Likasi

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Likasi
città
Localizzazione
Stato RD del Congo RD del Congo
Provincia Katanga
Amministrazione
Sindaco Denis Kalondji Ngoy
Territorio
Coordinate 10°59′S 26°44′E / 10.983333°S 26.733333°E-10.983333; 26.733333 (Likasi)Coordinate: 10°59′S 26°44′E / 10.983333°S 26.733333°E-10.983333; 26.733333 (Likasi)
Superficie 235 km²
Abitanti 422 726 (stima 2005)
Densità 1 798,83 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Repubblica democratica del Congo
Likasi

Likasi (anticamente Jadotville) è una città della provincia di Katanga nella Repubblica democratica del Congo. Likasi si trova nel cuore della regione mineraria del Katanga, nelle vicinanze delle montagne del Mitumba e del Kundelungu. Chiamata « ville des lumières », la popolazione attuale supera i 420.000 abitanti.

Il suo motto è Aere laboreque, che si riferisce al rame ed al lavoro.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La città è piena di colline; da ciò l'appellativo Likasi ya Bilima, ovvero Likasi delle colline; con un'altitudine in media di 1265 m e di isoipsa a 1100 e 1400 m. Suo punto culminante, a Karajipopo nel comune di Panda, è a 1427 m. È a 120 km di strada e ad 132 km di ferrovia da Lubumbashi ed a 502 km da Kamina, centro di distribuzione della rete ferroviaria del Congo. Likasi è al centro del territorio del Kambove.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Situata sull'altopiano del Haut-Katanga, Likasi ha un clima tropicale dolce. La temperatura media è di 20 °C.

La stagione secca comincia nel mese di aprile e conosce il periodo più fresco intorno al mese di giugno. In novembre comincia la stagione delle piogge che termina nel mese di marzo od ad aprile.

Dicembre è il mese più piovoso e luglio il più secco. Le precipitazioni dipendono dai rilievi e dagli alisei umidi del nord-est ma sono principalmente dovuti ai venti di nord-ovest provenienti dalla conca centrale de fiume Congo durante la stagione delle piogge. La stagione secca dura circa cinque mesi, da luglio ad ottobre con un'assenza totale di piogge. Durante la stagione umida, le piogge violente sono di durata variabile, ed in media le precipitazioni sono di 176.2 mm , ed avvengono circa ogni giorno su due.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Likasi, termine che deriva da dikashi termine kiswahili che significa buoni odori, fu fondata con il nome di Jadotville, in onore dell'ingegnere Jean Jadot.

I "Mangiatori di rame"[modifica | modifica sorgente]

Likasi, situata a 78 km dall'antica capitale del re M'Siri, è un centro dell'estrazione del rame da secoli.

Gli antichi abitanti della regione, i Sanga e Kaonde, erano conosciuti come Mangiatori di rame.

Utilizzavano dei forni in argilla, dei mantici in pelle d'antilope per fondere la malachite frantumata, per estrarre il rame e forgiarla. I Sanga ed i Kaonde al motto di "Andiamo a mangiare il rame" all'inizio di ogni stagione secca, si spostavano in savane lontane dagli sguardi delle donne e dei bambini per colare il rame in lingotti o nell'antica moneta del Katanga, l'handa diffusa nel XII secolo.

Congo Belga[modifica | modifica sorgente]

L'attività di estrazione e lavorazione del rame continuò anche sotto il domino belga. Una fonderia elettrica avviò la sua produzione nel 1924, producento una lega cobaltifera e nel 1929, le officine di Shituru furono aperte con una capacità di 30.000 tonnellate di rame elettrolitico.

La città moderna, con il nome di Jadotville, fu fondata dall'amministrazione coloniale belga il 21 dicembre 1943 e fu eretta allo statuto amministrativo di città, dopo LéopoldVille (Kinshasa) ed Élisabethville (Lubumbashi). Venne rinominata Likasi nel 1966.

Vista di Jadotville verso il 1930.

Durante il periodo coloniale, molti de Kasai, Rhodesiani, Malawiti ed altri Ruandesi e Burundesi furono condotti nel Katanga, ed a Likasi, per lavorare nelle miniere.

L'assedio di Jadotville[modifica | modifica sorgente]

Nel 1961, nell'assedio di Jadotville, durante la crisi congolese, una compagnia irlandese dell'ONUC fu fatta prigioniera dall'armata del Katanga.

Likasi oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1992, la politica separatistica di un partito politico mono-etnico della provincia provocò la partenza massiccia di cittadini kasai con la complicità del potere centrale. Ciò avvenne per danneggiare l'opposizione politica, che aveva proprio come base i Kasai.

L'economia di Likasi verte ancor oggi sull'estrazione e la lavorazione del rame.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Nelle vicinanze di Likasi c'è il lago Tshangalele, sito turistico, lago artificiale di 410 km² sul Lufira vicino a Kapolowe a circa 25 km da Likasi sulla strada per Lubumbashi.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

La città possiede un museo mineralogico che possiede una ricca collezione di 600 campioni di pietre.

Persone legate a Likasi[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Comuni[modifica | modifica sorgente]

La città di Likasi è divisa in quattro comuni, suddivisi ulteriormente in quartieri:

  • Kikula con dieci quartieri: Kalipopo, Kanona, Kapemba, Kaponona, Kisunka, Kyubo, Mbadi, Musumba, Nkolomoni ed Okito
  • Likasi con nove quartieri: Centre-ville, Panda - Makomeno, Mission, Industriel, Kampumpi, Kitabataba, SNCC e Simba
  • Panda con cinque quartieri: Kamilopa, Kakontwe, Kiwele, Mpandamayi e Muchanga
  • Shituru con quattro quartieri: Buluo, Kilima, Kipulande e Nguya

Economia[modifica | modifica sorgente]

È un centro minerario ed un nodo di comunicazione importante ed è tra le città turistiche del Congo-Kinshasa.

Gli impianti di lavorazione del rame di Likasi lavorano a pieno rendimento. La Repubblica democratica del Congo estrae 500.000 tonnellate di rame ogni anno, e ciò fa del paese il quinto produttore mondiale.

La diga idroelettrica di Mwadingusha è posizionata sul Lufira a circa 75 km dalla città e fornisce l'elettricita all'insediamento.

La prigione di massima sicurezza di Buluo è situata a Likasi, ed all'epoca era la più importante del Congo e dell'Africa centrale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bruno Van Mol e Louis Marneffe, Mémorial de l'Athénée Royal de Jadotville, 1998.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]