Lingua italiana nel mondo
La presente voce tratta della diffusione della lingua italiana nei Paesi nei quali non è lingua ufficiale.
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Città del Vaticano
Nella Città del Vaticano è usata correntemente ed è la lingua coufficiale della Santa Sede assieme al latino. Per tale motivo è diventata "lingua franca" della Santa Sede e le gerarchie ecclesiastiche spesso la utilizzano per comunicare tra di loro.
[modifica] Diffusione nei paesi in cui l'italiano non è lingua ufficiale
L'italiano ha una diffusione significativa in diversi paesi in cui non è lingua ufficiale. Questa diffusione è legata a vicende storiche di vario genere: presenza coloniale, diffusione per emigrazione o immigrazione, annessione in altri paesi di territori in cui la popolazione faceva riferimento all'italiano.
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Albania
La buona conoscenza dell'italiano in Albania è principalmente dovuta alle tv e radio italiane, che possono essere viste attraverso una antenna televisiva, oltre che ai continui spostamenti, per questioni economiche, di albanesi sul suolo italiano.[1]
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Argentina
Firmato per la prima volta nel 1997, e rinnovato nel 2010, l'accordo di cooperazione tra le autorità cittadine di Buenos Aires e il Consolato d'Italia della capitale garantisce l'insegnamento dell'italiano come lingua curricolare in 62 scuole della metropoli. I corsi sono attualmente frequentati da oltre 7.500 studenti, della cui istruzione si occupa la locale Società Dante Alighieri, ente esecutore dell'accordo[2].
Secondo le stime di Ethnologue ci sarebbero in Argentina 1.500.000 italofoni[3], che rendono l'italiano la seconda lingua più parlata in Argentina dopo lo spagnolo.
Esistono inoltre nel paese diverse associazioni culturali italiane (tra queste 126 sedi della Società Dante Alighieri[4]) e un cospicuo numero di periodici in lingua italiana.
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Bulgaria
Nell'ultimo ventennio in questo paese, così come in generale in tutta l'area dei Balcani, la lingua italiana sta assistendo a una diffusione esponenziale, le cui ragioni travalicano le tradizionali motivazioni culturali: l'italiano viene infatti appreso principalmente per ragioni di lavoro[5]. Dalla caduta del Muro di Berlino, nel 1989, si è verificata una progressiva intensificazione delle relazioni commerciali, accompagnata da un costante aumento degli investimenti diretti delle piccole e medie imprese italiane sul suolo bulgaro. La natura medio-piccola delle imprese investitrici, che a differenza delle multinazionali non impiegano l'inglese, lo spagnolo o il francese, ma l'italiano come lingua veicolare, ha contribuito a incrementare la domanda di insegnamento della lingua italiana già insegnata dagli istituti scolastici e universitari del paese[5]. Di fondamentale importanza si è rivelato anche il supporto del Ministero degli Affari Esteri, che dalla metà degli anni '90 ha concluso numerosi accordi bilaterali con scuole e università, e la Società Dante Alighieri, principale formatore degli insegnanti di italiano dell'Est Europa[5].
L'offerta di insegnamento della lingua italiana in Bulgaria è attualmente ricca e variegata, benché la sua concentrazione quasi esclusiva nei maggiori centri del paese - principalmente Sofia, Varna e Filippopoli - penalizzi la domanda localizzata nelle aree rurali. Gli enti culturali italiani rispondono alla crescente domanda lavorativa di apprendimento dell'italiano organizzando corsi specifici: l'Istituto Italiano di Cultura di Sofia è attualmente l'unico dell'Est Europa ad aver istituito corsi per il settore bancario e finanziario, mentre la Dante Alighieri offre un sistema di formazione a distanza per raggiungere più facilmente le aree rurali, organizzando dal 2008 corsi di italiano aziendale[5].
Nel campo della cooperazione scolastica tra il MAE e il Ministero dell'istruzione bulgara, iniziata nel 1992 e rinnovata nel 2006, le iniziative a favore dell'insegnamento della lingua italiana a tutti i livelli sono aumentate in modo rilevante, raggiungendo, nel complesso, circa 13.000 studenti, in 54 istituti, grazie a una rete di 250 insegnanti. In 48 di questi istituti, l'italiano è insegnato come seconda o terza lingua, mentre nei restanti 6 è attivo l'indirizzo specialistico con lo studio dell'italiano come prima lingua[5]. Nel 2005, presso l'Ambasciata d'Italia in Bulgaria, è stato istituito l'Ufficio Scuole per gestire e migliorare il complesso dell'offerta di insegnamento dell'italiano nel settore dell'istruzione. L'Ufficio controlla:
- l'andamento delle sezioni di lingua italiana;
- il coordinamento tra MAE e le singole scuole, nonché per l’invio di professori di ruolo dall’Italia e per i finanziamenti annuali;
- il rilascio delle Dichiarazioni di valore, documenti ufficiali per la convalida del titolo di studio che ne permettono la spendibilità in Italia, sia per motivi di lavoro che di studio. Attualmente sono rilasciate circa 600 dichiarazioni di valore all’anno: di cui 250 sono utilizzate per studio e 350 per lavoro;
- verifica dell'applicazione degli accordi culturali e scolastici stipulati[5].
Particolarmente attiva è poi anche la collaborazione interuniversitaria, definite da diversi protocolli di intesa e convenzioni stipulate tra i singoli atenei dei due paesi. Le tre università bulgare attivi su questo fronte sono l’Università San Clemente d’Ocrida di Sofia, la Nuova Università Bulgara e l’Università Paisii Hilendarski di Plovdiv, che hanno stipulato accordi, tra gli altri, con La Sapienza di Roma, l'ateneo Siena, con le università di Modena e Reggio Emilia, di Bari, di Torino, di Milano e di Firenze[5].
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Francia
In Francia l'italiano è compreso da buona parte della popolazione della Corsica (anche grazie alla notevole similitudine tra i dialetti del còrso e i dialetti toscani, e quindi all'italiano stesso). In Corsica infatti (ceduta alla Francia dalla Repubblica di Genova con il trattato di Versailles del 15 maggio 1768), fino alla fine della Seconda Guerra d'Indipendenza nel 1859, l'italiano fu di fatto lingua coufficiosa dell'isola, assieme al francese. A Bastia si stampava un'edizione locale del quotidiano Il Telegrafo di Livorno e buona parte della borghesia locale si formava presso l'Università di Pisa. In seguito, i titoli accademici conseguiti in Italia non furono più riconosciuti, obbligando così i corsi a rompere i loro antichi legami con la Toscana. L'italiano è pure compreso, se pur non parlato, nel Nizzardo (in cui, oltre al francese che è la lingua ufficiale, si parlano il nizzardo e, in alcuni paesi, anche il ligure). L'area di Nizza fu ceduta alla Francia in periodi diversi: la gran parte nel 1860, Tenda, Briga Marittima e alcune frazioni furono ceduti al termine della Seconda guerra mondiale.
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Macedonia
Lo studio dell'italiano è da tempo in crescita in Macedonia, al punto che sin dalla metà degli anni 2000 la lingua italiana è la seconda lingua straniera studiata dopo quella inglese, davanti a tedesco, francese e russo[6][7]. Inserita dal 2003 nell'offerta formativa delle scuole medie del paese[6], negli anni successivi l'offerta di corsi di italiano si è allargata a tutto il ciclo dell'obbligo, dalle elementari alle superiori, e coinvolge oggi 26 istituti, tra pubblici e privati[7]. L'italiano è inoltre insegnato in quattro differenti atenei universitari: l'Università dei Santi Cirillo e Metodio, a Skopje, nella quale ha sede dal 1997 l'unica cattedra di italianistica del paese, l'Università Statale e l'Università Europea del Sud-Est a Tetovo e l'Università di Goce-Delcev a Stip[6][7]. Nel 2005, nella sola Università dei Santi Cirillo e Metodio, si contavano 400 studenti di italiano nei quattro anni di corso[6].
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Malta
L'italiano è diffuso anche a Malta dove è parlato e compreso dalla maggior parte della popolazione grazie ai programmi televisivi e all'insegnamento scolastico e universitario[8][9]. In queste isole l'italiano fu lingua ufficiale assieme all'inglese fino al 1936, anno in cui fu sostituito dal maltese che si affiancò all'inglese della dominazione britannica[10]. Pur non godendo oggi di alcun riconoscimento ufficiale, storicamente la lingua italiana è impiegata da secoli dalla popolazione maltese, soprattutto nei rapporti commerciali e turistici con gli italofoni. Dopo un lungo periodo di marginalizzazione, a causa degli avvenimenti del secondo conflitto mondiale, dagli anni '60 l'italiano tornò progressivamente a diffondersi nell'arcipelago, con la trasmissione dei programmi RAI a partire dal 1957, la riapertura dell'Istituto Italiano di Cultura nel 1974, la larga diffusione di giornali e periodici italiani, l'incremento dell'afflusso turistico dall'Italia e la liberalizzazione delle TV private dell'isola, libere di trasmettere anche in lingua italiana[10]. La diffusione dell'italiano è cresciuta ulteriormente negli ultimi trent'anni: nelle rilevazioni del 2002 e del 2003 il 2% della popolazione è risultata madrelingua italofona, e il 36% dei maltesi è in grado di parlare italiano correttamente[10][11]. A fronte di questa crescita, secondo i linguisti, l'italiano non può più considerarsi una semplice lingua straniera per gli abitanti dell'arcipelago, in quanto la percentuale di locutori è seconda solo alle due attuali lingue ufficiali (maltese, al 98%, e inglese, al 76%), e nettamente superiore a quelle di francese (10%), tedesco (2%) e arabo (2%)[10].
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Montenegro
In Montenegro, precisamente presso Cattaro, ha sede la Comunità Nazionale Italiana del Montenegro che raccoglie oltre 500 abitanti presso le Bocche del Cattaro di lingua italiana o veneta da mar[12]. A partire dal 1995 l'italiano è stato inserito come lingua straniera nel secondo ciclo della scuola dell'obbligo, ed è oggi insegnato in tutte le scuole superiori della costa e nelle maggiori città dell'interno, quali la capitale Podgorica, Cettigne e Nikšić. Le maggiori difficoltà riguardano attualmente il reperimento di docenti di lingua preparati, data la crescente domanda di insegnamento[13].
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Monaco
Nel Principato di Monaco, anche grazie all'immigrazione dall'Italia, la comunità italiana costituisce il 16% dei residenti del Paese[14], (ma secondo gli ultimi dati del Ministero degli Affari Esteri italiano, relativi alla fine del 2004, i cittadini italiani costituirebbero ben il 21%). Nonostante non abbia un riconoscimento ufficiale, l'italiano è la seconda lingua madre del Principato dopo il francese, unico idioma ufficiale dello Stato, e subito prima del monegasco, una variante del ligure, che invece gode dello status di lingua nazionale e come tale viene tutelato e insegnato in alcune scuole.
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Serbia
A partire dal 2001 la lingua italiana è stata inserita nei programmi didattici delle scuole primarie e secondarie, e dal 2007 è uno degli idiomi inclusi nel "Concorso nazionale di lingue straniere", mentre a Belgrado la scuola "Terzo Liceo" ha istituito una intera sezione bilingue serbo-italiana.[15]. Dal 2009, poi, l'italiano è stato introdotto anche a livello universitario[16].
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Tunisia
Negli ultimi anni si è assistito a un consistente incremento dell'interesse verso la lingua e la cultura italiana in tutta la Tunisia, sia a livello di scuola secondaria di secondo grado sia a livello universitario. Secondo i dati forniti dall'Istituto Italiano di Cultura (IIC) tunisino, l'italiano è insegnato in 290 licei, distribuiti su tutto il territorio, dove viene offerto come lingua opzionale negli ultimi due anni del ciclo secondario. Nel 2007 è stato scelto come lingua straniera da 56.000 studenti, di cui 28.000 hanno affrontato e superato la prova di lingua italiana nell'ambito dell'esame di maturità. Attualmente vi sono più di 500 docenti tunisini laureati e abilitati all'insegnamento dell'italiano, per i quali ogni anno l'IIC organizza specifici corsi di aggiornamento, in collaborazione con il Ministero dell'Educazione e della Formazione tunisino[17].
In campo accademico, l'insegnamento della lingua italiana è impartito in sei delle dieci università presenti nel paese: nel 2008-2009 il numero di iscritti ai corsi era pari a circa 3.500 unità. L'università La Manouba ha inoltre attivato, da alcuni anni, un Master e un Dottorato in italianistica[17].
Corsi di italiano sono organizzati anche dall'IIC e dalla Società Dante Alighieri, attiva nel paese dal 1892. L'apprendimento attivo e il perfezionamento della lingua sono favoriti anche dai numerosi partenariati tra i due paesi in campo mediatico: grazie a un accordo tra RAI e governo tunisino, risalente agli anni'60, i programmi della rete pubblica sono ricevuti in tutto il territorio nazionale. A questo si aggiungono il programma radiofonico "Tunisi internazionale radiofonica" e Il Corriere di Tunisi, giornale quindicinale disponibile anche in linea[17][18].
[modifica] Ex colonie africane
Fuori d'Europa, l'italiano era diffuso anche nelle ex-colonie italiane in Africa: Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia (in quest'ultimo Paese è stato lingua ufficiale fino al 1963 ed è stato usato nell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile), ma ha sperimentato un costante calo già dalla fine della Seconda guerra mondiale e attualmente solo in alcune aree della Somalia e nella capitale dell'Eritrea, Asmara, viene parlato come seconda lingua prevalentemente da fasce di popolazione di età avanzata. È utilizzato in Libia come lingua commerciale al pari dell'inglese e del francese.
[modifica] Diffusione per emigrazione
In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane, che hanno mantenuto una presenza significativa principalmente negli Stati Uniti, negli Stati Uniti Messicani, in Brasile, in Argentina, in Venezuela, in Uruguay, in Australia, in Canada, in Francia, in Germania, in Svizzera, in Belgio, in Cile e nel Regno Unito.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti uno studio relativo al censimento del 2000 colloca l'italiano al 6º-7º posto tra le lingue più parlate in casa (1.008.370 parlanti)[19][20]. Nel Massachusetts (dove gli Italoamericani sono il 14,2% della popolazione) l'1% della popolazione al di sopra dei 5 anni parla abitualmente italiano a casa[21], mentre nel Rhode Island (19% di italoamericani) la percentuale sale all'1,39%[22], nel New Jersey (17,9% di italoamericani) all'1,48%[23], nel Connecticut (19,3% di italoamericani) all'1,59%[24] e nello stato di New York (14,4% di italoamericani) all'1,65%[25].
In Australia, il censimento del 2006 colloca l'italiano al secondo posto (dopo l'inglese) tra le lingue più parlate in casa, con 316.893 parlanti[26] (nel 2001 erano 353.605 gli Italo-australiani che parlavano italiano a casa, l'1,9% della popolazione[27]).Gli italo-australiani secondo il censimento del 2006 sono il quarto gruppo etnico australiano (con 850.000 persone, dei quali 199.124 sono emigrati della prima generazione) dopo inglesi, scozzesi e irlandesi[28].
Secondo l'ultimo censimento del 2009 in Canada l'italiano è al terzo posto (dopo l'inglese, il francese) come lingua madre (660.945 parlanti)[29].
L'italiano ha in parte influenzato lo spagnolo parlato in Argentina e in Uruguay grazie alla forte immigrazione, anche se molti italianismi diffusisi in Argentina e Uruguay soprattutto nel lunfardo, il peculiare argot di Buenos Aires e Montevideo, sono ormai considerati arcaicismi in castigliano, oppure hanno mutato il loro significato rispetto alla voce italiana che li ha originati. Simile influenza, ma meno accentuata e limitata ad alcuni aspetti fonetici, viene registrata anche nel portoghese parlato a San Paolo e nel Brasile meridionale (in Rio Grande do Sul una varietà della Lingua veneta chiamata talian è diffusa nella regione montuosa dello stato).
Recentemente in Brasile l'italiano è stato riconosciuto "lingua etnica" della popolazione di Santa Teresa e di Vila Velha, due comuni dello stato dell'Espírito Santo, e come tale è insegnato come seconda lingua obbligatoria in tutte le scuole comunali.[30]
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Venezuela
In Venezuela la lingua straniera più diffusa, dopo l´inglese, è l'italiano, insegnato anche in molte scuole del paese e sostenuto dalla presenza della Società Dante Alighieri, con sede, per il Venezuela, a Maracay. Tale lingua è anche intesa, se non parlata, da molti venezuelani che non hanno ascendenze italiane ma che per ragioni familiari, di studio o di lavoro sono entrati in contatto con la comunità italiana, massicciamente presente soprattutto in alcune importanti città della zona centro-settentrionale del paese (Caracas, Valencia, Maracay, ecc.).
Attualmente la lingua italiana nel Venezuela sta influenzando con modismi e prestiti lo spagnolo venezuelano e viene studiata con interesse sempre maggiore da molti italo-venezuelani delle nuove generazioni.
L'insegnamento della lingua italiana è garantito dalla presenza di un numero consistente di scuole ed istituzioni private venezuelane, presso le quali sono attivi corsi di lingua e letteratura italiana. Analoghi corsi sono organizzati con il finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e delle Associazioni Regionali[31].
Dall'anno scolastico 2001-2002 la disciplina Lingua Italiana è obbligatoria nelle scuole italovenezuelane. Il numero massimo di ore settimanali fissato per l'italiano è di cinque, e non vi è nessun'altra materia presente in tutti gli ordini e gradi di scuola venezuelana per la quale l'ordinamento locale preveda un orario superiore, nemmeno lo spagnolo; inoltre, fatto ancora più eccezionale, la disciplina viene integrata organicamente in tutte le tappe della formazione scolastica pre-universitaria, dal prescolar (scuola materna) all'ultimo anno del bachillerato, o Ciclo Difersificado (media superiore)[32].
Il Governo Italiano si è reso promotore nel 2002 di un provvedimento normativo che ha imposto l'obbligatorietà dell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua in un consistente numero di Istituti Scolastici pubblici e privati del Paese[31].
[modifica] Posizione dell'italiano tra le lingue europee
Secondo un sondaggio dell'Unione europea a 15, relativo al 2001, l'italiano è al secondo posto per numero di parlanti madrilingua in ambito comunitario (16%), dopo il tedesco (24%) e accanto a francese e inglese, ma è quarta (18%) come lingua parlata. Un sondaggio più recente dell'Unione europea a 25, effettuato su un campione di 28.694 cittadini europei e relativo al 2006, ha confermato la seconda posizione dell'italiano quanto a numero di madrelingua comunitari, preceduta solo dal tedesco (18%), a pari merito con l'inglese (13%), e davanti al francese (12%), mentre lo colloca al sesto posto fra gli idiomi più parlati come lingua straniera (3%), preceduto da inglese (38%), francese (14%), tedesco (14%), spagnolo (6%) e russo (6%)[8].
[modifica] Studio dell'italiano all'estero
Dati del 2000 pubblicati nell'indagine Italiano 2000, promossa dal ministero degli Affari esteri e diretta dal linguista Tullio De Mauro dell'Università "La Sapienza" di Roma, evidenziano come l'italiano sia la quinta lingua straniera più studiata nel mondo[33].
Nel Canada anglofono l'italiano è la seconda lingua più studiata dopo il francese, mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito è la quarta lingua straniera più studiata dopo francese, spagnolo e tedesco[34].
Nell'Europa dell'Est l'italiano risulta essere studiato con alte percentuali; in Ungheria è la seconda lingua studiata dopo l'inglese, in Russia contende la seconda piazza a francese e tedesco, mentre in Ucraina un'indagine dell'Accademia delle Scienze di Kiev la colloca al primo posto tra le lingue straniere studiate. A Vienna l'italiano è, dopo l'inglese, la lingua straniera più studiata. Caso notevole è il Montenegro, dove la lingua italiana è stata introdotta nel 1995 nel secondo ciclo della scuola dell'obbligo[35], ma anche come lingua facoltativa in alcune scuole elementari. Attualmente ben 30.000 studenti di tre facoltà universitarie hanno scelto l'italiano, su una popolazione nazionale di appena 600.000 abitanti[36].
Oltre a ciò, il Ministero degli Affari Esteri censisce, nella propria rete, 90 istituti di cultura, 179 scuole italiane all'estero e 111 sezioni italiane presso scuole straniere[37].
[modifica] Note
- ^ Maurizio Longo (2007). La lingua italiana in Albania. Education et Sociétés Plurilingues (22): 51-56. URL consultato in data 13 gennaio 2012.
- ^ Consolato italiano di Buenos Aires: Accordo di Cooperazione tra il Governo della Città Autonoma di Buenos Aires e il Consolato Generale d'Italia
- ^ Etnologue - Languages of Argentina
- ^ Le sedi della Società Dante Alighieri divise per paese
- ^ a b c d e f g Bollettino, settembre 2011: «Nuove prospettive per la diffusione dell'italiano all'estero: il caso della Bulgaria»
- ^ a b c d L’italiano a Skopje. Intervista a Anastasija Gjurcinova. Bollettino Itals Novembre 2005
- ^ a b c Ambasciata d'Italia a Skopje, Ufficio culturale.
- ^ a b c Eurobarometer - Europeans and their Languages, pag. 13 e tabella pag. 152
- ^ Situazione dell'italiano a Malta. (documento .pdf)
- ^ a b c d L'italiano di malta: quale lingua? Bollettino Itals giugno 2009
- ^ The new member states of the European Union, by Albert Branchadell
- ^ La voce del popolo
- ^ coordinamentoadriatico.it - La promozione della lingua italiana in Montenegro, 8 giugno 2011
- ^ Italiani nel Principato di Monaco.
- ^ Bollettino Itals Settembre 2008. Il concorso nazionale di lingua italiana in Serbia: analisi di un percorso e prospettive
- ^ Ambasciata d'Italia a Belgrado. Cooperazione culturale.
- ^ a b c Bollettino Itals febbraio 2010. L’italiano in Tunisia : situazione attuale e prospettive future.
- ^ Il corriere di Tunisi, sito ufficiale.
- ^ Language Use and English-Speaking Ability: 2000
- ^ Table 5. Detailed List of Languages Spoken at Home for the Population 5 Years and Over by State: 2000
- ^ Most spoken languages in Massachusetts MLA Language Map Data Center. Modern Language Association. Retrieved February 23, 2007.
- ^ http://www.mla.org/map_data_results&state_id=44&mode=state_tops
- ^ Modern Language Association
- ^ Most spoken languages in Connecticut in MLA Language Map. The Modern Language Association. URL consultato in data 16 gennaio 2007.
- ^ http://www.mla.org/map_data_results&state_id=36&mode=state_tops
- ^ 2914.0.55.002 - 2006 Census of Population and Housing: Media Releases and Fact Sheets, 2006
- ^ Australian Bureau of Statistics, 2005, "Language other than English" (spreadsheet of figures from 2001 Census)
- ^ www.abs.gov.au
- ^ www12.statcan.ca
- ^ Consolato Generale d’Italia Rio de Janeiro http://www.consriodejaneiro.esteri.it/NR/rdonlyres/B5441797-1D44-4AA4-BE11-4C55B35CD529/0/RIOITALIA12.pdf
- ^ a b Ambasciata d'Italia a Caracas
- ^ L'integrazione curricolare dei corsi di lingua e cultura italiana in Venezuela
- ^ Italiano 2000 - "Interpretazioni generali dello stato dell’italiano nel mondo"
- ^ Usa, la rivincita dell'italiano è boom di corsi all'università - esteri - Repubblica.it
- ^ Insegnamento dell'italiano in Montenegro
- ^ Insegnamento dell'italiano in Montenegro
- ^ Dati del Ministero degli Affari Esteri
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