Lingua insubre
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Propriamente, la lingua insubre era la lingua dei Galli insubri, una popolazione celtica, cui viene attribuita la fondazione di Milano. L'insubre doveva essere una varietà di gallico, cioè una lingua celtica continentale.
Di questa lingua, da lungo tempo estinta, però si conosce ben poco, dal momento che sono scarsissimi i testi celtici conosciuti in Italia: V. Pisani (1961: 331) recensiva solo tre testi: una iscrizione da Briona (Novara), una da Todi ed una ("di dubbia attribuzione e scarso valore") trovata a Zignago (La Spezia).
Pochi altri elementi per lo studio dell'insubre provengono dall'onomastica, come ad esempio il toponimo Mediolanum ("Milano"), in cui i linguisti vedono un composto indeuropeo con un primo elemento medio da ie. *medhyo- "medio, in mezzo" e un secondo elemento lan- da connettere vuoi con l'ie. *plano- "pianura" (nel qual caso si avrebbe un'evoluzione fonetica caratteristica delle lingue celtiche, cioè la caduta di *p- iniziale), vuoi con il termine che nelle lingue germaniche compare come land "terra", vuoi con altri termini più ipoetici. D'altra parte, l'esistenza di numerosi toponimi Mediolanum nel resto delle Gallie sembra sì indicare che il termine sia celtico, ma non fornisce elementi per giudicare eventuali specificità linguistiche dell'insubre rispetto agli altri parlari gallici.
Recentemente è invalso l'uso —al di fuori degli ambiti scientifici— di definire, in modo improprio, lingua insubre l'insieme dei dialetti lombardi occidentali. Il fenomeno si inquadra in un contesto di "riscoperta" delle specificità locali lombarde, soprattutto da parte di formazioni politiche che di queste specificità locali fanno il proprio elemento caratterizzante. Si tratta però di un uso fuorviante, perché induce a supporre una continuità linguistica tra il celtico insubre e le moderne parlate lombarde, che invece sono di tradizione romanza, in cui è ben difficile individuare elementi linguistici celtici.
[modifica] Bibliografia
- Vittore Pisani, Le lingue dell'Italia antica oltre il latino, Torino, Rosenberg & Sellier, 19642

