un lato la rosa riformatrice, simbolo del socialismo europeo, dall'altra il pugno che non colpisce ma che rinnova la sua lotta offrendo, appunto, un fiore.

Il simbolo della Rosa nel pugno viene presentato ufficialmente il 17 novembre 2005 presso la Residenza Ripetta di Roma e il nuovo soggetto si propone come alleanza elettorale che viene integrata nella coalizione del centrosinistra italiano, L'Unione, guidata da Romano Prodi. Queste le linee guida proposte dai Radicali nell'azione politica della "Rosa nel pugno".

  • Trasformare i Pacs (Patti civili di solidarietà) in legge dello Stato, "facendo il possibile e l'impossibile per cancellare discriminazioni odiose e assicurare pari dignità e protezione alle scelte di milioni di donne e di uomini, omosessuali come eterosessuali".
  • Cambiare rotta sulle politiche in materia di droghe, "facendo il possibile e l'impossibile per cancellare le norme troppo proibizioniste".
  • Abolire gli ordini professionali, o almeno larga parte di essi, "facendo il possibile e l'impossibile per spazzare i privilegi di pochi": si tratterebbe di cancellare ordini e monopoli e il valore legale della laurea, per fare in modo che "tutti, non solo alcuni, stiano sul mercato, con i rischi e le opportunità che questo comporta".

Nel 2005, in seguito alla scelta di costituire un progetto radical-socialista con adesione al centrosinistra italiano, Benedetto Della Vedova, insieme ad altri esponenti, abbandona il partito e fonda il movimento dei Riformatori Liberali, anch'esso di area liberale e libertaria ma favorevole ad una collocazione nell'area di centrodestra. Nel 2006 è la volta dei Radicali Europei, che dissentono dalla collocazione nella Rosa nel Pugno per conservare l'autonomia dai due poli e recuperare le tematiche nonviolente del Partito Radicale Transnazionale.

L'ingresso nel Governo [modifica]

Emma Bonino con altri dirigenti alla presentazione della Rosa nel Pugno

Si svolgono le elezioni: il centrosinistra vince per poche decine di migliaia di voti alla Camera dei deputati, dove ottiene il 49,81% dei consensi contro il 49,74% della CdL. La Rosa nel Pugno ottiene un risultato inferiore alle prevedibili sommatorie di SDI e Radicali, ma si pone come la quarta forza dell'Unione: ottiene circa 991.000 voti alla Camera (2,6%) e 851.000 al Senato (2,5%), superando lo sbarramento solo nel primo caso ed eleggendo così 18 deputati. Al Senato, la formazione radical-socialista non supera gli sbarramenti regionali e non partecipa al riparto dei seggi, anche se la Rnp - a questo proposito - parlerà di una scorretta interpretazione della legge elettorale, sostenendo che, invece, ci sarebbero 8 senatori democraticamente eletti. Il 21 gennaio 2008 la giunta per le elezioni del Senato respinge definitivamente i ricorsi sui seggi contestati e reclamati dalla Rnp, insieme a IDV, UDC, Verdi e Nuovo Psi. Il senatore dell'Ud Roberto Manzione ha spiegato: "La Giunta ha respinto tutti i ricorsi a larghissima maggioranza, sancendo il principio che chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. La casta, come era prevedibile, ha protetto se stessa". Sempre secondo lo stesso si tratta di "una decisione abnorme, frutto dell'intesa politica tra maggioranza e opposizione e, in particolare, dell'asse tra Pd e Forza Italia che continua a propagare i suoi nefasti effetti".

Nel nuovo Governo Prodi II, l'unica rappresentanza ministeriale della Rnp viene affidata alla radicale Emma Bonino, che diventa Ministro delle Politiche Comunitarie e del Commercio Internazionale. È la prima volta nella storia che un esponente radicale ottiene un incarico ministeriale. La Bonino, che ricopre anche la carica di deputato, lascia il posto di parlamentare europeo che viene assunto da Marco Cappato, mentre Pannella rimane a Strasburgo, essendo sfumata la sua elezione a senatore come capolista della Rnp. Capezzone viene eletto presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati.

La Rosa nel Pugno si blocca [modifica]

Già sul finire del 2006, però, il progetto della Rnp subisce un rallentamento dovuto ad una sostanziale difformità tra la cultura socialista e quella radicale, che si concretizza soprattutto in un diverso modo di intendere l'azione politica: da una parte un'azione storicamente di governo, dall'altra un'attività referendaria e movimentista. A dare un'indicazione in tal senso è il V Congresso dei Radicali, che si svolge a Padova dal 2 al 5 novembre 2006: quella che era nata come alleanza politico-elettorale non è riuscita a trasformarsi in un vero nuovo partito ma si mantiene soltanto come azione comune nel Parlamento e nel Governo, dove socialisti e radicali mantengono gruppi e delegazioni unitari nel nome della Rosa nel Pugno.

Nello stesso periodo l'attivista e dirigente politico radicale Piero Welby - gravemente malato di distrofia muscolare - conduce la battaglia per l'eutanasia, scatenando un aspro confronto politico, prima e dopo la sua morte, avvenuta col distacco del respiratore da parte di un anestesista, come forma di disobbedienza civile.

A definire meglio la situazione transitoria della Rnp è il congresso dello SDI (aprile 2007) che propone come obiettivo prioritario l'unità socialista e dà avvio alla "Costituente Socialista", finalizzata alla ricomposizione della diaspora e alla nascita di un nuovo soggetto politico che porti il nome di "Partito Socialista": non la fine della Rosa nel Pugno, secondo Boselli, ma l'apertura di un cantiere più grande.

Lo scontro Pannella-Capezzone [modifica]

Daniele Capezzone

Intanto, all'interno dei Radicali si concretizza un atteggiamento di scontro tra il leader Marco Pannella e il segretario uscente Daniele Capezzone durante un ufficio politico del partito che finisce ai microfoni di Radio Radicale[11]. Capezzone si lamenta per la sua "destituzione" da segretario (l'assise eleggerà poi Rita Bernardini) e rivendica un atteggiamento più critico nei confronti del Governo, accusato di non essere abbastanza incisivo sulle unioni civili, sull'antiproibizionismo e sull'agenda Giavazzi.

Il clima, tuttavia, si ricompone in occasione del congresso che si svolge all'interno del complesso fieristico di Padova, quando nelle relazioni prevale un atteggiamento distensivo.

Ma la "tregua" dura poco e, dopo esser stato accusato di eccessivo protagonismo mediatico da parte dell'unica ministra Radicale, Emma Bonino, Capezzone torna sulla graticola.

Da lì a poco fonderà il suo network Decidere.net, pur non avendo ufficialmente lasciato i Radicali. Con Decidere.net Capezzone inizia un graduale avvicinamento al centrodestra e a Silvio Berlusconi, al quale - nonostante le posizioni fortemente critiche assunte in passato nei confronti del leader del Pdl - offrirà il suo appoggio per la caduta del Governo Prodi II e la campagna elettorale del 2008. Non candidato alle elezioni, viene nominato nel maggio del 2008 portavoce nazionale di Forza Italia.

La delegazione Radicale nel Partito Democratico [modifica]

In vista delle elezioni politiche 2008 i Radicali avrebbero voluto proporre una propria lista, coalizzata con il Partito Democratico per Veltroni premier, ma la dirigenza del PD rifiuta questa soluzione (consentendolo invece all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro). Viene raggiunto un compromesso il 21 febbraio, come base di partenza per un accordo più ampio: i Radicali presenteranno nove propri candidati all'interno del PD, e, in caso di vittoria del Partito Democratico, a Emma Bonino spetterebbe un posto da ministro. A causa di incompatibilità con le regole interne dei Democratici, non vengono candidati, tra le proteste del movimento, Pannella (in quanto è stato in parlamento per molte legislature) D'Elia, condannato in via definitiva (anche se la riabilitazione lo avrebbe reso comunque candidabile), e Silvio Viale. Risultano eletti sei rappresentanti radicali alla Camera ovverosia Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti, e tre rappresentanti radicali al Senato ovverosia Emma Bonino, Marco Perduca, Donatella Poretti,[12] per un totale di nove esponenti dei Radicali Italiani in parlamento che costituiranno la delegazione radicale all'interno dei gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera dei deputati e Senato della Repubblica.

Per le elezioni amministratrive, viene invece presentata, in alcune città, la Lista Bonino - Radicali.

Lista Bonino Pannella [modifica]

2009, simbolo della Lista Bonino Pannella.

Alle elezioni europee del 2009, contrariamente a quanto successo alle elezioni politiche dell'anno precedente, i Radicali non corrono nelle liste del Partito Democratico e si presentano autonomamente sotto le insegne della Lista, questa volta rinominata 'Lista Bonino Pannella, e guidata a livello nazionale dagli storici leader Emma Bonino e Marco Pannella. La Lista però ottiene solamente 743.284 voti ed il 2,43 %, lontano dalla clausola di sbarramento fissata al 4 % pochi mesi prima della competizione elettorale e per la prima volta nessun esponente dei Radicali viene eletto al Parlamento europeo.

Alle elezioni regionali del 2010 la Lista si presenta nell'alleanza di centro-sinistra, e la leader radicale Emma Bonino è candidata alle Presidenza della Regione Lazio, senza però essere eletta.

Alle elezioni amministrative del 2011, nelle quali Marco Cappato viene eletto al Consiglio Comunale di Milano, ed alle elezioni amministrative del 2012 la Lista si presenta in alleanza col centro-sinistra.

Lista Amnistia Giustizia Libertà [modifica]

Alle elezioni politiche del 2013 i Radicali, diversamente da quanto successo alle precedenti elezioni nazionali, non si presentano nelle liste del PD e si presentano autonomamente col la Lista Amnistia Giustizia Libertà, denunciando il cattivo stato delle carceri e della giustizia italiana e proponendo come soluzione un'amnistia.

Obiettivi [modifica]

Scopo del Movimento, come recita lo statuto, è di rafforzare le lotte liberali, liberiste e libertarie per avviare la riforma americana delle istituzioni, la "rivoluzione liberale" e costruire gli Stati Uniti d'Europa. Non sono ravvisabili, all'interno del partito, delle particolari correnti formalmente costituite né tendenze interne di diverso orientamento. Il partito, come sostenuto dal leader storico (nonché presidente, segretario ed amministratore) Pannella, si ritiene erede del radicalismo storico e dell'idea di laicità propugnata in Italia prima dai politici post risorgimentali (Destra Storica e Sinistra storica, eredi di Cavour, Mazzini e Garibaldi), dal Partito Radicale Storico di Felice Cavallotti, poi da uomini della sinistra socialista liberale. Inoltre ha tra i propri metodi di lotta politica la nonviolenza di Gandhi: Pannella si è avvicinato a questi metodi (come lo sciopero della fame o il satyagraha) dopo un intenso dialogo politico col filosofo Aldo Capitini.

Giustizia [modifica]

I Radicali promuovono una visione liberale della giustizia, proponendo d'istituire la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere dei magistrati, la riforma in direzione uninominale del Consiglio Superiore della Magistratura, l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale. Sono contrari alla pena di morte e si battono per il fine rieducativo delle pene e per la loro umanità, in accordo con l'articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Diritti civili e politici [modifica]

I Radicali sono favorevoli al riconoscimento dei diritti civili di coppie conviventi, comprese coppie omosessuali, attraverso l'istituzione di accordi tipo Pacs. Lottano per il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso (matrimonio gay), adozioni anche per i single e al divorzio breve. Oltre a questo propongono il diritto di voto agli immigrati regolari e alla cittadinanza in breve tempo.

Salute, sanità e "temi etici" [modifica]

I Radicali credono nella assistenza sanitaria universale (cioè garantita a tutti i residenti), finanziata dalla fiscalità generale, con libertà di scelta tra il servizio sanitario o, in alternativa, un'assicurazione (privata, pubblica, professionale) che garantisca la copertura almeno di livelli minimi di assistenza definiti dallo Stato. Favorevoli a: uso delle cellule staminali per ricerca/terapia, testamento biologico, diritto all'eutanasia, diritto all'aborto, accesso ai contraccettivi, leggi permissive nel campo della fecondazione in vitro. Sono inoltre favorevoli alla legalizzazione regolamentata della prostituzione ed alla legalizzazione delle droghe leggere. La liberalizzazione delle droghe leggere si pone come obiettivo il togliere una fonte di guadagno assai importante alla mafia, il garantire il rispetto di diritti e di libertà del cittadino considerate inalienabili ed il ridurre il danno e il rischio associato al consumo di tali sostanze (per esempio, regolamentandone la vendita si può ridurre drasticamente la probabilità che individui minorenni ne facciano uso). Inoltre i radicali si battono per l'arginazione della diffusione delle droghe pesanti, attraverso le politiche di riduzione del danno, quali ad esempio la somministrazione controllata di eroina in apposite strutture per i tossicodipendenti che rinunciano a disintossicarsi con il metadone e la distribuzione gratuita di siringhe monouso. Tali strutture (narcosale) sarebbero gestite da personale medico e infermieristico.

Laicità dello Stato [modifica]

I Radicali hanno dato storicamente molta importanza alla promozione della laicità dello Stato, promuovendo campagne per l'abolizione del concordato tra Stato italiano e Vaticano, contro un'asserita impunità di cui godrebbero i membri della Chiesa cattolica di fronte a reati di pedofilia e violenza sessuale[13][14], ed in generale contro i privilegi della Chiesa cattolica in Italia (come l'8 per mille[15]), e nel contesto internazionale in appoggio e solidarietà verso le minoranze religiose oppresse nel mondo[16].

Ambiente [modifica]

I Radicali promuovono le energie alternative, quali eolico e solare, e forti campagne per il riciclaggio dei rifiuti. Sono inoltre favorevoli a maggiori incentivi a favore dei veicoli ecosostenibili mentre sono contrari alla caccia e all'utilizzo dell'energia nucleare, principalmente per motivazioni di costi e spese e non per motivi ideologici.

Economia [modifica]

In economia i Radicali si professano da sempre liberisti e quindi favorevoli al libero mercato e alla libera impresa, anche se negli ultimi anni hanno subito influenze socialdemocratiche non disdegnando un sistema di welfare che sia universalistico ma leggero, da garantire con una bassa e progressiva tassazione. S'ispirano principalmente alle idee di Ernesto Rossi (economista e pensatore italiano) e parzialmente a quelle di Milton Friedman, economista Premio Nobel della scuola di Chicago: privatizzazione e liberalizzazione di tutti i settori sociali che non siano strategici, abolizione di monopoli e oligopoli per favorire la libera concorrenza.

Politica estera [modifica]

In geopolitica il movimento Radicale ha una marcata visione filoamericana, atlantista, europeista, favorevole all'ingresso dello Stato d'Israele, della Turchia e del Marocco nell'Unione Europea, nonché alla promozione della democrazia e al contrasto di ogni dittatura. I Radicali denotano una forte tendenza alla nonviolenza, ma si oppongono al pacifismo ideologico e al non-interventismo. Da molti anni i Radicali hanno promosso iniziative e manifestazioni in solidarietà e in appoggio di minoranze etniche oppresse, in particolare verso:

Istituzioni, metodo di governo e trasparenza [modifica]

Per quanto concerne l'assetto istituzionale, i Radicali propongono una "riforma americana delle istituzioni", ossia un sistema basato sulla trasparenza, sul presidenzialismo, sul federalismo locale ed europeo, e sull'autonomia. Sulla legge elettorale, i Radicali propongono l'elezione in base al collegio uninominale. Sulla trasparenza delle istituzioni e dei loro membri, propongono l'anagrafe degli eletti.

Ordinamento interno [modifica]

Al contrario dell'associazione Radicali Italiani, la associazione politica nazionale Lista Marco Pannella, detentrice del simbolo "Lista Bonino-Pannella", non tiene congressi pubblici. Le modalità di iscrizione a tale associazione politica non sono rese pubbliche. La designazione dei candidati alle competizioni elettorali non è effettuata mediante consultazioni primarie democratiche ed aperte agli iscritti.[senza fonte]

Risultati elettorali [modifica]

Lista Voti % Seggi
Europee 1989 Lista Antiproibizionista 429.554 1,23 1
Politiche 1992 Camera Lista Pannella 485.694 1,24 7
Senato Lista Pannella 166.708 0,50 -
Politiche 1994 Camera Lista Pannella - Riformatori 1.359.283 3,51 6[21]
Senato Lista Pannella - Riformatori 767.400 2,32 2[22]
Europee 1994 Lista Pannella - Riformatori 704.153 2,14 2
Politiche 1996 Camera Lista Pannella - Sgarbi 702.988 1,88 -
Senato Lista Pannella - Sgarbi 509.826 1,56 1[23]
Europee 1999 Lista Bonino 2.625.881 8,50 7
Politiche 2001 Camera Lista Bonino 832.213 2,24 -
Senato Lista Bonino 677.725 2,00 -
Europee 2004 Lista Bonino 731.867 2,20 2
Politiche 2006 Camera Rosa Nel Pugno 991.049 2,59 18[24]
Senato Rosa Nel Pugno 851.875 2,49 -
Politiche 2008 Camera (nelle liste del PD) - - 6
Senato (nelle liste del PD) - - 3
Europee 2009 Lista Bonino Pannella 743.273 2,42 -
Regionali 2010 Lista Bonino Pannella 124.831 0,56 2
Politiche 2013 Camera Lista Amnistia Giustizia Libertà 64.742 0,19 -
Senato Lista Amnistia Giustizia Libertà 63.149 0,20 -

Note [modifica]

  1. ^ Archivio storico elezioni
  2. ^ http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=05/04/1992&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S Archivio srotico elezioni]
  3. ^ Archivio storico elezioni
  4. ^ Archivio storico elezioni
  5. ^ Riformatori, il congresso incorona Pannella - Corriere della Sera, 20 febbraio 1995
  6. ^ Pannella Berlusconi, raggiunto l' accordo
  7. ^ Archivio storico elezioni
  8. ^ Archivio storico elezioni
  9. ^ Archivio storico elezioni
  10. ^ Archivio storico elezioni
  11. ^ Radicali, scontro Pannella-Capezzone - Corriere della Sera, 1 novembre 2006
  12. ^ http://www.mariantoniettafarinacoscioni.it/radicalmente/168-radicali-da-giovedi-a-congresso55-08la-resistenza-radicale.html A Chianciano sarà presente tutto lo stato maggiore del partito: i nove parlamentari radicali eletti nelle liste del Pd (i senatori Emma Bonino, Donatella Poretti, Marco Perduca e i deputati Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti)
  13. ^ radio Radicale.it
  14. ^ Radio Radicale.it
  15. ^ Anticlericale.net: truffa dell'8 per mille, firmate per la Chiesa Valdese
  16. ^ Manifestazione per la libertà religiosa in Cina
  17. ^ 27/03/2009 | TIBET/RADICALI: ”MANIFESTEREMO CONTRO LA PROPAGANDA NAZIONALISTA CINESE E PER ACCERTAMENTO DELLA VERITA' SULLA QUESTIONE TIBETANA”
  18. ^ 06/07/2009 | China: Statement of Marco Perduca, Italian Senator
  19. ^ Denuncia violenze sui Montagnard
  20. ^ Appello per un'amministrazione provvisoria Onu in Cecenia
  21. ^ La Lista Pannella non supera lo sbarramento nella quota proporzionale, ma vengono eletti col maggioritatio 6 Radicali nelle liste del Polo delle Libertà
  22. ^ Francesca Scopelliti eletta con la Lista Pannella-Riformatori attraverso il recupero proporzionale nella regione Lombardia, Sergio Stanzani eletto nelle liste del Polo
  23. ^ Pietro Milio eletto in Sicilia col recupero proporzionale
  24. ^ I Radicali eletti sono 7, insieme a 9 socialisti e 2 indipendenti

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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