Linfoma diffuso a grandi cellule B

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Linfoma diffuso a grandi cellule B
Diffuse large B cell lymphoma - cytology low mag.jpg
Linfoma diffuso a grandi cellule B, preparato istologico.
Codici di classificazione
ICD-10 (EN) C83.3
Sinonimi
DLBCL

La locuzione linfoma diffuso a grandi cellule B, talora indicata con l'acronimo DLBCL,[1] indica una neoplasia linfoide che colpisce soprattutto (ma non esclusivamente) soggetti adulti o anziani, caratterizzata tipicamente dal coinvolgimento di una singola sede linfonodale o extralinfonodale e da rapida espansione della massa tumorale.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Il linfoma diffuso a grandi cellule B è classificato all'interno dei linfomi non Hodgkin. La classificazione WHO pone il DLBCL all'interno delle neoplasie a cellule B mature.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Circa il 20% dei linfomi non Hodgkin è costituito da DLBCL. Colpisce prevalentemente adulti-anziani, con lieve predilezione per i maschi. Tuttavia può presentarsi anche nell'infanzia, costituendo circa il 6% dei linfomi di interesse pediatrico

Patogenesi[modifica | modifica sorgente]

Il DLBCL è sovente associato a traslocazioni che riguardano il gene BCL6,[2][3] come t(3;Var)(q27;Var). In altri casi, è possibile riscontrare traslocazioni che riguardano il gene BCL2[4] o MYC.[5]

Anatomia patologica[modifica | modifica sorgente]

Come già indicato, questo tipo di linfoma si differenzia dagli altri per il caratteristico coinvolgimento di una singola sede linfonodale o extralinfonodale, differenziandosi dagli altri linfomi non Hodgkin per la frequente assenza di linfoadenopatia generalizzata e di coinvolgimento midollare. La diagnosi viene posta attraverso biopsia e osservazione microscopica: le caratteristiche morfologiche che depongono per DLBCL sono:

  • Cellule neoplastiche di grandi dimensioni (4-5 volte il diametro di un normale linfocita), caratterizzate da grossi nuclei, nucleoli ben visibili e cromatina dispersa. Quest'ultima caratteristica, rende inoltre ragione dell'aspetto "vescicolato" del nucleo.
  • Tipiche variazioni morfologiche, con cellule di dimensioni diverse, nucleo ovalare o rotondo, talora multilobulato.
  • Quadro di accrescimento diffuso.

Tuttavia, tumori con una grado maggiore di anaplasia possono essere difficilmente identificabili. In particolare, la presenza di cellule multinucleate con nucleoli prominenti può talora ricordare la cellula di Reed-Sternberg, rendendo difficile la diagnosi differenziale con il linfoma di Hodgkin. Per questo si rende molto spesso necessaria la caratterizzazione immunofenotipica. In particolare, il DLBCL si caratterizza per:

Profilo clinico[modifica | modifica sorgente]

Differentemente da altri tipi di linfomi, sovente indolenti, il DLBCL si caratterizza per una rapida crescita sintomatica. Il quadro clinico è dominato da sintomi e segni di espansione tumorale; nei casi di coinvolgimento di fegato o milza il soggetto può lamentare senso di pesantezza all'addome, dispepsia, dolore e può talora essere presente splenomegalia palpabile. In casi più gravi si possono avere sintomi di occlusione intestinale o di compressione di rami arteriosi o venosi. Tuttavia la neoplasia può anche presentarsi come massa cutanea, ossea o localizzarsi a livello del sistema nervoso centrale con sintomi da ipertensione endocranica, compressione di nervi cranici e crisi comiziali. Una sede molto frequente di presentazione è lo splancnocranio, con coinvolgimento dei tessuti linfatici del faringe e che compongono l'anello del Waldeyer, le tonsille e le adenoidi, con tumefazioni destruenti ed invalidanti.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

La terapia si basa su radioterapia e chemioterapia. Il protocollo chemioterapico più utilizzato e il CHOP,[6][7] composto da:

A questi è possibile associare un anticorpo monoclonale, il rituximab (protocollo CHOP-R), con risultati positivi in termini di sopravvivenza.[8]

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

Il DLBCL è una forma di linfoma molto aggressiva e se non trattato ha una prognosi infausta. Tuttavia i nuovi protocolli terapeutici consentono un ampio intervallo libero da malattia,[8] con percentuali di sopravvivenza a 5 anni superiori al 50%.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dall'inglese diffuse large B cell lymphoma
  2. ^ "Diffuse large cell lymphoma" in Atlas of Genetics and Cytogenetics in Oncology and Haematology
  3. ^ Bosga-Bouwer AG, Haralambieva E, Booman M, et al., BCL6 alternative translocation breakpoint cluster region associated with follicular lymphoma grade 3B in Genes Chromosomes Cancer, vol. 44, n. 3, novembre 2005, pp. 301–4. DOI:10.1002/gcc.20246, PMID 16075463.
  4. ^ In questo caso la traslocazione più frequente t(14;18)(q32;q21)
  5. ^ t(8;14)(q24;q32)
  6. ^ Cullen M, Steven N, Billingham L, Gaunt C, Hastings M, Simmonds P, Stuart N, Rea D, Bower M, Fernando I, Huddart R, Gollins S, Stanley A, Antibacterial prophylaxis after chemotherapy for solid tumors and lymphomas. in N Engl J Med, vol. 353, n. 10, 2005, pp. 988–98. DOI:10.1056/NEJMoa050078, PMID 16148284.
  7. ^ Fisher RI, Gaynor ER, Dahlberg S, Oken MM, Grogan TM, Mize EM, Glick JH, Coltman CA Jr, Miller TP, Comparison of a standard regimen (CHOP) with three intensive chemotherapy regimens for advanced non-Hodgkin's lymphoma. in N Engl J Med, vol. 328, n. 14, 1993, pp. 1002–6. DOI:10.1056/NEJM199304083281404, PMID 7680764.
  8. ^ a b Sehn LH, Berry B, Chhanabhai M, et al., The revised International Prognostic Index (R-IPI) is a better predictor of outcome than the standard IPI for patients with diffuse large B-cell lymphoma treated with R-CHOP in Blood, vol. 109, n. 5, marzo 2007, pp. 1857–61. DOI:10.1182/blood-2006-08-038257, PMID 17105812.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ronald Hoffman, MD, Bruce Furie, MD, Edward J. Benz, Jr., MD, Philip McGlave, MD, Leslie E. Silberstein, MD e Sanford J. Shattil, MD, Hematology, 5th Edition - Basic Principles and Practice, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-1-4377-0647-5.
  • Robbins e Cotran, Le basi patologiche delle malattie (7ª edizione), Torino - Milano, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-88-85675-53-7.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna, New York - Milano, McGraw-Hill, 2006. ISBN 88-386-2459-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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