Lingua chleuh

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tashelhit (tašelḥit)
Parlato in Marocco e paesi d'emigrazione, soprattutto Francia
Persone 6-8.000.000[1]
Scrittura alfabeto arabo (tradizionale), alfabeto latino, neo-tifinagh (uso recente)
Tipo VSO (intro)flessiva
Filogenesi Lingue afro-asiatiche
 Lingue berbere
Statuto ufficiale
Regolato da IRCAM
Codici di classificazione
ISO 639-3 shi  (EN)
SIL shi  (EN)

La lingua tashelḥit (o, con ortografia francese tachelhit; in arabo shilha ﺷﻠﺤة; in uso anche le denominazioni chleuh e shilh) è una lingua berbera parlata in Marocco.

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Il tashelhit è la varietà di berbero parlata nelle regioni meridionali del Marocco (lungo la costa atlantica a partire dalla zona di Agadir; la pianura del Sous, la valle del Draa, Alto e Medio Atlante). È la lingua degli chleuh (o shilh); a volte viene denominata anche tasusit, cioè "lingua del Sous", ma ciò non è corretto in quanto essa è parlata in molte altre regioni oltre al Sous.

È una delle tre grandi lingue berbere del Marocco, insieme al tamazight del Marocco centrale e al tarifit al nord del paese. Non è facile determinare il confine tra le parlate di tipo tashelhit e quelle tamazight, che con esse confinano a nordest: il trapasso da una varietà dialettale all'altra è graduale, e nella zona di contatto vi sono dei parlari che sono difficilmente classificabili come appartenenti all'uno o all'altro tipo. Un criterio empirico è quello dell'area di estensione dei cantori itineranti (rrwayes): essi infatti, che si esprimono in una sorta di koinè (lingua comune), si spingono solo fino a dove possono essere compresi.

Il tashelhit è considerata la lingua berbera col maggior numero di parlanti in assoluto, valutato tra i 6 e gli 8 milioni.

Secondo Ethnologue,[2] al censimento 2004 del Marocco risultava parlata da 3.890.000 persone.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Secondo Ethnologue,[2], la classificazione della lingua tashelhit è la seguente:

Storia[modifica | modifica sorgente]

La lingua tashelthit è dotata di una ricca letteratura, non solo orale ma anche scritta, risalente fino al XV secolo. Il suo esponente più noto è Muhammad Awzal (ca. 1670-1749).

Fonologia[modifica | modifica sorgente]

Vocali[modifica | modifica sorgente]

La tashelhit possiede solo tre fonemi vocalici: /i/ /a/ /u/. Lo schwa ([ə]) che viene talora prodotto in contesti consonantici (per esempio inbgi = [inəbɡi] 'ospite', tigmmi = [tiɡəmmi] 'casa') non ha statuto di fonema. Un tipo di trascrizione un tempo piuttosto diffuso in ambito francofono tendeva ad esprimere con una certa abbondanza questo suono mediante il grafema <e>, mentre le grafie più recenti tendono a non trascriverlo affatto (confortate anche da analisi strumentali, che spesso non rilevano alcun suono vocalico là dove un ascoltatore "sentiva" uno schwa), col risultato di osservare parole del tutto prive di vocali (come Mḥmmd per il nome proprio Mohammed).

La realizzazione fonetica delle vocali è piuttosto diversificata, e in particolare la presenza di consonanti "enfatiche" produce variazioni della pronuncia, sensibili soprattutto nel caso di /a/, che di norma è leggermente anteriore ([æ]) ma passa a una realizzazione centrale/posteriore in prossimità di enfatiche. Le altre vocali, invece, in contesto enfatico tendono ad aprirsi. Si veda ad esempio aẓru = [azˤrˤʊ] 'pietra' vs. amud = [æmud] 'seme'.

Consonanti[modifica | modifica sorgente]

La tashelhit possiede trentatré fonemi consonantici. Come in tutte le altre varietà di berbero (nonché in arabo e nelle lingue semitiche) le dentali presentano una serie normale ed una faringalizzata (le cosiddette "enfatiche"). Vi è anche una categoria di consonante labializzate. La geminazione è distintiva.

Nell'ortografia in caratteri latini, le enfatiche vengono scritte con un punto sotto la lettera. Inoltre, /χ/ è scritto <x>, /ʁ/ è scritto <ɣ>, e /j/ è scritto <y>.

  Labiali Dentali Postalveolari/
Palatali
Velari Uvulari Farin-
gali
Glottali
norm. faring. norm. lab. norm. lab.
Nasali m n                
Occlusive sorde   t   k q    
sonore b d   ɡ ɡʷ        
Fricative sorde f s ʃ     χ χʷ ħ h
sonore   z ʒ     ʁ ʁʷ ʕ  
Approssimanti   l j w      
vibranti   r              

Grammatica[modifica | modifica sorgente]

Pronomi[modifica | modifica sorgente]

I pronomi personali della tashelhit distinguono il maschile e il femminile nelle seconde e terze persone (anche nella prima persona plurale, ma solo nel pronome autonomo). A seconda del contesto, vi sono diverse serie di pronomi. Nella tabella che segue vengono riportati i paradigmi delle sei serie più comuni. La prima colonna contiene i pronomi "autonomi" o "indipendenti", la seconda e la terza i pronomi che vengono affissi ai verbi per indicare rispettivamente il complemento diretto ("complemento oggetto") e quello indiretto. Le due serie successive riportano i pronomi che vengono affissi ai nomi per esprimere il "possesso" ("complemento di specificazione"): la prima è quella in uso solo con alcuni specifici termini (perlopiù nomi di parentela, per esempio baba-k 'tuo (m) padre', baba-tnɣ 'nostro padre', ma anche locuzioni preposizionali come ɣ-eddaw-s 'al di sotto di esso', lett. "nel-sotto-di lui"), e la seconda è in uso con gli altri nomi (in pratica, essa contiene anche una realizzazione della preposizione n 'di': tigmmi-nn-k [təɡəmːinːək] 'la tua (f) casa', lett. "casa-di-te", aydi-nn-sn [æjdinːəsən] 'il loro (m) cane', lett. "cane-di-essi"). Infine, nell'ultima colonna, vi sono i pronomi nella forma che assumono dopo le preposizioni.

I pronomi personali in tashelhit[3]
  Pronome autonomo Oggetto diretto Complemento indiretto Possessivo 1 Possessivo 2 Con preposizioni
1s nkki(n) yyi yyi inu/inw -i
2sm kiyyi(n) k ak -k nnk -k
2sf kmmi(n) km am -m nnm -m
3sm ntta(n) t as -s nns -s
3sf nttat t
1pm nkkʷni anɣ anɣ -t-nɣ nnɣ -nɣ
1pf nkkʷnti
2pm kʷnni kʷn awn -t-un nnun -un
2pf kʷnnimti kʷnt awnt -t-unt nnunt -unt
3pm nttni tn asn -t-sn nnsn -sn
3pf nttnti tnt asnt -t-snt nnsnt -snt
s = singolare, p = plurale, m = maschile, f = femminile, ø = morfema zero (assenza di morfema).
Le maiuscole contraddistinguono le consonanti "tese" (corrispondono alla lettera raddoppiata di altri autori).

Vocabolario[modifica | modifica sorgente]

Come tutte le lingue berbere, la tachelhit ha assorbito un gran numero di prestiti arabi, soprattutto nell'ambito del lessico religioso. Ad ogni modo, lasciando da parte la tamashek che è la meno arabizzata in assoluto, tra le varietà del nord la tachelhit è quella che ne presenta di meno: in un'indagine su di un campione rappresentativo di lessico è stato rilevato il 25% di prestiti, contro il 38% del cabilo[4].

Inoltre, la tachelhit è una delle poche varietà di berbero che abbia preservato al completo l'antica numerazione berbera dall'1 al 10, che altrove è stata in tutto o in parte sostituita dai numerali arabi.

numerale maschile femminile
1
yan yat
2
sin snat
3
kraḍ kraḍt
4
kkuẓ kkuẓt
5
smmus smmust
6
sḍis sḍist
7
sa sat
8
tam tamt
9
tẓa tẓat
10
mraw mrawt

Sistema di scrittura[modifica | modifica sorgente]

Per la scrittura vengono impiegati l'alfabeto arabo, l'alfabeto latino e il tifinagh.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Valutazione di Stroomer (2004: 15)
  2. ^ a b c (EN) Lewis, M. Paul, Gary F. Simons, and Charles D. Fennig (eds), Tachelhit in Ethnologue: Languages of the World, Seventeenth edition, Dallas, Texas, SIL International, 2013.
  3. ^ Da: Lionel Galand, "Les pronoms personnels en berbère", Bulletin de la Société de Linguistique de Paris 61 (1966), pp. 286-298. Pronomi del dialetto degli Irhchan (Atlante Centrale), tabella a p. 287. Si è conservata la grafia dell'autore per quanto riguarda le consonanti "tese".
  4. ^ Salem Chaker, "Les emprunts arabes dans quelques dialectes berbères: kabyle - chleuh - touareg", in: S. Ch., Textes en linguistique berbère, Paris, CNRS, 1984 - ISBN 2-222-03578-3 pp.216-229.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Grammatiche[modifica | modifica sorgente]

  • Robert Aspinion: Apprenons le berbère: initiation aux dialectes chleuhs. Rabat 1952.
  • Abdallah Boumalk, Manuel de conjugaison du tachelhit (langue berbère du Maroc), Paris, L'Harmattan, 2003 - ISBN 2-7475-5527-5
  • Abdallah El Mountassir, Initiation au Tachelhit, langue berbère du sud du Maroc. "Ra nsawal tachelhit", Paris, L'Asiathèque, 1999 - ISBN 2-911053-53-2
  • Hans Stumme, Handbuch des Schilhischen von Tazerwalt. Grammatik, Lesestücke, Gespräche, Glossar, Leipzig, Hinrichs, 1899.

Dizionari[modifica | modifica sorgente]

  • Abdellah Bounfour & Abdallah Boumalk, Vocabulaire usuel du tachelhit, Éditions Centre Tarik Ibn Ziyad, Rabat.
  • Edmond Destaing, Étude sur la tachelḥît du Sous. I- Vocabulaire français-berbère, Paris, Imprimerie Nationale, 1920
  • Abdallah El Mountassir, Dictionnaire des verbes tachelhit-français (parler berbère du sud du Maroc), Paris, L'Harmattan, 2003 - ISBN 2-7475-3577-0
  • Antoine Jordan, Dictionnaire berbère-français (dialectes tašelhait), Rabat, Omnia, 1934.
  • Michel Quitout, Grammaire berbère (rifain, tamazight, chleuh, kabyle), Paris, L'Harmattan, 2007 - ISBN 2-7384-6004-6

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

  • Paulette Galand-Pernet, Littératures berbères, des voix, des lettres, Paris, Presses Universitaires de France - PUF, 1998 - ISBN 2-13-049518-4
  • Paulette Galand-Pernet, Recueil de poèmes chleuhs. I- Chants de trouveurs, Paris, Klincksieck, 1972 - ISBN 2-252-01415-6.
  • Hans Stumme, Dichtkunst und Gedichte der Schluh, Leipzig, Hinrichs, 1895
  • Nico Van den Boogert, The Berber Literary Tradition of the Sous, with an edition and translation of ‘The Ocean of Tears’ by Muhammad Awzal (d. 1749), Leiden, Nederlands Instituut voor het Nabije Oosten (Sticht de Goeje, 27), 1997.

Testi[modifica | modifica sorgente]

  • Edmond Destaing, Textes berbères en parler des Chleuḥs du Sous (Maroc), Paris, Geuthner, 1940.
  • Harry Stroomer, An anthology of Tashelhiyt Berber folktales (South Morocco), Köln, Köppe, 2001 (Berber studies 2) - ISBN 3-89645-381-5
  • Harry Stroomer, Tashelhiyt Berber folktales from Tazerwalt (South Morocco) : a linguistic reanalysis of Hans Stumme's Tazerwalt texts with an English translation, Köln, Köppe, 2002 (Berber studies 4) - ISBN 3-89645-383-1 (riedizione di: Hans Stumme, Märchen der Schluh von Tazerwalt, Lepzig, Hinrichs, 1895)
  • Harry Stroomer, Tashelhiyt Berber texts from the Ayt Brayyim, Lakhsas and Guedmioua region (South Morocco) : a linguistic reanalysis of Récits, contes et légendes berbères en Tachelhiyt by Arsène Roux with an English translation, Köln, Köppe, 2003 (Berber studies 5) - ISBN 3-89645-384-X
  • Harry Stroomer, Tashelhiyt Berber texts from Ida u Tanan (South Morocco), Köln, Köppe, 2004 (Berber studies 9) - ISBN 3-89645-388-2

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