Lingua insubre

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Contesto {{{contesto}}}
Parlato in {{{stati}}}
Parlato in Italia nord-occidentale
Svizzera meridionale
Periodo 700 a.C. - 400 a.C.
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Classifica estinta
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Tipo
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Celtiche
  Celtiche continentali
   Insubre
Suddivisioni {{{sub1}}}
Statuto ufficiale
Nazioni {{{nazione}}}
Regolato da {{{agenzia}}}
Codici di classificazione
ISO 639-1
ISO 639-2 cel (celtiche, altra lingua)
ISO 639-3 {{{iso3}}}  (EN)
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SIL   (EN)
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Estratto in lingua
Il Padre Nostro
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Traslitterazione
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La lingua insubre era la lingua dei Galli insubri, una popolazione celtica, cui viene attribuita la fondazione di Milano. L'insubre doveva essere una varietà di gallico, cioè una lingua celtica continentale.

Di questa lingua, da lungo tempo estinta, poco si conosce, dal momento che sono scarsissimi i testi celtici conosciuti in Italia: V. Pisani (1961: 331) recensiva solo tre testi: una iscrizione da Briona (NO), una da Todi ed una ("di dubbia attribuzione e scarso valore") trovata a Zignago (SP).

Pochi altri elementi per lo studio dell'insubre provengono dall'onomastica, come ad esempio il toponimo Mediolanum ("Milano"), in cui i linguisti vedono un composto indoeuropeo con un primo elemento medio da ie. *medhyo- "medio, in mezzo" e un secondo elemento lan- da connettere vuoi con l'ie. *plano- "pianura" (nel qual caso si avrebbe un'evoluzione fonetica caratteristica delle lingue celtiche, cioè la caduta di *p- iniziale), vuoi con il termine che nelle lingue germaniche compare come land "terra", vuoi con altri termini più ipoetici. D'altra parte, l'esistenza di numerosi toponimi Mediolanum nel resto delle Gallie sembra sì indicare che il termine sia celtico, ma non fornisce elementi per giudicare eventuali specificità linguistiche dell'insubre rispetto agli altri parlari gallici.

A partire dagli anni '90, è comune l'uso —al di fuori degli ambiti scientifici— di definire, in modo improprio, lingua insubre il dialetto lombardo occidentale. Il fenomeno si inquadra in un contesto di riscoperta dell'omogenità culturale di aree della Lombardia, del Piemonte e del Canton Ticino, soprattutto da parte di formazioni politiche e associazioni che di queste specificità fanno il proprio elemento caratterizzante. Ciò non corrisponde però a una supposta continuità linguistica tra il celtico insubre e questo dialetto della lingua Lombarda, che appartiene alla famiglia gallo-italica, di cui gli elementi linguistici celtici costituiscono uno dei sostrati, al pari del latino e del germanico.

[modifica] Voci correlate


[modifica] Bibliografia

  • Vittore Pisani, Le lingue dell'Italia antica oltre il latino, Torino, Rosenberg & Sellier, 19642


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