Lingua italiana nel mondo

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1leftarrow.pngVoce principale: lingua italiana.

L'italiano ha una diffusione significativa in diversi paesi in cui non è lingua ufficiale. Questa diffusione è legata a vicende storiche di vario genere:

  • diffusione per emigrazione: l'italiano è stato diffuso dagli emigranti italiani delle diverse epoche, o appreso dai loro discendenti che lo hanno affiancato o sostituito ai rispettivi dialetti.
  • presenza coloniale: la lingua italiana si è diffusa attraverso la colonizzazione italiana, sia con il suo apprendimento da parte dei nativi che con l'arrivo dei coloni italiani.
  • annessione ad altri paesi di territori in cui la popolazione faceva riferimento all'italiano (in varie epoche, Nizzardo, Istria, Dalmazia, ecc.).
  • studio come seconda lingua da parte di cittadini stranieri, residenti all'esterno o all'interno dei territori italofoni. Per ragioni economiche e culturali, la lingua italiana gode infatti di crescente popolarità nel mondo.

Diffusione per emigrazione[modifica | modifica wikitesto]

In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane, che hanno mantenuto una presenza significativa principalmente negli Stati Uniti, negli Stati Uniti Messicani, in Brasile, in Argentina, in Venezuela, in Uruguay, in Australia, in Canada, in Francia, in Germania, in Belgio, in Cile, nel Regno Unito e nei cantoni non italofoni della Svizzera.

L'italiano ha in parte influenzato lo spagnolo parlato in Argentina e in Uruguay, grazie alla forte immigrazione, anche se molti italianismi diffusisi in Argentina e Uruguay soprattutto nel lunfardo, il peculiare argot di Buenos Aires e Montevideo, sono ormai considerati arcaicismi in castigliano, oppure hanno mutato il loro significato rispetto alla voce italiana che li ha originati. Simile influenza, ma meno accentuata e limitata ad alcuni aspetti fonetici, viene registrata anche nel portoghese parlato a San Paolo e nel Brasile meridionale (in Rio Grande do Sul una varietà della Lingua veneta chiamata talian è diffusa nella regione montuosa dello stato).

Ex colonie africane[modifica | modifica wikitesto]

Prima della seconda guerra mondiale l'italiano era piuttosto diffuso anche nelle ex-colonie italiane dell'Africa Orientale Italiana (AOI) e in Libia. Dopo una costante diminuzione della diffusione della lingua, connessa ai risultati del conflitto, all'indipendenza dei paesi e al cambiamento degli equilibri geopolitici nelle regioni, lo stato della lingua nelle ex-colonie italiane è oggi incerto, non ultimo per carenza di fonti al riguardo.
Negli ultimi anni è tuttavia ripresa l'attività diplomatica italiana, che alla tutela degli interessi commerciali e politici pare volere anche affiancare la promozione della lingua e della cultura italiana in questi paesi. In Somalia, per esempio, il Ministero degli Affari Esteri ha dichiarato esplicitamente di puntare alla diffusione dell'italiano come lingua veicolare attraverso la promozione degli aspetti culturali ed economici[1].

Studio dell'italiano all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Dati del 2000 pubblicati nell'indagine Italiano 2000, promossa dal ministero degli Affari esteri e diretta dal linguista Tullio De Mauro dell'Università "La Sapienza" di Roma, evidenziano come l'italiano sia la quarta lingua straniera più studiata nel mondo[2]. Il Ministero degli Affari Esteri censisce, nella propria rete, 90 istituti di cultura, 179 scuole italiane all'estero e 111 sezioni italiane presso scuole straniere[3].

Nel Canada anglofono l'italiano è la seconda lingua più studiata dopo il francese, mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito è la quarta lingua straniera più studiata dopo francese, spagnolo e tedesco[4].

Nell'Europa dell'Est l'italiano risulta essere studiato con alte percentuali; in Ungheria è la seconda lingua studiata dopo l'inglese, in Russia contende la seconda piazza a francese e tedesco, mentre in Ucraina un'indagine dell'Accademia delle Scienze di Kiev la colloca al primo posto tra le lingue straniere studiate. A Vienna l'italiano è, dopo l'inglese, la lingua straniera più studiata. Caso notevole è il Montenegro, dove la lingua italiana è stata introdotta nel 1995 nel secondo ciclo della scuola dell'obbligo[5], ma anche come lingua facoltativa in alcune scuole elementari. Attualmente ben 30.000 studenti di tre facoltà universitarie hanno scelto l'italiano, su una popolazione nazionale di appena 600.000 abitanti[6].

Si riscontra poi una sensibile crescita dell'apprendimento dell'italiano come lingua seconda in tutta l'Africa subsahariana: il fenomeno è caratterizzato da bassi numeri assoluti, ma mostra dinamiche di forte crescita[7]. Nel 2010, solo nelle istituzioni pubbliche, la stima per l'Africa subsahariana era di circa 11.586 di studenti di italiano, di cui circa 5.900 (il 50%) nell'Africa francofona. Per dare una idea della crescita, alla fine degli anni '70 il numero di studenti in strutture pubbliche dell'Africa francofona era di appena 500 unità[7].

Diffusione dell'italiano in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Diffusione dell'Italiano nell'Unione Europea e negli stati candidati, sia come madrelingua che come seconda o terza lingua[8].

Secondo un sondaggio dell'Unione europea a 15, relativo al 2001, l'italiano è al secondo posto per numero di parlanti madrelingue in ambito comunitario (16%), dopo il tedesco (24%) e accanto a francese e inglese, ma è quarta (18%) per numero di parlanti totale (madrelingue e non).

Il sondaggio statistico "Eurobarometro", condotto dalla Commissione europea su un campione di cittadini dei 25 stati dell'Unione, ha confermato nel 2006 la seconda posizione dell'italiano quanto a numero di madrelingua comunitari, preceduta solo dal tedesco (18%), a pari merito con l'inglese (13%), e davanti al francese (12%)[8].

Lo stesso Eurobarometro colloca l'italiano al sesto posto fra gli idiomi più parlati come L2 (3%), corrispondente a 14 milioni di persone, e preceduto da inglese (38%), francese (14%), tedesco (14%), spagnolo (6%) e russo (6%). L'italiano risulta parlato come seconda lingua a Malta dal 61% della popolazione, in Slovenia dal 15%, in Croazia dal 14%, in Austria dall'11%, in Romania dall'8% e in Francia e Grecia dal 6% della popolazione[8].

Tutti i risultati del 2006 sono stati riconfermati dal rapporto del 2012, dal quale emergono percentuali analoghe a quelle sopra citate[9].

L'italiano è inoltre una delle lingue ufficiali e nazionali della Svizzera, che pur non essendo membro dell'Unione europea intrattiene con questa intense relazioni economiche, politiche e culturali. La lingua italiana è molto parlata e studiata anche in altri paesi non-membri dell'UE, come Albania e Montenegro, per via dei loro legami storici e della vicinanza geografica con l'Italia.

Albania Albania[modifica | modifica wikitesto]

La buona conoscenza dell'italiano in Albania è principalmente dovuta alle tv e radio italiane, che possono essere viste attraverso una antenna televisiva, oltre che ai continui spostamenti, per questioni economiche, di albanesi sul suolo italiano[10]. Tuttavia ruolo propulsivo della televisione italiana, in assenza di interventi strutturali di sostegno alla diffusione dell'italiano, risulta in calo[11].

Pur non essendo ancora disponibili censimenti sulla diffusione dell'italiano in Albania, gli studi campionari dei linguisti albanesi e italiani stimano che l'italiano sia compreso dal 60-70% della popolazione totale, e che il 40-50% degli albanesi sappia parlare italiano. Le cifre oscillano quindi tra 1.200.000 e 1.600.000 individui capaci di parlare la lingua italiana, concentrati specialmente nelle grandi città e su tutta la costa[11].

Restringendo la fascia di età agli individui più giovani, le percentuali aumentano: nel 2008 il 58% degli adolescenti tra i 13 e i 18 anni parlava italiano, anche se la percentuale era inferiore rispetto al 72% registrato nel 2000[11].

Il Programma Illiria, avviato nel 2002 in seguito a un accordo tra Italia e Albania - e rinnovato nel 2012 - nelle terze classi delle scuole dell’obbligo e nelle prime classi delle Scuole secondarie superiori in tutti i distretti scolastici albanesi[12], ha l’obiettivo di introdurre l'insegnamento dell'italiano come prima lingua straniera. Il programma ha raggiunto l'obiettivo iniziale di raggiungere una quota del 10% degli alunni che studiano le lingue straniere entro il 2010, e si prefigge ora di consentire la scelta dell’italiano come prima lingua straniera in tutte le scuole albanesi in cui si prevede lo studio di una o più lingue straniere. 

Bulgaria Bulgaria[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultimo ventennio in questo paese, così come in generale in tutta l'area dei Balcani, la lingua italiana sta assistendo a una diffusione esponenziale, le cui ragioni travalicano le tradizionali motivazioni culturali: l'italiano viene infatti appreso principalmente per ragioni di lavoro[13]. Dalla caduta del Muro di Berlino, nel 1989, si è verificata una progressiva intensificazione delle relazioni commerciali, accompagnata da un costante aumento degli investimenti diretti delle piccole e medie imprese italiane sul suolo bulgaro. La natura medio-piccola delle imprese investitrici, che a differenza delle multinazionali non impiegano l'inglese, lo spagnolo o il francese, ma l'italiano come lingua veicolare, ha contribuito a incrementare la domanda di insegnamento della lingua italiana già insegnata dagli istituti scolastici e universitari del paese[13]. Di fondamentale importanza si è rivelato anche il supporto del Ministero degli Affari Esteri, che dalla metà degli anni '90 ha concluso numerosi accordi bilaterali con scuole e università, e la Società Dante Alighieri, principale formatore degli insegnanti di italiano dell'Est Europa[13].

L'offerta di insegnamento della lingua italiana in Bulgaria è attualmente ricca e variegata, benché la sua concentrazione quasi esclusiva nei maggiori centri del paese - principalmente Sofia, Varna e Filippopoli - penalizzi la domanda localizzata nelle aree rurali. Gli enti culturali italiani rispondono alla crescente domanda lavorativa di apprendimento dell'italiano organizzando corsi specifici: l'Istituto Italiano di Cultura di Sofia è attualmente l'unico dell'Est Europa ad aver istituito corsi per il settore bancario e finanziario, mentre la Dante Alighieri offre un sistema di formazione a distanza per raggiungere più facilmente le aree rurali, organizzando dal 2008 corsi di italiano aziendale[13].

Nel campo della cooperazione scolastica tra il MAE e il Ministero dell'istruzione bulgara, iniziata nel 1992 e rinnovata nel 2006, le iniziative a favore dell'insegnamento della lingua italiana a tutti i livelli sono aumentate in modo rilevante, raggiungendo, nel complesso, circa 13.000 studenti, in 54 istituti, grazie a una rete di 250 insegnanti. In 48 di questi istituti, l'italiano è insegnato come seconda o terza lingua, mentre nei restanti 6 è attivo l'indirizzo specialistico con lo studio dell'italiano come prima lingua[13]. Nel 2005, presso l'Ambasciata d'Italia in Bulgaria, è stato istituito l'Ufficio Scuole per gestire e migliorare il complesso dell'offerta di insegnamento dell'italiano nel settore dell'istruzione. L'Ufficio controlla:

  • l'andamento delle sezioni di lingua italiana;
  • il coordinamento tra MAE e le singole scuole, nonché per l’invio di professori di ruolo dall’Italia e per i finanziamenti annuali;
  • il rilascio delle Dichiarazioni di valore, documenti ufficiali per la convalida del titolo di studio che ne permettono la spendibilità in Italia, sia per motivi di lavoro che di studio. Attualmente sono rilasciate circa 600 dichiarazioni di valore all’anno: di cui 250 sono utilizzate per studio e 350 per lavoro;
  • verifica dell'applicazione degli accordi culturali e scolastici stipulati[13].

Particolarmente attiva è poi anche la collaborazione interuniversitaria, definite da diversi protocolli di intesa e convenzioni stipulate tra i singoli atenei dei due paesi. Le tre università bulgare attivi su questo fronte sono l’Università San Clemente d’Ocrida di Sofia, la Nuova Università Bulgara e l’Università Paisii Hilendarski di Plovdiv, che hanno stipulato accordi, tra gli altri, con La Sapienza di Roma, l'ateneo Siena, con le università di Modena e Reggio Emilia, di Bari, di Torino, di Milano e di Firenze[13].

Città del Vaticano Città del Vaticano[modifica | modifica wikitesto]

Nella Città del Vaticano è usata correntemente ed è la lingua coufficiale della Santa Sede assieme al latino. Per tale motivo è diventata "lingua franca" della Santa Sede e le gerarchie ecclesiastiche spesso la usano per comunicare tra di loro.

Francia Francia[modifica | modifica wikitesto]

L'area arancione è stata annessa alla Francia nel 1860; l'area gialla a sud della linea di demarcazione, a parte il territorio di Monaco, è stata annessa alla Francia nel 1947
Aree dialettali della lingua còrsa

In Francia l'italiano è compreso da buona parte della popolazione della Corsica (anche grazie alla notevole similitudine tra i dialetti del còrso e i dialetti toscani, e quindi all'italiano stesso). In Corsica infatti (ceduta alla Francia dalla Repubblica di Genova con il trattato di Versailles del 15 maggio 1768), fino alla fine della Seconda Guerra d'Indipendenza nel 1859, l'italiano fu di fatto lingua coufficiosa dell'isola, assieme al francese. A Bastia si stampava un'edizione locale del quotidiano Il Telegrafo di Livorno e buona parte della borghesia locale si formava presso l'Università di Pisa. In seguito, i titoli accademici conseguiti in Italia non furono più riconosciuti, obbligando così i corsi a rompere i loro antichi legami con la Toscana.

L'italiano è pure compreso, se pur non parlato, nel Nizzardo (in cui, oltre al francese che è la lingua ufficiale, si parlano il nizzardo e, in alcuni paesi, anche il ligure). L'area di Nizza fu ceduta alla Francia in periodi diversi: la gran parte nel 1860, Tenda, Briga Marittima e alcune frazioni furono ceduti al termine della Seconda guerra mondiale.[senza fonte]

Macedonia Macedonia[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio dell'italiano è da tempo in crescita in Macedonia, al punto che sin dalla metà degli anni 2000 la lingua italiana è la seconda lingua straniera studiata dopo quella inglese, davanti a tedesco, francese e russo[14][15]. Inserita dal 2003 nell'offerta formativa delle scuole medie del paese[14], negli anni successivi l'offerta di corsi di italiano si è allargata a tutto il ciclo dell'obbligo, dalle elementari alle superiori, e coinvolge oggi 26 istituti, tra pubblici e privati[15]. L'italiano è inoltre insegnato in quattro differenti atenei universitari: l'Università dei Santi Cirillo e Metodio, a Skopje, nella quale ha sede dal 1997 l'unica cattedra di italianistica del paese, l'Università Statale e l'Università Europea del Sud-Est a Tetovo e l'Università di Goce-Delcev a Stip[14][15]. Nel 2005, nella sola Università dei Santi Cirillo e Metodio, si contavano 400 studenti di italiano nei quattro anni di corso[14].

Malta Malta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua italiana a Malta.

L'italiano è diffuso anche a Malta dove è parlato e compreso dalla maggior parte della popolazione grazie ai programmi televisivi e all'insegnamento scolastico e universitario[8][16]. In queste isole l'italiano fu lingua ufficiale assieme all'inglese fino al 1936, anno in cui fu sostituito dal maltese che si affiancò all'inglese della dominazione britannica[17]. Pur non godendo oggi di alcun riconoscimento ufficiale, storicamente la lingua italiana è impiegata da secoli dalla popolazione maltese, soprattutto nei rapporti commerciali e turistici con gli italofoni. Dopo un lungo periodo di marginalizzazione, a causa degli avvenimenti del secondo conflitto mondiale, dagli anni '60 l'italiano tornò progressivamente a diffondersi nell'arcipelago, con la trasmissione dei programmi RAI a partire dal 1957, la riapertura dell'Istituto Italiano di Cultura nel 1974, la larga diffusione di giornali e periodici italiani, l'incremento dell'afflusso turistico dall'Italia e la liberalizzazione delle TV private dell'isola, libere di trasmettere anche in lingua italiana[17]. La diffusione dell'italiano è cresciuta ulteriormente negli ultimi trent'anni: nelle rilevazioni del 2002 e del 2003 il 2% della popolazione è risultata madrelingua italofona e il 67% dei maltesi è in grado di parlare italiano correttamente[17][18]. Questa percentuale sale all'83% se si considerano anche le persone che hanno una base della lingua, una percentuale vicinissima a quella dei locutori inglesi (88% della popolazione). A fronte di questa crescita, secondo i linguisti, l'italiano non può più considerarsi una semplice lingua straniera per gli abitanti dell'arcipelago, in quanto la percentuale di locutori è seconda solo alle due attuali lingue ufficiali (maltese, al 100%, e inglese, al 88%), e nettamente superiore a quelle di francese (16%), tedesco (4%) e arabo (2%)[17]. La Costituzione dello Stato prevede l'introduzione di altre lingue ufficiali e, vista la larga diffusione dell'italiano, non è escluso che possa tornare a essere una lingua ufficiale in un prossimo futuro.

Montenegro Montenegro[modifica | modifica wikitesto]

In Montenegro, precisamente presso Cattaro, ha sede la Comunità Nazionale Italiana del Montenegro che raccoglie oltre 500 abitanti presso le Bocche del Cattaro di lingua italiana o veneta da mar[19]. A partire dal 1995 l'italiano è stato inserito come lingua straniera nel secondo ciclo della scuola dell'obbligo, ed è oggi insegnato in tutte le scuole superiori della costa e nelle maggiori città dell'interno, quali la capitale Podgorica, Cettigne e Nikšić. Le maggiori difficoltà riguardano attualmente il reperimento di docenti di lingua preparati, data la crescente domanda di insegnamento[20].

Monaco Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Nel Principato di Monaco, anche grazie all'immigrazione dall'Italia, la comunità italiana costituisce il 16% dei residenti del Paese[21] (ma secondo gli ultimi dati del Ministero degli Affari Esteri italiano, relativi alla fine del 2004, i cittadini italiani costituirebbero ben il 21%). Nonostante non abbia un riconoscimento ufficiale, l'italiano è la seconda lingua madre del Principato dopo il francese, unico idioma ufficiale dello Stato, e subito prima del monegasco, una variante del ligure, che invece gode dello status di lingua nazionale e come tale viene tutelato e insegnato in alcune scuole.

Serbia Serbia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2001 la lingua italiana è stata inserita nei programmi didattici delle scuole primarie e secondarie, e dal 2007 è uno degli idiomi inclusi nel "Concorso nazionale di lingue straniere", mentre a Belgrado la scuola "Terzo Liceo" ha istituito una intera sezione bilingue serbo-italiana.[22]. Dal 2009, poi, l'italiano è stato introdotto anche a livello universitario[23].

Diffusione dell'italiano nel resto del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Argentina Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Firmato per la prima volta nel 1997, e rinnovato nel 2010, l'accordo di cooperazione tra le autorità cittadine di Buenos Aires e il Consolato d'Italia della capitale garantisce l'insegnamento dell'italiano come lingua curricolare in 62 scuole della metropoli. I corsi sono attualmente frequentati da oltre 7.500 studenti, della cui istruzione si occupa la locale Società Dante Alighieri, ente esecutore dell'accordo[24].

Secondo le stime di Ethnologue ci sarebbero in Argentina 1.500.000 italofoni[25], che rendono l'italiano la seconda lingua più parlata in Argentina dopo lo spagnolo.
Esistono inoltre nel paese diverse associazioni culturali italiane (tra queste 126 sedi della Società Dante Alighieri[26]) e un cospicuo numero di periodici in lingua italiana.

Australia Australia[modifica | modifica wikitesto]

In Australia, il censimento del 2006 colloca l'italiano al secondo posto (dopo l'inglese) tra le lingue più parlate in casa, con 316.893 parlanti[27] (nel 2001 erano 353.605 gli Italo-australiani che parlavano italiano a casa, l'1,9% della popolazione[28]).Gli italo-australiani secondo il censimento del 2006 sono il quarto gruppo etnico australiano (con 850.000 persone, dei quali 199.124 sono emigrati della prima generazione) dopo inglesi, scozzesi e irlandesi[29].

Brasile Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente in Brasile l'italiano è stato riconosciuto "lingua etnica" della popolazione di Santa Teresa e di Vila Velha, due comuni dello stato dell'Espírito Santo, e come tale è insegnato come seconda lingua obbligatoria in tutte le scuole comunali[30].

Canada Canada[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ultimo censimento del 2006 in Canada l'italiano è al terzo posto come lingua madre, con 660.945 parlanti, dopo l'inglese e il francese[31]. L'italiano è più diffuso nelle aree metropolitane di Toronto, Montreal e Ottawa. Secondo il censimento del 2011, l'italiano nella zona di Toronto è parlato dal 3,5% della popolazione, pari a 195.000 persone, dato che ne fa la lingua più parlata dell'area urbana dopo l'inglese[32]. Sempre a Toronto, l'1,5% della popolazione dichiara di parlare italiano come prima lingua a casa.[33]

Giappone Giappone[modifica | modifica wikitesto]

In Giappone la richiesta di apprendimento di italiano come lingua seconda è notevole: l'Ambasciata d'Italia a Tokyo calcola circa 10.000 studenti frequentanti a vario titolo corsi strutturati di lingua italiana, a cui si aggiungono 350.000 studenti fruitori di corsi televisivi e radiofonici di lingua italiana offerti dal servizio radiotelevisivo pubblico giapponese, per un totale di 360.000 parlanti non madrelingua di vari livelli[34].

In campo universitario, circa 80 atenei giapponesi propongono corsi di lingua italiana: l'offerta è sviluppata soprattutto in facoltà linguistiche o umanistiche, dove i corsi si affiancano a studi di letteratura, arte e storia italiana, ma è presente anche in facoltà scientifiche, che coordinano i propri piani di studio con approfondimenti linguistici[34].

In Giappone è attivo l'Istituto Italiano di Cultura di Tokio, che insieme con la sua sezione di Kyoto organizza corsi di lingua e cultura italiana, offre servizi bibliotecari e di reperimento di materiali in lingua italiana, eroga borse di studio a studenti di italiano giapponesi. L'Istituto e la sua sezione offrono inoltre gli stessi servizi anche alla comunità italiana in Giappone[34].

A questa rete si aggiunge poi la Società Dante Alighieri, radicata tramite i Comitati di Tokio e Osaka e la sezione territoriale di Nagoya. Anche la Dante opera per la diffusione della lingua e della cultura italiane sia a favore della popolazione giapponese che della comunità italiana in Giappone, offrendo corsi di lingua per adulti e bambini, formando insegnanti di italiano e organizzando eventi culturali[34].

Guatemala Guatemala[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla politica di diffusione della lingua e della cultura italiane attuato dal Ministero degli Esteri italiano, lo studio della lingua italiana ha avuto uno sviluppo tendenzialmente crescente nei paesi della in America Centrale e Meridionale, tra cui anche il Guatemala. Nel paese è in vigore un Accordo triennale di Cooperazione Culturale, convertito in legge nel 2006, che eroga un contributo a sostegno della creazione di cattedre di lingua italiana in scuole e università guatemalteche[35].

Con circa 4.400 studenti iscritti, l'italiano è la terza lingua straniera più studiata, dopo l'inglese e il francese[35].

Alla domanda crescente di corsi di lingua italiana non risponde ancora la formazione di un sufficiente numero di insegnanti di italiano: attualmente le scuole e i centri dove s’insegna l’italiano sono concentrati esclusivamente a Città del Guatemala[35].

Somalia Somalia[modifica | modifica wikitesto]

L'italiano in Somalia è stato lingua ufficiale fino al 1960, anno in cui terminò l'amministrazione fiduciaria italiana del paese. Esso è rimasto lingua veicolare dell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile, sperimentando comunque un calo dalla acquisizione dell'indipendenza del paese, e attualmente i parlanti appartengono soprattutto alle generazioni più anziane[36].

Tuttavia, a partire dal 2004, la Carta Federale di transizione della Repubblica Somala riconosce l'italiano e l'inglese come seconde lingue[37].

A questo si aggiunge l'attività del Ministero degli Affari Esteri per una ripresa dei rapporti commerciali e culturali tra Italia e Somalia: tra gli obiettivi espliciti vi è anche l'impegno alla diffusione dell'italiano come lingua veicolare in Somalia, attraverso la promozione degli aspetti culturali ed economici[1].

Stati Uniti Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Diffusione della lingua italiana negli Stati Uniti d'America secondo il censimento del 2000.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il censimento del 2000 colloca l'italiano al 6º-7º posto tra le lingue più parlate in casa (1.008.370 parlanti)[38][39]. Nel Massachusetts (dove gli Italoamericani sono il 14,2% della popolazione) l'1% della popolazione al di sopra dei 5 anni parla abitualmente italiano a casa[40], mentre nel Rhode Island (19% di italoamericani) la percentuale sale all'1,39%[41], nel New Jersey (17,9% di italoamericani) all'1,48%[42], nel Connecticut (19,3% di italoamericani) all'1,59%[43] e nello stato di New York (14,4% di italoamericani) all'1,65%[44].

La trasmissione intergenerazionale interna pare tuttavia incontrare diverse difficoltà, portando a una progressiva riduzione dell'uso dell'italiano in casa: il censimento del 2010 rileva 723.632 parlanti di italiano come prima lingua in casa[45].

Al tempo stesso cresce l'interesse per l'italiano come "lingua due" (lingua appresa successivamente a quella materna), con un continuo aumento degli iscritti ai corsi di italiano nel ciclo scolastico primario e secondario statunitense. Gli studenti di italiano nelle scuole primarie e secondarie erano 65.058 nel 2005, 77.615 nel 2008 e 80.752 nel 2009, con un aumento di 15.694 unità in circa quattro anni[46][47].

Tunisia Tunisia[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni si è assistito a un consistente incremento dell'interesse verso la lingua e la cultura italiana in tutta la Tunisia, sia a livello di scuola secondaria di secondo grado sia a livello universitario. Secondo i dati forniti dall'Istituto Italiano di Cultura (IIC) tunisino, l'italiano è insegnato in 290 licei, distribuiti su tutto il territorio, dove viene offerto come lingua opzionale negli ultimi due anni del ciclo secondario. Nel 2007 è stato scelto come lingua straniera da 56.000 studenti, di cui 28.000 hanno affrontato e superato la prova di lingua italiana nell'ambito dell'esame di maturità. Attualmente vi sono più di 500 docenti tunisini laureati e abilitati all'insegnamento dell'italiano, per i quali ogni anno l'IIC organizza specifici corsi di aggiornamento, in collaborazione con il Ministero dell'Educazione e della Formazione tunisino[48].

In campo accademico, l'insegnamento della lingua italiana è impartito in sei delle dieci università presenti nel paese: nel 2008-2009 il numero di iscritti ai corsi era pari a circa 3.500 unità. L'università La Manouba ha inoltre attivato, da alcuni anni, un Master e un Dottorato in italianistica[48].

Corsi di italiano sono organizzati anche dall'IIC e dalla Società Dante Alighieri, attiva nel paese dal 1892. L'apprendimento attivo e il perfezionamento della lingua sono favoriti anche dai numerosi partenariati tra i due paesi in campo mediatico: grazie a un accordo tra RAI e governo tunisino, risalente agli anni'60, i programmi della rete pubblica sono ricevuti in tutto il territorio nazionale. A questo si aggiungono il programma radiofonico "Tunisi internazionale radiofonica" e Il Corriere di Tunisi, giornale quindicinale disponibile anche in linea[48][49].

Venezuela Venezuela[modifica | modifica wikitesto]

Aree di concentrazione della comunità italiana in Venezuela (in giallo).
Diffusione della lingua italiana negli stati federati del Venezuela (in verde).

In Venezuela l'italiano è la lingua straniera più diffusa dopo l'inglese, insegnato in molte scuole del paese e sostenuto dalla presenza della Società Dante Alighieri, con sede venezuelana a Maracay. La lingua italiana è anche intesa, se non parlata, da molti venezuelani che non hanno ascendenze italiane ma che per ragioni familiari, di studio o di lavoro sono entrati in contatto con la comunità italiana, massicciamente presente soprattutto in alcune importanti città della zona centro-settentrionale del paese (Caracas, Valencia, Maracay, ecc.).

La lingua italiana nel Venezuela sta inoltre influenzando con modismi e prestiti lo spagnolo venezuelano e viene studiata con interesse sempre maggiore da molti italo-venezuelani delle nuove generazioni.

L'italiano come lingua acquisita o riacquisita è largamente diffuso in Venezuela: recenti studi stimano circa 200.000 studenti di italiano nel Paese[50].

L'insegnamento della lingua italiana è garantito da un numero consistente di scuole ed istituzioni private venezuelane, presso le quali sono attivi corsi di lingua e letteratura italiana. Analoghi corsi sono organizzati con il finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e delle Associazioni Regionali[51]. Dall'anno scolastico 2001-2002 la disciplina Lingua Italiana è obbligatoria nelle scuole italovenezuelane. L'orario settimanale massimo fissato per l'italiano è di cinque ore, e non vi è nessun'altra materia presente in tutti gli ordini e gradi di scuola venezuelana per la quale l'ordinamento locale preveda un orario superiore, nemmeno lo spagnolo. Inoltre, fatto ancora più eccezionale, la disciplina viene integrata organicamente in tutte le tappe della formazione scolastica pre-universitaria, dal prescolar (scuola materna) all'ultimo anno del bachillerato, o Ciclo Diversificado (media superiore)[52]. Il Governo Italiano si è infine reso promotore nel 2002 di un provvedimento normativo che ha imposto l'obbligatorietà dell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua in un consistente numero di Istituti Scolastici pubblici e privati del Paese[51].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Country presentation Somalia - Terzi: Italia può essere protagonista della rinascita economica. small>www.esteri.it 20/02/2013
  2. ^ Italiano 2000 - "Interpretazioni generali dello stato dell’italiano nel mondo"
  3. ^ Dati del Ministero degli Affari Esteri
  4. ^ Usa, la rivincita dell'italiano è boom di corsi all'università - esteri - Repubblica.it
  5. ^ Insegnamento dell'italiano in Montenegro
  6. ^ Insegnamento dell'italiano in Montenegro
  7. ^ a b Gilles Kuitche Tale, Diffusione e motivazioni allo studio dell'italiano nell'Africa sub-sahariana francofona: una prima indagine (PDF) in Italiano LinguaDue, nº 1, 2012, pp. p.82. URL consultato il 13 settembre 2013.
  8. ^ a b c d Eurobarometer - Europeans and their Languages, pag. 13 e tabella pag. 152
  9. ^ Commissione europea, European and their languages-Report 2012 (PDF) in Eurobarometro, 2012. URL consultato il 19 agosto 2013.
  10. ^ Maurizio Longo, La lingua italiana in Albania (PDF) in Education et Sociétés Plurilingues, nº 22, 2007, pp. 51-56. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  11. ^ a b c Esmeralda Ademi, Mirjana Bulija, Maurizio Longo, Una quantificazione della penetrazione della lingua italiana in Albania tramite la televisione. (PDF) in Education et Sociétés Plurilingues, nº 28, 2010, pp. 53-63. URL consultato il 2 luglio 2013.
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]