Lingua basso-tedesca

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Lingua basso-tedesca (Plattdüütsch)
Parlato in Germania Germania, Polonia Polonia,
Danimarca Danimarca, Paesi Bassi Paesi Bassi
Persone circa 5.000.000
Scrittura latina
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue germaniche
  Lingue germaniche occidentali
   Basso tedesco
Codici di classificazione
ISO 639-3 nds  (EN)
SIL nds  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Wat Wöörd' un Rechten sünd, daar sünd all de Minschen free un liek mit boorn. Se hebbt dat Tüüg för Vernimm un Gewäten mitkrägen, un dat böört jüm, dat se eenanner in'n Geest vun Bröderschup in de Mööt kaamt.
Verbreitungsgebiet der heutigen niederdeutschen Mundarten.PNG
I dialetti del basso-tedesco
1 - 7: basso sassone; 8 - 10: basso tedesco orientale

La lingua basso-tedesca o basso sassone (Plattdüütsch, tedesco standard: Plattdeutsch o Niederdeutsch, olandese: Nedersaksisch) è una lingua parlata nel Nord della Germania ed appartiene al gruppo basso tedesco delle lingue germaniche occidentali. Oggi - data una retrospettiva all'incirca della seconda metà del XX secolo - è quasi estinta oppure sta per ridursi alla varietà di una minoranza sempre più limitata nelle regioni confinanti con il Mare del Nord. Pochissimi residui della varietà sono sopravvissuti nella parlata regionale. Persino la regione di Hannover, tradizionalmente da ascrivere al basso-tedesco, ha adottato lo standard dell'alto-tedesco, lingua ufficiale e maggioritaria in Germania.

Questa città si chiama Emlichheim in Lingua alto-tedesca ed Emmelkamp in Basso Tedesco

La lingua basso-tedesca si distingue dai dialetti alto-tedeschi (tedesco superiore e tedesco centrale), che costituiscono la base della lingua tedesca standard, in quanto (così come le altre lingue germaniche occidentali, ovvero nederlandese, inglese, frisone) non ha subìto la seconda rotazione consonantica nel VI secolo, ovvero il mutamento di alcune consonanti in determinate posizioni (es.: ted. Apfel "mela", ma: bted. Appel, cfr. nl. appel, ingl. apple; ted. Tag "giorno", ma bted. Dag, cfr. nl. dag, ingl. day; ted. Buch "libro", ma: bted. Book, cfr. nl. boek, ingl. book; ted. was "che cosa", ma bted. wat, cfr. nl. wat, ingl. what; ted. zehn "dieci", ma bted. teihn, cfr. nl. tien, ingl. ten; ecc.).

La lingua basso-tedesca è tutelata dal 1998 come lingua regionale dall'Unione Europea. Il codice ISO 639-2 è nds. La sua forma standard è normalmente considerata il dialetto basso sassone settentrionale e comprende i due principali ceppi di dialetti parlati nella Germania settentrionale, il basso sassone e il basso tedesco orientale (vedi Dialetti della lingua tedesca). La lingua olandese, che ha seguito un proprio sviluppo, era originariamente una forma di dialetto basso francone.

Il termine "basso-tedesco", in contrapposizione a quello con cui tecnicamente si designa la lingua tedesca standard, ovvero "alto-tedesco" (ted. Hochdeutsch), non è dispregiativo nei confronti di questa lingua a favore della seconda, ma significa semplicemente "il tedesco delle terre basse, pianeggianti", così come "alto-tedesco" non significa "la lingua tedesca dotta" o "il tedesco aulico", ma indica semplicemente la lingua parlata nelle "terre alte", ovvero montuose.

Le maggiori città della Germania dove la lingua basso-tedesca viene tradizionalmente parlata sono Amburgo, Dortmund, Essen, Brema, Düsseldorf, Hannover, Duisburg, Bochum, Bielefeld, Wuppertal, Magdeburgo, Münster, Gelsenkirchen (in westfalico Gelsenkiärken) e Braunschweig. Anche minoranze di altri paesi come la Danimarca e il Paraguay parlano il basso tedesco e alcune varianti dialettali sono presenti in Brasile e negli Stati Uniti.

Gli scrittori più importanti che hanno usato il basso tedesco sono Fritz Reuter e Klaus Groth.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (DEEN) Pagine sulla lingua basso-tedesca
  • (DE) Radio Bremen Online: De Plattsnackers - der Plattdeutsch-Kurs - Corso gratuito in 19 lezioni, con supporti audio (a cura di Gesine Kellermann) [1]