Libro d'ombra

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Libro d'ombra
Titolo originale 陰翳礼讃
Autore Jun'ichirō Tanizaki
1ª ed. originale 1933
Genere saggio
Lingua originale giapponese
Casa natale di Tanizaki Jun'ichiro

Libro d'ombra (陰翳礼讃) è un saggio dello scrittore giapponese Jun'ichirō Tanizaki (1886-1965), pubblicata nel 1933.

Tanizaki si sofferma sul fascino dell'ombra, esaltato dalla cultura tradizionale giapponese e messo in pericolo dal diffondersi dei modi della civiltà occidentale.

È la bellezza dei gabinetti tradizionali, distanti dall'abitazione ed immersi nell'ombra, così in contrasto con l'esigenza moderna di luminosità ed igiene; della carta giapponese, dell'inchiostro, dell'argenteria che, diversamente dall'Occidente, acquista valore estetico con la patina lasciata dal tempo.

«Ma il solo gabinetto giapponese è interamente concepito per il riposo dello spirito. Discosti dall'edificio principale, i gabinetti stanno accucciati sotto minuscoli cespi selvosi, da cui viene odore di verde di foglie, e di borraccina. È bello, là, accovacciarsi nel lucore che filtra dallo shoji, e fantasticare, e guardare il giardino...».
Casa giapponese

La casa giapponese tradizionale ha un delicato equilibrio di luci ed ombre; il tokonoma (una rientranza nella parete, nella quale si collocano un dipinto o dei fiori) serve appunto ad aggiungere una nicchia d’ombra alla stanza.

D’ombra è sostanziato anche il teatro no.

La breve opera di Tanizaki è una difesa pacata della civiltà orientale.

«V’è forse, in noi Orientali, un’inclinazione ad accettare i limiti, e le circostanze, della vita. Ci rassegniamo all’ombra, così com’è, e senza repulsione. La luce è fievole? Lasciamo che le tenebre c’inghiottano, e scopriamo loro una beltà. Al contrario, l’Occidentale crede nel progresso, e vuol mutare di stato. È passato dalla candela al petrolio, dal petrolio al gas, dal gas all’elettricità, inseguendo una chiarità che snidasse sin l’ultima particella d’ombra».

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jun'ichirō Tanizaki, Libro d'ombra, in Opere, Milano, Bompiani, 2002.