Lina Wertmüller

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Lina Wertmüller ospite del Giffoni Film Festival nel 1989

Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich (Roma, 14 agosto 1926[1]) è una regista e sceneggiatrice italiana, nota con il nome di Lina Wertmüller.

Indice

[modifica] Biografia

Nasce a Roma da padre lucano (di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza) e madre romana, discendente da una nobile e agiata famiglia svizzera. A diciassette anni si iscrive all'Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharoff, in seguito, per alcuni anni, è animatrice e regista degli spettacoli dei burattini di Maria Signorelli. Successivamente collabora con celebri registi teatrali, tra i quali Guido Salvini, Giorgio De Lullo e Garinei e Giovannini.

Lavora sia per la radio sia per la televisione, e in veste di autrice e regista alla prima edizione della celebre trasmissione Canzonissima e a Il giornalino di Gian Burrasca, serie televisiva-musical, con Rita Pavone protagonista maschile[2]. Lo stesso anno conosce Enrico Job, apprezzato scenografo teatrale con il quale inizia una lunga solidarietà artistica e che presto sposò.

Assistente alla regia in E Napoli canta del 1953 (che segnò l'esordio sul grande schermo anche di Virna Lisi), fu aiutante e attrice di Federico Fellini nelle pellicole La dolce vita (1960) e di due anni più tardi.

Lina Wertmüller durante le riprese de I basilischi nel 1963

Il suo esordio come regista avvenne nel 1963 con I basilischi, amara e grottesca narrazione della vita di alcuni poveri amici del sud (il film fu girato in gran parte tra la Basilicata, a Palazzo San Gervasio, e la Puglia, a Minervino Murge), che le valse la Vela d'argento al Festival di Locarno.

Nella seconda metà degli anni sessanta nacque la sua collaborazione con l'attore Giancarlo Giannini, che fu presente nei suoi grandi successi Mimì metallurgico ferito nell'onore del 1972, Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza[3] del 1973, Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto del 1974, Pasqualino Settebellezze del 1976, La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia e Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova... si sospettano moventi politici, entrambi del 1978.

Per Pasqualino Settebellezze, che ebbe successo anche negli Stati Uniti, la Wertmüller fu candidata a tre Premi Oscar nella cerimonia del 1977 (tra cui quello per la miglior regia[4]) mentre una quarta nomination arrivò a Giancarlo Giannini per la sua interpretazione del protagonista.

Il 1983 è l'anno di Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada, film che entra con leggerezza e coraggio sul tema del terrorismo (sono gli anni di piombo), raccontando il guasto dell'apertura degli sportelli di un'auto blu con un ministro (Ugo Tognazzi) bloccato all'interno.

Nel 1986 la prima delle sue rare incursioni nel teatro lirico con la regia della Carmen di Georges Bizet che inaugurò la Stagione lirica 1986-87 del Teatro di San Carlo di Napoli, rappresentazione che venne ripresa in diretta su Raiuno. Nel 1997 ha invece diretto una Bohème all'Opera di Atene.

Ha invece scritto copioni e fatto diverse regie teatrali, dal primo Due più due non fa più quattro (1968, per la regia di Franco Zeffirelli) a L'esibizionista (1994), da Gino, Ginetta e gli altri (1995) a Lasciami andare madre (dal libro di Helga Schneider, con Roberto Herlitzka che recita la parte della vecchia madre).

Successivamente, la regista romana continuò a realizzare film venati di forte satira sociale e contraddistinti spesso da titoli esageratamente lunghi. Nel 1992 diresse Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio, mentre nel 1996 tornò alla satira politica con Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica, con Tullio Solenghi e Veronica Pivetti come i nuovi Giannini-Melato.

Dopo la ricostruzione storica Ferdinando e Carolina del 1999, la Wertmüller tornò dietro la macchina da presa con la fiction Francesca e Nunziata (2001, con Sophia Loren e Claudia Gerini) e il film Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004, sempre con la Loren protagonista), che però, nonostante le proteste della regista, ebbe scarsa distribuzione nelle sale un paio d'anni dopo. Il successivo Mannaggia alla miseria (2008, con Gabriella Pession e Sergio Assisi) viene pertanto trasmesso direttamente in prima serata su Raiuno il 2 giugno 2010. Nello stesso anno le viene conferito il David di Donatello alla carriera.

[modifica] Politica e critiche

Quasi tutte le pellicole della Wertmüller riflettono in maniera inequivocabile il suo impegno politico e sociale, con i personaggi principali aderenti all'anarchismo, al comunismo (se uomini) e al femminismo (se donne). Anche la trama e le azioni principali degli attori riflettono i conflitti socio-economici (come per esempio la lotta di classe) presenti nella storia dell'Italia.

Malgrado questo, il cinema wertmülleriano è raramente didattico e/o didascalico ma spesso riflette le sensibilità iconoclaste della regista. Per esempio Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto narra la vicenda di una donna altolocata e di un operaio comunista che naufragano su un'isola deserta. Il lavoratore, dopo aver subito dalla "signora" vessazioni e angherie continue, sul panfilo di cui lei era proprietaria e lui lavorava, ha il modo di capovolgere la situazione per vendicarsi, facendola lavorare per la prima volta nella sua vita e trattandola, questa volta lui, come una schiava: ciò nonostante i due protagonisti si innamorano. Questa pellicola ha suscitato la critica delle femministe ortodosse che hanno chiesto senza successo alla Wertmüller una revisione della trama.

Altre critiche rivolte alla regista sono state quelle di rappresentare il sud-Italia e gli italiani del Sud secondo l'ottica di luoghi comuni che ha sicuramente il suo massimo picco in Io speriamo che me la cavo dove un maestro proveniente dal nord Italia arriva per sbaglio in un comune in provincia di Napoli a portare ordine in una scuola afflitta da evasione scolastica e governata da una direttrice assenteista e da bidelli che chiedono il pizzo sulla carta igienica e i gessetti. I bambini vengono prima mostrati come piccoli criminali ma poi il maestro riesce ad andarci d'accordo fino a tirare fuori il loro lato dolce e affabile. Il film, ambientato a Corzano (comune fittizio ma in realtà esistente nella provincia di Brescia) mostra case diroccate, strade cadenti e immondizia in ogni dove ed è stato girato nelle zone periferiche di Taranto e nel centro storico di Corato (dalle cui prime 3 lettere prende il nome il paese immaginario di Corzano, mentre il libro cui è ispirato il film è ambientato ad Arzano). Pietrangelo Buttafuoco disse dell'omonimo best-seller da cui è stato tratto il film e sul film stesso: «In alcune zone del napoletano dove l'ignoranza invece, è una cosa seria, vorrebbero linciare scrittore e regista con crudele piacere».

[modifica] Filmografia

Lina Wertmüller

[modifica] Regie

[modifica] Sceneggiature

[modifica] Doppiaggio

[modifica] Libri

  • Essere o avere. Ma per essere devo avere la testa di Alvise su un piatto d'argento, Rizzoli, Milano, 1981
  • Iris e lo sceicco, ovvero Sceicchi e femministe, ovvero Storia d'evasione e d'oriente, con illustrazioni di Milo Manara, Nuova Eri, Torino, 1988 ISBN 8839705376
  • Avrei voluto uno zio esibizionista, Mondadori, Milano 1990 ISBN 8804335661
  • Alì Baba e il destino giocatore spericolato e spesso baro, Guida, Napoli 1992 ISBN 8871880269 (bifronte con Prima o poi tornerò di Andrej Longo)
  • Arcangela Felice Assunta Job Wertmüller von Elgg Espanol von Brauchich cioè Lina Wertmüller, Frassinelli, Milano, 2006 ISBN 8876847863 (autobiografia, con un CD di 32 canzoni da lei interpretate)

[modifica] Note

  1. ^ Giorgio Dell'Arti, Massimo Parrini, Catalogo dei viventi 2009 - voce Wertmuller Lina, Venezia, Marsilio Editori, 2008, ISBN 978-88-317-9599-9
  2. ^ La Wertmüller fu anche autrice del testo su musica di Nino Rota della famosa sigla Viva la pappa col pomodoro. Ha scritto anche altre canzoni, come Come piangeva quel salice piangente su musica di Lelio Luttazzi, Cambierà, su musica di Riz Ortolani, Il geghegè, su musica di Bruno Canfora e diverse per i propri film.
  3. ^ I lunghissimi titoli dei suoi film sono spesso cambiati e accorciati nelle versioni internazionali.
  4. ^ È stata la prima donna a essere candidata all'Oscar al miglior regista, nel 1977 per Pasqualino Settebellezze. Le uniche altre donne a ricevere questo stesso riconoscimento sono state Jane Campion (1994), Sofia Coppola (2004) e Kathryn Bigelow (2010).
  5. ^ Oggetto di un remake hollywoodiano, Swept Away (2002), diretto da Guy Ritchie, con Madonna e Adriano Giannini, nel ruolo che il padre Giancarlo aveva interpretato quasi 30 anni prima.
  6. ^ Nel Guinness dei primati come titolo di film più lungo della storia: ben 179 caratteri. Negli Stati Uniti il titolo fu semplicemente Revenge.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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