Liliana Castagnola
Liliana Castagnola (Genova, 11 marzo 1895 – Napoli, 3 marzo 1930[1]) è stata un'attrice teatrale italiana.
Biografia [modifica]
Di origini liguri, era nata a San Martino, quartiere di Genova, dal fisico sinuoso e dalla bellezza sensuale, è stata la donna amata da Totò. Fino al momento dell'incontro con Totò, era stata costante oggetto delle cronache mondane: fu espulsa dalla Francia per aver indotto due uomini al duello; a Montecatini un suo amante respinto si tolse la vita, dopo averle sparato un colpo di pistola che la ferì di striscio al viso (a causa della cicatrice, sebbene lieve, la Castagnola adottò la pettinatura "a caschetto" che le copriva le guance); dilapidò il patrimonio di un nobile che fu per questo interdetto su richiesta dei familiari.
Sebbene fosse una donna fatale sia sul palcoscenico sia nella vita reale, aveva per l'artista napoletano un sentimento sincero e passionale, per il quale era disposta a buttarsi alle spalle una vita girovaga e senza freni. Liliana, pur di restare accanto al suo uomo, propose di farsi scritturare al Teatro Nuovo di Napoli
Proprio il tormentato amore per quello che sarebbe divenuto il Principe della risata, portò la giovane e bella attrice al suicidio, realizzato tramite avvelenamento con veronal, all'età di 35 anni non ancora compiuti.
Il rimorso per quest'avvenimento accompagnò sempre Totò, che chiamò la figlia nata dal suo successivo matrimonio Liliana appunto, e volle che le spoglie mortali della Castagnola fossero inumate nella tomba di famiglia dei De Curtis a Napoli.
Note [modifica]
- ^ La morte di una "stella" del varietà Archiviolastampa.it