Libro fuori catalogo

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Un libro fuori catalogo è un libro che l'editore ha deciso di ritirare dal commercio ordinario in libreria o, se l'edizione è esaurita, di non ristampare.

Il gran numero di libri editi ha fatto sì che la vita della maggior parte di essi, nei normali canali commerciali, sia estremamente breve. Solo pochi titoli di successo rimangono per alcuni mesi in libreria, mentre gli altri, dopo una prova di presenza, vengono ritirati. Il 30% dei volumi pubblicati restano invenduti e finiscono nel circuito delle librerie remainder o vengono inviati al macero; il 50% dei libri pubblicati vendono meno di 250 copie l'anno.[1]

Questo non toglie che alcuni testi, soprattutto di saggistica, vengano ricercati da qualche appassionato della materia o da qualche studioso. I numeri non sono tali, però, da giustificare riedizioni. Con la stampa digitale vi sono ora organizzazioni che provvedono alla stampa persino di copie singole.

Le opere fuori catalogo possono alimentare fenomeni di costume, circolando fra lettori e fruitori attraverso pratiche come il BookCrossing e del book swapping (scambio librario).

Scioglimento del contratto di edizione[modifica | modifica wikitesto]

La legge italiana tutela tutte le opere dell'ingegno - comprese le opere letterarie - per cui un editore può legalmente pubblicare l'opera altrui soltanto se lo scrittore - unico proprietario dei diritti sulla propria opera - lo autorizza espressamente. Ciò può avvenire attraverso la stipula del c.d. contratto di edizione, per mezzo del quale l'autore cede all'editore tutti o parte dei diritti sull'opera per un periodo concordato dalle parti. In virtù del diritto di pubblicazione che gli viene ceduto, l'editore può pubblicare e ripubblicare l'opera a sua discrezione per tutto il tempo di validità del contratto di edizione.
Come ogni contratto, esso può giungere senza problemi alla fine del termine pattuito oppure essere sciolto anche prima (il Codice Civile italiano prevede che il contratto si scioglie per mutuo consenso delle parti o per le altre cause ammesse dalla legge - si pensi alle cause di nullità o di annullamento, oppure ancora ai casi specifici di rescissione). Per fare un esempio: se la pubblicazione si rivela un flop, editore ed autore possono decidere di sciogliere il contratto anticipatamente (mutuo consenso delle parti), senza bisogno di attendere la naturale scadenza dello stesso.
Quindi, a meno che le parti non concordino di rinnovare o prolungare gli effetti del contratto di edizione, una volta che questo si sia risolto (per naturale decorrenza del termine o per gli altri motivi previsti dalla legge), i diritti dell'opera ritornano all'autore. Da quel momento l'editore non può più pubblicare quell'opera poiché non ha più alcun diritto su di essa. Dato che - per queste ragioni - l'editore non può più disporre di quell'opera, il libro esce fuori catalogo.

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Secondo la SIAE, in Italia la riproduzione di un'opera fuori catalogo può essere effettuata al 100 % dell'intero testo solo a determinate condizioni, purché esse si verifichino 'tutte' contemporaneamente:

  • l'opera da riprodurre è fuori catalogo[2]
  • l'opera è rara[2]
  • l'opera è conservata in una biblioteca pubblica[2]
  • la riproduzione avviene all'interno della biblioteca[2]

L'accordo Google Books[modifica | modifica wikitesto]

Google Books ha calcolato in 5 milioni i libri digitalizzati, ma di opere fuori commercio. Per effetto della transazione proposta, un terzo dei diritti andrebbe a Google mentre i 2/3 andrebbero in prevalenza agli autori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ebooks: quale futuro per la stampa?
  2. ^ a b c d Fotocopie nelle biblioteche sezione delle FAQ su "Fotocopie e Diritto d'Autore (Reprografia)" della Siae

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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