Limite di una successione
Il limite di una successione è un concetto fondamentale per la costruzione rigorosa ma non eccessivamente astratta dell'analisi matematica.
Tramite questo concetto viene formalizzata rigorosamente l'idea intuitiva di "punto variabile che si avvicina sempre di più ad un punto dato". Tale "punto mobile" potrebbe "muoversi" nell'insieme dei numeri razionali, sulla retta reale, sul piano o anche (via via generalizzando) in uno spazio euclideo, in uno spazio metrico o in uno spazio topologico.
L'esempio più semplice è dato dalla successione dei reciproci degli interi positivi
:
successione che si può descrivere meccanicamente come un numero variabile che si avvicina sempre di più allo zero.
La nozione di limite di una successione può essere generalizzata a quella di limite di una funzione. Infatti una successione è una funzione avente come dominio l'insieme dei numeri naturali.
Indice |
[modifica] Definizioni formali
[modifica] Limite nella retta reale
Un numero reale
è il limite di una successione di numeri reali
se la distanza fra i numeri
ed
è arbitrariamente piccola quando
è sufficientemente grande. La distanza fra
ed
è data dal valore assoluto
.
In altre parole,
è il limite della successione se per ogni
esiste un numero naturale
tale che
per ogni
. In questo caso si scrive:[1]
e si dice che la successione converge ad
. Se
, la successione è detta infinitesima. Questa definizione chiarisce il fatto che l'espressione infinitesima non è appropriata per una grandezza ben determinata (anche se molto piccola), ma ha senso solo in riferimento ad una grandezza variabile.
La definizione di limite può essere estesa al caso
nel modo seguente. La successione
ha limite infinito se raggiunge valori arbitrariamente alti, cioè se per ogni
esiste un numero naturale
tale che
per ogni
.
Analogamente, la successione ha limite
se
per ogni
. In entrambi i casi si dice che la successione è divergente o convergente a
.
Per il teorema di unicità del limite, una successione può avere un limite (finito o infinito) oppure nessuno (non può quindi averne più di uno).
[modifica] Limite in spazi metrici
In uno spazio metrico
, dove
è la funzione distanza, un punto
di
è il limite di una successione
se:
Questa definizione coincide in
con quella descritta sopra, se
è considerato con la usuale metrica euclidea, definita da
.
[modifica] Limite in spazi topologici
In uno spazio topologico
, un punto
è limite di una successione
se:
[modifica] Proprietà di base
[modifica] Limitatezza
Per il teorema di limitatezza, una successione
convergente ad un limite finito
è limitata, ovvero esiste un
tale che
per ogni
.
D'altra parte, una funzione limitata non è necessariamente convergente: si veda ad esempio la successione
.
Una successione divergente (cioè con limite
) non è mai limitata. D'altro canto, esistono però funzioni non limitate che non sono divergenti: ad esempio la successione 
oppure la successione
[modifica] Permanenza del segno
Per il teorema della permanenza del segno, se una successione
converge ad un limite strettamente positivo
(che può essere anche
), questa ha definitivamente soltanto termini positivi. In altre parole, esiste un
tale che
per ogni
.
Analogamente, una successione che converge ad un limite strettamente negativo ha definitivamente soltanto termini negativi. Una successione che converge a zero può avere infiniti termini di ambo i segni, ad esempio
:
D'altro canto, non è vero in generale che una successione
di termini positivi
convergente debba avere un limite strettamente positivo
: ad esempio, la successione
è fatta di termini positivi, ma converge a zero.
È però vero che una tale successione debba avere un limite
: se infatti avesse un limite negativo
, per la permanenza del segno appena descritta dovrebbe avere infiniti termini negativi.
[modifica] Valori assoluti
Se una successione
converge ad un limite (finito o infinito)
, la successione dei valori assoluti
converge al valore assoluto del limite
.
Non è vero l'enunciato opposto: esistono successioni non convergenti, i cui valori assoluti però convergono. Ad esempio, la successione
.
[modifica] Successione monotona
Per il teorema di esistenza del limite di successioni monotone, una successione monotona
converge sempre ad un limite (che può essere infinito). Il limite è dato dall'estremo superiore (se è monotona crescente) o inferiore (se è decrescente) dei valori della successione. In altre parole, nel caso crescente:
Tale limite è finito quindi se e solo se la successione è limitata.
Il fatto che
sia monotona e converga ad un limite
è spesso espresso con una freccia
oppure
.
[modifica] Manipolazioni di successioni
[modifica] Sottosuccessioni
Una sottosuccessione di una successione
è ottenuta prendendo un sottoinsieme infinito di questa, e si indica con
. Vale la proprietà seguente: una successione è convergente se e solo se ogni sua sottosuccessione è convergente.
[modifica] Somma e prodotto di successioni
Se
e
sono successioni convergenti, con
, 
limiti finiti, allora:
Queste proprietà sono valide in alcuni casi anche per limiti
infiniti, purché l'operazione richiesta non sia una forma indeterminata. Ad esempio,
e se
, anche
con i segni opportuni calcolati con la usuale regola del prodotto.
[modifica] Confronto fra successioni
Un metodo classico per ottenere informazioni sulla convergenza di una successione consiste nel confrontare questa con un'altra, il cui comportamento è già noto.
[modifica] Confronto fra due successioni
Se due successioni
e
convergono ai limiti
e
, e se
per ogni
, allora
.
Per mostrare questo fatto, basta prendere la successione
, che è fatta di termini maggiori o uguali a zero, e per le proprietà dei limiti rispetto alle operazioni converge a
: quindi per il teorema della permanenza del segno
, ovvero
.
[modifica] Teorema del confronto (o dei carabinieri)
Il teorema del confronto (o dei carabinieri) per le successioni asserisce che una successione "stretta fra due successioni" convergenti allo stesso limite converge anch'essa a questo limite. Formalmente, se
e
sono tre successioni tali che
per ogni
, e se
allora anche
Ad esempio, la successione
è "stretta" fra le successioni
e
, poiché
per ogni
. Poiché entrambe
e
sono infinitesime (convergono cioè a zero), anche
è infinitesima.
[modifica] Criterio di convergenza di Cauchy
Una successione di Cauchy è una successione
, i cui valori "si avvicinano sempre di più" fra loro. Formalmente, per ogni
esiste
tale che:
per ogni 
Per il criterio di convergenza di Cauchy, una successione di numeri reali è convergente se e solo se è di Cauchy.
La proprietà essenziale dei numeri reali che rende possibile questo fatto è la completezza. Infatti il criterio non vale per i numeri razionali, che non sono completi: una successione di numeri razionali di Cauchy non è necessariamente convergente ad un numero razionale (ma lo è ad un numero reale). Ad esempio,
è una successione di Cauchy di numeri razionali convergenti al numero irrazionale
di Nepero.
[modifica] Criterio di convergenza di Stolz-Cesàro
| Per approfondire, vedi la voce Teorema di Stolz-Cesàro. |
Se si considerano due successioni a valori reali di cui una
è positiva, strettamente crescente, illimitata, ed esiste il seguente limite:
allora esiste anche il limite:
[modifica] Confronti tra infiniti e infinitesimi
| Per approfondire, vedi la voce Stima asintotica. |
[modifica] Esempi
- La successione
converge a 0
- La successione

- La successione a segni alterni
non è convergente
- La successione
è divergente (tende a
)
[modifica] Note
- ^ È usata anche la scrittura abbreviata
, che comunque non crea ambiguità o confusione in quanto nei numeri naturali l'unico punto di accumulazione è infinito e quindi l'unico limite che si può calcolare di una successione è proprio ad infinito, al contrario delle funzioni di variabile reale
[modifica] Voci correlate
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oppure
.
















per ogni 



converge a 0



è divergente (tende a 
, che comunque non crea ambiguità o confusione in quanto nei numeri naturali l'unico