Lingua estinta

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Una lingua estinta (o lingua morta) è una lingua che non ha più locutori nativi. Normalmente ciò avviene quando una lingua è soggetta ad estinzione linguistica e viene direttamente rimpiazzata da una lingua diversa, ad esempio il copto sostituito dall'arabo e molte lingue native americane, sostituite da inglese, francese, spagnolo e portoghese.

Il termine lingua morta si riferisce comunemente anche ad una lingua più antica che è cambiata significativamente e si è evoluta in un nuovo, autonomo gruppo linguistico, di cui risulti ormai completato il processo di separazione linguistico. Il latino ad esempio è una lingua morta non avendo locutori nativi, ma è la base del latino volgare, che nei secoli si evolverà nelle moderne lingue romanze. Parimenti il sanscrito è la base delle moderne lingue indoariane e l'antico inglese è la base dell'inglese moderno.

In alcuni casi una lingua estinta rimane in uso per funzioni scientifiche, legali o ecclesiastiche. Il sanscrito, il latino, l'antico slavo ecclesiastico, l'avestano, il copto, il tibetano antico ed il ge'ez sono fra le tante lingue estinte usate come lingue sacre.

Una lingua che ha locutori nativi in vita è chiamata lingua viva. Secondo Ethnologue sono conosciute 6.912 lingue vive.

In almeno un caso, l'ebraico, una lingua liturgica estinta è stata rianimata per diventare lingua viva. Ci sono stati altri tentativi di rianimazione linguistica (ad esempio il mannese ed il cornico), ma il loro successo è stato dibattuto, non essendo chiaro se diventeranno mai la lingua nativa comune di una comunità di locutori.

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