Lingua speciale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Linguaggio settoriale)

Si intende per "lingua speciale" una varietà diafasica di lingua[1] utilizzata da una "minoranza di esperti" di una determinata materia o ambito lavorativo allo scopo di rendere più chiare, veloci, precise ed efficaci la comunicazione e la collaborazione tra i membri del gruppo.[2]

Talvolta si usa anche il termine "linguaggio settoriale", che, a differenza di "lingua speciale", evidenzia il riferimento a codici non verbali, come è il caso delle formule chimiche.[3] Altri sinonimi di "lingua speciale" sono "sottocodice"[4] e "microlingua"[5].

Si dice tecnicismo o termine tecnico (o anche solo termine[6]) il lemma che appartiene ad un linguaggio settoriale[7].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla condivisione da parte di latori di un sapere specialistico, altre caratteristiche fondamentali delle lingue speciali sono l'uso di un lessico speciale, per lo più oscuro ai non addetti ai lavori, e la tendenza di questo lessico alla monosemia (mentre l'uso comune della lingua è sostanzialmente polisemico)[8].

Le lingue speciali, poi, tendono a preferire i sintagmi nominali ai sintagmi verbali (e operano le opportune trasformazioni[9]), tendono a rimuovere l'agente, in particolare con costruzioni senza soggetto esplicito o al passivo ("risulta provato", "se ne desume", "è stato rilevato che", "è stato segnalato che"). Si caratterizzano, infine, per una particolare cura della coesione testuale[8].

Nelle lingue speciali si cerca di attribuire ai lessemi una funzione esclusivamente denotativa, mentre nella lingua comune non è escluso il ricorso a molti lessemi e alla loro funzione connotativa. Inoltre il linguaggio della scienza ordina gerarchicamente il proprio vocabolario (intendendo per vocabolario "una parte delimitata del lessico").[6]

I tecnicismi[modifica | modifica wikitesto]

Una lingua speciale, sul piano lessicale, presenta delle particolarità tese da un lato a ottenere un riferimento quanto più preciso e univoco possibile a significati spesso estranei alla vita quotidiana e al linguaggio comune che in essa è usato, e dall'altro ad attribuire al testo "tecnico" uno stile peculiare. Questi lemmi sono detti "tecnicismi".

L'univocità di questi vocaboli si riflette nel rapporto tra i tecnicismi nelle diverse lingue, che tendono ad essere traducibili univocamente[10].

I tecnicismi possono essere creati in seno allo stesso ambito o disciplina che li utilizza: in Occidente si ricorre tipicamente all'affissazione di una base o alla composizione, con l'uso di prefissoidi tratti dal greco o dal latino, come accade con molte parole del linguaggio della medicina; nel campo della chimica è tipico il ricorso a suffissi). Un altro processo di creazione di tecnicismi (detto "tecnificazione") consiste nella rideterminazione di parole preesistenti (una forma di neologismo semantico), che un tempo avevano (o che continuano ad avere) un'altra accezione nella lingua comune (come nel caso del termine lavoro utilizzato in fisica).[2][11]

I processi di formazione dei tecnicismi hanno delle importanti caratteristiche[12]:

  • Gli elementi formativi sono relativamente pochi.
  • I vocaboli prodotti sono generalmente molto trasparenti.
  • Le classi di vocaboli sono aperte.

Si distinguono poi "tecnicismi specifici" (TS) e "tecnicismi collaterali" (TC).[2][13]

  • I tecnicismi specifici sono quei termini che si riferiscono specificamente e univocamente agli oggetti, ai concetti e agli eventi descritti da una determinata disciplina o relativi ad uno specifico ambito lavorativo (ad esempio, termini come mucosa, in campo medico, o reato, in campo giuridico ecc.). Per queste ragioni, i tecnicismi specifici non sono in generale sostituibili.
  • I tecnicismi collaterali sono invece termini ed espressioni che fanno effettivamente parte anche del linguaggio non specialistico, ma sono usati attivamente nella lingua speciale in luogo di altre espressioni spesso più semplici e comuni (ad esempio, nel linguaggio burocratico, espletare anziché svolgere o quiescenza anziché pensione).[2] L'utilizzo di questo secondo tipo di tecnicismi non risponde all'esigenza di denotare con precisione e univocamente, ma piuttosto a quella di produrre un testo che sia caratterizzato da un particolare stile, sia sul piano sintattico che lessicale, in modo da rendere facilmente riconoscibile la provenienza tanto del testo quanto del suo autore.

Transfert e tecnificazione[modifica | modifica wikitesto]

I processi di risemantizzazione, nelle lingue speciali, sono di due tipi.

  • Il "transfert" è una risemantizzazione "orizzontale": un vocabolo o una locuzione appartenente ad una certa lingua speciale passa a un'altra, con ciò cambiando del tutto o solo in parte il proprio significato. Tale processo è piuttosto frequente nelle scienze dure. Così, ad esempio, abbiamo un termine vettore in matematica e poi un termine vettore in astronautica. Il verso dei transfert è di solito determinato dalla tecnicità delle diverse lingue speciali: saranno normalmente le lingue speciali a tecnicità più bassa a prendere in prestito da altre lingue speciali dei vocaboli, risemantizzandoli. Così, ad esempio, "il calcio ha preso dalla matematica il termine diagonale, ma un testo di geometria non chiamerebbe certo traversone la retta che unisce gli angoli opposti di un poligono".[14]
  • La "tecnificazione" è una risemantizzazione "verticale": un vocabolo della lingua comune passa ad una o a più lingue speciali. Alcuni esempi di vocaboli tecnificati sono forza, momento, campo in fisica; altezza e profondità in geometria; potenza e resto in matematica.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda sui linguaggi settoriali, in treccani.it.
  2. ^ a b c d Serianni, Italiani scritti, ed. cit.
  3. ^ Serianni e Antonelli, Manuale di linguistica italiana, ed. cit., pp. 118-119.
  4. ^ Scheda sulla variazione diafasica, in treccani.it.
  5. ^ Aldo Gabrielli, Grande Dizionario Italiano, Hoepli, ad vocem.
  6. ^ a b D'Achille, L'italiano contemporaneo, 2010, cit., p. 65.
  7. ^ Serianni e Antonelli, Manuale di linguistica italiana, ed. cit., pp. 119-122.
  8. ^ a b Serianni e Antonelli, Manuale di linguistica italiana, ed. cit., p. 117.
  9. ^ Ad esempio, invece che «Alcuni autori hanno rilevato che i prodotti che contengono cortisone possono avere effetti tossici» si preferirà «la possibile tossicità di prodotti cortisonici» (esempio tratto da Serianni e Antonelli, Manuale di linguistica italiana, ed. cit., p. 118).
  10. ^ Maurizio Dardano e Pietro Trifone, Grammatica italiana, Zanichelli, 2013 [1995], ISBN 978-88-08-0934-4, p. 7.
  11. ^ Serianni e Antonelli, Manuale di linguistica italiana, ed. cit., pp. 121-122.
  12. ^ Serianni e Antonelli, Manuale di linguistica italiana, ed. cit., p. 122.
  13. ^ Serianni e Antonelli, Manuale di linguistica italiana, ed. cit., pp. 119-120.
  14. ^ a b Serianni e Antonelli, Manuale di linguistica italiana, ed. cit., p. 124.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Serianni, Italiani scritti, Bologna, Il Mulino, 2007.
  • Luca Serianni e Giuseppe Antonelli, Manuale di linguistica italiana. Storia, attualità, grammatica, ed. Pearson Italia-Bruno Mondadori, Milano-Torino, 2011, ISBN 9-788861-594746
  • Paolo D'Achille, L'italiano contemporaneo, ed. il Mulino, Bologna, 2010, ISBN 978-88-15-13833-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

linguistica Portale Linguistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di linguistica