Lina Poletti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lina Poletti

Lina Poletti, pseudonimo di Cordula Poletti (Ravenna, 27 agosto 1885Sanremo, 1971), è stata una scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lina (vero nome, Cordula) Poletti è stata una femminista italiana, spesso descritta come bella e ribelle, incline ad indossare abbigliamenti maschili, oggi conosciuta anche per le relazioni lesbiche con Sibilla Aleramo e Eleonora Duse. È stata una delle prime donne in Italia a dichiarare apertamente la propria omosessualità.

Lettere a Sibilla[modifica | modifica sorgente]

La relazione con l'Aleramo inizia nell'aprile 1908, quando le due donne si conobbero al Congresso Nazionale delle Donne Italiane, condividendo le stesse idee femministe, il rapporto, appassionato e sincero, da entrambe le parti, si concluse dopo un anno; Sibilla Aleramo, dopo l'uscita del suo famoso romanzo "Una donna" continuò a partecipare attivamente al movimento di emancipazione femminile e divenne una delle più famose e lette scrittrici italiane.

La Poletti fu, in anni più recenti, studiata per la sua visione sulla libertà delle relazioni tra i sessi; conoscendo Lina e innamorandosi di lei, Sibilla abbandonò la sua relazione con Giovanni Cena, scrittore e suo compagno di vita, fino a quel momento.

Nelle sue lettere, Sibilla Aleramo cerca di convincere la Poletti della possibilità di amare entrambi nello stesso tempo, ma Lina non accetta il compromesso e la lascia.

L'incontro con Eleonora Duse[modifica | modifica sorgente]

Lina Poletti

Lina conobbe quindi la Duse, attrice tra le più acclamate del suo tempo, che stava attraversando, in quel periodo una crisi creativa, le due viaggiano molto e vivono insieme a Roma, Firenze, Venezia.

A Venezia frequentano Max Reinhardt, Rainer Maria Rilke, Hugo von Hoffmansthal, la relazione tra le due è molto appassionata, ma tormentata, tanto che dopo due anni termina con una violenta lite e successivi strascichi legali a proposito della restituzione dei manoscritti a cui la Poletti stava lavorando, drammi teatrali, che avrebbero dovuto riportare la Duse sulle scene. La conclusione della storia produsse una profonda ferita in entrambe.

Alla fine della vicenda con la Duse, Lina Poletti continuò la sua attività letteraria, scrivendo un Poemetto alla Guerra ed alcuni saggi dedicati a Dante, Pascoli, Carducci, continuando ad occuparsi, sia nelle opere che nella sua vita privata, della causa per l'emancipazione della donna.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Stazio nella Divina Commedia: conferenza letta da Cordula Poletti nella Sala di Dante in Ravenna il 3 maggio 1931
  • La celebrazione ravennate di Giovanni Pascoli, 1924
  • Il 33. canto del Paradiso letto nella sala di Dante in Ravenna da Cordula Poletti il 9 maggio 1920, 1923
  • La fabbrica dei mobili Rasponi a Santarcangelo di Romagna, 1921
  • Il cipressetto della rocca a Santarcangelo di Romagna, 1919
  • Il poema della Guerra, 1918
  • Discorso per le onoranze agli aviatori di Ravenna, dicembre 1917
  • Gorizia: 8 agosto 1916

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sibilla Aleramo, Lettere d’amore a Lina, a cura di A. Cenni, Milano, Savelli, 1982
  • Alessandra Cenni, Ritratto di un'Amazzone italiana: Cordula Poletti (1885-1971), in AA. VV., Fuori della norma: storie lesbiche nell'Italia della prima metà del Novecento, a cura di N. Milletti e L. Passerini, Torino, Rosenberg & Sellier, 2007 ISBN 88-7011-997-1
  • Alessandra Cenni Gli occhi eroici, Milano, Mursia, 2011 ISBN 978-88-425-4677-1

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]