Limes Sorabicus

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Il Limes Sorabicus è delimitato dalla linea rossa

Il Limes Sorabicus, o anche Sorbenmark o Marca dei Sorbi era una zona di confine fra il regno dei Franchi e la popolazione, ad esso confinante sul lato orientale, dei Sorbi, che nella tarda metà del IX secolo erano stati sottomessi ed alla fine del medesimo secolo avevano perduto tutto il loro peso politico.

Essi vengono citati solo in quattro punti degli Annali di Fulda.

Questo territorio, che costituiva una terra di confine, era sotto il comando di un principe (dux Sorabici limitis). Sono noti tre di questi: Thakulf († 873), Ratolf (874) e Poppone II di Turingia), che in altre fonti compaiono come conte (comes), margravio (marchio) ed anche come principe di Turingia (dux Thuringorum). Di questi Poppone apparteneva con certezza all'antica famiglia franca dei Babenberger (o Popponi), e Ratolf probabilmente anche.

Il vero e proprio territorio di estensione della Sorbenmark non viene citato nelle fonti e perciò nelle ricerche non è mai molto ben circoscritto. Particolare significato ha, a questo proposito, l'informazione che Eginardo ci dà, nella biografia scritta verso l'830 su Carlomagno, Vita Karoli, che la Saale segnava il confine fra i Turingi ed i Sorbi, già sottomessi dal padre del re («…ac Salam fluvium, qui Thuringos et Sorabos dividit.»).

Già nell'805 Erfurt, sito piuttosto più in là, ad ovest, era definita dal Capitolare di Diedenhofen località doganale dei franchi per i commerci con gli slavi.

Corrispondentemente alcuni archeologi e storici come Hansjürgen Brachmann localizzarono questa Sorbenmark ad ovest della Saale. Entrambe le citazioni risalgono però ad un periodo più antico della prima denominazione del Limes Sorabicus e potrebbero così non essere ad esso direttamente collegate. Inoltre un confine teorico non deve essere identico a quello politico-militare, soprattutto non è nota, oltre ad Erfurt, alcun'altra piazza commerciale comparabile nel territorio ad ovest del fiume Gera.

La maggior parte dei ricercatori (fra gli altri, Rudolf Kötzschke ed Hermann Aubin) partì o parte al contrario dal presupposto di un territorio del Limes Sorabicus alla destra della Saale.

Walter Schlesinger scrisse in proposito nel 1963: «Deve essersi trattato del territorio ad est della Saale, qualcosa fino all'Elster Bianco e la Pleisse, forse persino qua e là spingendosi fino alla Mulde, una delle ricche zone blandamente annesse, che aveva un solido appoggio nell'hinterland della Turingia e che forse era difesa da singoli avamposti fortificati.»

Recentemente la ricerca si è orientata al nuovamente rafforzato problema del confine. Matthias Hardt suppone che ai tempi di Carlomagno si fosse pensato all'Elba ed alla Saale come un anticamente predisposto modello di confine fluviale del regno, che però nel procedere degli anni del IX secolo era diventato una struttura di confine organizzata con città fortificate e muraglie sul modello del Limes romano, corrispondente anche a quello che si può vedere nello sviluppo del Limes Saxoniae.

La domanda se la Sorbenmark comprendesse entrambe le rive della Saale o se questa si estendesse solo ad est o solo ad ovest del corso del fiume, può tuttavia non avere una risposta univoca.

La maggior parte delle installazioni fortificate prese in considerazione dalla bibliografia in materia di studi regionali per il Limes Sorabicus, sono state erette nell'Alto Medioevo. Forse sorsero rocche del primo medioevo, come le installazioni del cosiddetto Hersfelder Zehntverzeichnis, quali il Castello di Seeburg nell'Hassegau, la rocca di Schraplau e quella di Querfurt e le consimili rocche nel corso mediano della Saale sulle alture di Johannisberg bei Jena-Lobeda e di Alten Gleisberg bei Bürgel, contemporaneamente ed in relazione alla fortificazione del Limes Sorabicus.

In generale si deve stabilire, che si tratta quasi sempre, in basso ed alto medioevo, di una più o meno ampia cintura di zone prive d'insediamenti, come confine, e non di una linea fortificata come si intende ai nostri tempi in materia di confini. Attraverso il territorio del fiume Orla presso Saalfeld/Saale passò l'influenza dei Franchi, che si è dimostrato essersi spinta molto ad est oltre la Saale. Anche per la valle mediana della Saale, intorno a Jena, si deve presupporre che da entrambe le rive del fiume si fossero installate unità di insediamento e spazi economici con la Saale quale importante mezzo di trasporto e collegamento, cosicché la demarcazione dei confini della Marca va ricercata nell'ampliarsi delle valli a destra della Saale.

Nella zona settentrionale di collegamento della bassa Saale, al massimo da Weißenfels fino alla foce del fiume, mancano per contro confini naturali del tipo di grandi zone boscose.

Forse qui il fiume assolse, almeno dalla fine dell'VIII secolo e nella prima metà del IX, alla funzione di un confine. Intanto però ebbe probabilmente luogo un graduale allargamento del potere e della zona d'influenza del regno orientale dei franchi, ancor prima del 928, fino alla Mulde e fino a poco prima della zona d'insediamento dei Daleminzi.


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hansjürgen Brachmann, Der Limes Sorabicus – Geschichte und Wirkung. Zeitschrift für Archäologie 25, 1991, S. 177–207.
  • Lothar Dralle, Limes Sorabicus. In: Lexikon des Mittelalters Bd. 5. Hiera-Mittel – Lukanien (1991) Sp. 1992 f.
  • Matthias Hardt, Linien und Säume, Zonen und Räume an der Ostgrenze des Reiches im frühen und hohen Mittelalter. In: Walter Pohl / Helmut Reimitz (Hrsg.): Grenze und Differenz im frühen Mittelalter. Österreichische Akademie der Wissenschaften, phil.-hist. Kl. Denkschriften 287. Forschungen zur Geschichte des Mittelalters 1 (Wien 2000) S. 39–56. ISBN 3-7001-2896-7.
  • Matthias Hardt, Hesse, Elbe, Saale and the Frontiers of the Carolingian Empire. In: Walther Pool / Ian Wood / Helmut Reimitz (Hrsg.): The Transformation of Frontiers. From Antiquity to the Carolingians. The Transformation of the Roman World 10 (Leiden, Boston, Köln 2001) S. 219–232. ISBN 90-04-11115-8.
  • Matthias Hardt, Limes Sorabicus. In: Reallexikon der Germanischen Altertumskunde Bd. 18, Landschaftsrecht – Loxstedt² (Berlin, New York 2001) S. 446–448. ISBN 3-11-016950-9.

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