Cuore (romanzo)

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Cuore
Cuore - front matter.jpg
Copertina di una storica edizione
Autore Edmondo de Amicis
1ª ed. originale 1886
Genere Romanzo
Lingua originale italiano
Ambientazione Torino
Protagonisti Enrico Bottini

Cuore. Libro per ragazzi è un romanzo scritto da Edmondo de Amicis e pubblicato dai fratelli Treves nel 1886.

Fu un grande successo, tanto che de Amicis divenne lo scrittore più letto d'Italia. L'ambientazione è la Torino all'indomani dell'unità d'Italia e più precisamente tra il 1878 (anno d'incoronazione del Re Umberto I) ed il 1886 (anno della pubblicazione), e il testo ha il chiaro scopo di insegnare ai giovani cittadini del Regno le virtù civili, ossia l'amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio, l'eroismo, la carità, la pietà, l'obbedienza e la sopportazione delle disgrazie.

Indice

[modifica] Dedica dell'autore

« Questo libro è particolarmente dedicato ai ragazzi delle scuole elementari, i quali sono tra i 9 e i 13 anni, e si potrebbe intitolare: Storia d'un anno scolastico, scritta da un alunno di terza d'una scuola municipale d'Italia. - Dicendo scritta da un alunno di terza, non voglio dire che l'abbia scritta propriamente lui, tal qual è stampata. Egli notava man mano in un quaderno, come sapeva, quello che aveva visto, sentito, pensato, nella scuola e fuori; e suo padre, in fin d'anno, scrisse queste pagine su quelle note, studiandosi di non alterare il pensiero, e di conservare, quanto fosse possibile, le parole del figliuolo. Il quale poi, 4 anni dopo, essendo già nel Ginnasio, rilesse il manoscritto e v'aggiunse qualcosa di suo, valendosi della memoria ancor fresca delle persone e delle cose. Ora leggete questo libro, ragazzi: io spero che ne sarete contenti e che vi farà del bene. »
(Edmondo de Amicis)

[modifica] Personaggi principali

  • Enrico Bottini, io narrante della storia e protagonista, un personaggio senza nessuna "caratteristica" particolare, creato apposta così dall'autore per far risaltare gli altri personaggi.
  • I genitori di Enrico, che gli scrivono delle lettere.
  • Silvia, la sorella di Enrico.
  • Garrone, quasi quattordicenne, lo studente enorme di statura e buono d'animo, definito "anima nobile" dal maestro, in quanto si assume una colpa che non è sua.
  • il Muratorino (Tonino Rabucco), figlio di un muratore e famoso per il muso di lepre.
  • Derossi, il più bravo e più bello della classe, è un vero portento ma parte della sua gentilezza può derivare anche dal fatto che è lieto, non ha preoccupazioni finanziarie in quanto ricco.
  • Franti, il cattivo, alla fine espulso dalla scuola. Egli è considerato da De Amicis uno tra i personaggi migliori citati nel libro.
  • Stardi, piccolo e tozzo, inizialmente considerato duro di comprendonio supererà le sue difficoltà grazie all'enorme impegno nello studio, fino a diventare a fine anno uno dei migliori della classe.
  • Carlo Nobis, il figlio di papà superbo e arrogante.
  • Coretti, figlio di un veterano delle guerre d'indipendenza, ora rivenditore di legna.
  • Crossi, figlio di un'erbivendola, col braccio paralizzato. Suo padre è scappato in America.
  • il Ragazzo Calabrese (Coraci), immigrato da Reggio Calabria.
  • Nelli, il piccolo gobbo.
  • Precossi, il figlio di un fabbro ferraio dapprima alcolizzato e violento, che si disintossica quando scopre che il figlio ha vinto un premio scolastico.
  • Votini, il figlio di un ricco, superbo ma infine umano.
  • Garoffi, con il naso a becco di civetta, definito "sempre a trafficare" e continuamente impegnato in compravendite di vario tipo.
  • il Maestro Perboni; la sua è una figura triste, che il primo giorno dice ai ragazzi "Io non ho famiglia. La mia famiglia siete voi. Avevo ancora mia madre l'anno scorso: mi è morta. Son rimasto solo. Non ho più che voi al mondo, non ho più altro affetto, altro pensiero che voi. Voi dovete essere i miei figliuoli". L’alunno con cui lui va più d’accordo è Garrone, da lui definito un'"anima nobile", a cui l'accomuna anche la perdita della madre.
  • la Maestrina dalla Penna Rossa, così detta per la piuma che porta sul cappello.
  • la Maestra della Prima Superiore, è stata la maestra di Enrico nella prima superiore, muore verso la fine del libro.

[modifica] I racconti mensili

[modifica] Lista dei racconti

Un'illustrazione originale


[modifica] La piccola vedetta lombarda

Il racconto narra la storia di un ragazzo delle campagne del vogherese che incontra un drappello di soldati italiani. L'ufficiale in comando, temendo di incontrare austriaci lungo il cammino, chiede al ragazzo di salire su un frassino a far da vedetta. Il ragazzo effettivamente scopre un drappello di austriaci poco lontano ma, disgraziatamente, anche gli austriaci notano il ragazzo e iniziano a bersagliarlo con tiri di fucile. Nonostante l'ufficiale gli ordini di scendere, il ragazzo continua l'osservazione del nemico, finché un colpo di fucile non lo ferisce gravemente a un polmone. Il ragazzo cade e, dopo poco, spira tra le braccia dell'ufficiale. La storia si conclude con un grosso battaglione di bersaglieri che, sfilando in marcia accanto alla salma del ragazzo coperta da un tricolore, getta fiori e offre gli onori militari. Il racconto è ispirato alla figura di Giovanni Minoli

[modifica] Riscontri storici

Nel 2009, in una ricerca condotta da Fabrizio Bernini e Daniele Salerno, si ritiene di aver identificato il ragazzo protagonista del racconto di Edmondo de Amicis in Giovanni Minoli, un orfano di 12 anni che lavorava come contadino alle dipendenze di una famiglia residente a poche decine di metri dall'albero di cui si parla nel racconto (che invece di un frassino risulterà poi un pioppo). Secondo Bernini e Salerno, gli eventi risalgono al 20 maggio 1859 nelle campagne vogheresi, più precisamente nella frazione Campoferro, dove Minoli risulterà essere la prima vittima della famosa Battaglia di Montebello. Contrariamente a quanto riportato nel racconto, il ragazzo non morì subito, ma fu trasportato, ferito, all'ospedale di Voghera dove morì nel Dicembre dello stesso anno. I due studiosi si sono basati, nelle loro ricerche, di documentazione presente in archivi di comuni ed ospedali, oltre ad alcuni atti parlamentari.[1]

[modifica] Dagli Appennini alle Ande

Un'altra illustrazione originale

Dagli Appennini alle Ande narra la storia di Marco che, da Genova, si imbarca alla volta di Buenos Aires per raggiungere sua madre, emigrata in Argentina per lavoro. La madre, ammalata, rifiuta di farsi curare; nel frattempo Marco compie un viaggio lungo e apparentemente senza speranza sulle tracce dei vari spostamenti che la famiglia presso cui sua madre è a servizio ha effettuato da Buenos Aires verso l'interno, dapprima a Rosario, poi a Córdoba e infine a San Miguel de Tucumán, ai piedi delle Ande, da cui il titolo del racconto; dopo numerose peripezie (stanco, affamato, senza soldi) Marco ottiene un passaggio da una carovana che però lo lascia a metà strada; continua a piedi per giorni fino a raggiungere Tucumán e da lì finalmente il luogo dove vive la madre (chiamata la geneisa, la genovese, dagli abitanti del luogo).

Raggiunta finalmente sua madre, che nel frattempo è peggiorata, scopre la sua malattia, ma la donna, una volta ritrovato suo figlio, decide di sottoporsi all'operazione chirurgica che le salva la vita.

Dal racconto sono stati tratti diversi film e due trasposizioni animate di produzione giapponese.

[modifica] Il piccolo patriota padovano

Un'altra illustrazione originale

Il piccolo patriota padovano narra la storia di un ragazzo dalle origini umili e figlio di contadini padovani i quali, per risollevarsi dalla miseria, vendono il proprio figlio ad una compagnia di saltimbanchi che lo porterà in giro per l'Europa. Riuscito a sfuggire, il giovane si imbarca su un battello diretto a Genova. Qui conosce tre stranieri ai quali il ragazzo racconta la sua triste storia. Questi gli offrono delle monete, ma successivamente avanzano aspre critiche nei riguardi del popolo italiano, allorché il ragazzo le rifiuta sentendosi offeso nel proprio sentimento patriottico. Anche questa novella come la precedente ha avuto una trasposizione da parte della Nippon Animation che l'ha inserita nell'anime Cuore.

[modifica] Il piccolo scrivano fiorentino

Questo racconto narra di un ragazzino fiorentino, Giulio, che vive in una famiglia numerosa e povera. Il padre, per mantenerla, fa lo scrivano di giorno e il copiatore di notte. Giulio va a scuola e il padre tiene allo studio del figlio, poiché questi, dopo la scuola, avrebbe trovato un buon lavoro per aiutare la famiglia. Il padre si lamenta spesso del lavoro notturno che lo stanca troppo, per cui lavorava molto e guadagnava poco. Giulio ha l'idea di aiutare il padre e gliela riferisce, ma non viene accettata: il padre vuole che l'unica preoccupazione del figlio sia la scuola. Giulio così decide di aiutarlo di nascosto: quando il padre si sarebbe addormentato, si sarebbe messo a scrivere al posto suo. E così fa. Giulio si mette a scrivere tutte le notti e il padre guadagna sempre di più, ma a risentirne è il rendimento scolastico di Giulio che studia sempre più svogliatamente date le poche ore di sonno. Il padre, ignaro del vero motivo della sua svogliatezza, lo rimprovera, fino alla notte in cui si risveglia e vede il figlio che scrive. Gli va incontro e lo abbraccia chiedendogli perdono e mandandolo a dormire.

[modifica] Il tamburino sardo

Il tamburino sardo racconta la storia di un reggimento di soldati italiani che, messi alle strette dagli austriaci, si rifugiano in una casetta. Gli austriaci continuano ad avanzare ed il comandante ordina a un tamburino quattordicenne di calarsi dal retro dove i nemici non vedevano, e correre fino a un capannone all’orizzonte dove stavano i rinforzi per dare l’allarme. Il tamburino allora scende e inizia a correre per i campi. Dopo aver corso molto il tamburino cade e incespica, ma si rialza subito zoppicando e continua a correre. Purtroppo, poco dopo cade di nuovo e si siede per riposare. A quel punto i soldati nemici sono vicinissimi e sta per arrendersi quando arrivano finalmente i rinforzi che salvano gli italiani. La storia si conclude con l’arrivo del capitano in ospedale dove trova il tamburino che gli mostra la gamba che si è dovuta amputare a causa degli sforzi a cui l’ha sottoposta; il capitano, quindi, saluta militarmente il ragazzo dicendogli: «Io non sono che un capitano; tu sei un eroe».

[modifica] Commenti

« Hai messo la tenerezza dove non c'era che ragione pura, e la soavità della buona promessa dove non era che un ansito di lotta! »
« Non artista puro, ma scrittore moralista. »

[modifica] Opere ispirate

  • Il libro ebbe molte imitazioni, tra cui Piccoli eroi di Cordelia, ed una sorta di continuazione nel meno noto Testa del suo amico Paolo Mantegazza.
  • Umberto Eco, nel suo Diario minimo (1961), dà un'interpretazione ironica e dissacrante del romanzo di de Amicis, dal titolo "Elogio di Franti". Per Eco il protagonista Enrico rappresenta l'Italia mediocre e perbenista destinata a sfociare nel Fascismo, mentre il "malvagio" Franti, col suo riso sarcastico, rappresenta la sovversione dell'ordine sociale vigente.
  • Il romanzo è stato oggetto di parodia da parte di Giobbe Covatta, che nel 1993 pubblicò presso l'editrice Salani il libro Pancreas - Trapianto del libro Cuore. Altra parodia è invece quella dell'autore satirico Federico Maria Sardelli, dal titolo Il Libro Cuore (forse).
  • Una reinterpretazione di Gino & Michele (Luigi Vigliani e Michele Mozzati) con pagine di parodia alternate da citazioni letterali (ma con finale a sorpresa) è stata pubblicata da Savelli, nel 1978, con il titolo "Rosso un Cuore in petto c'è fiorito".
  • Una particolare realizzazione trasgressiva e grottesca del romanzo Cuore in chiave musicale è stata realizzata dal compositore Fabrizio De Rossi Re, a Roma per l'Estate Romana (I concerti nel parco) nel 2003 su libretto di Francesca Angeli e interpretata dall'attrice Paola Cortellesi. L'opera di teatro musicale edita da RAI TRADE si intitola Musica senza Cuore.
  • Nel 2008, i Club Dogo (gruppo rap di Milano) incidono una canzone intitolata " Libro senza Cuore " cantata in Feat. da Jake La Furia (componente dei Club Dogo) insieme ad Ensi (ex componente del gruppo rap One Mic) ed il rapper napoletano 'Nto (componente del gruppo rap napoletano Co Sang).

[modifica] Cinematografia

Si ricordano alcune riduzioni cinematografiche e per la tv:

[modifica] Note

  1. ^ «Cuore, dagli archivi il nome della Piccola vedetta lombarda». milano.repubblica.it, 13 05 2009.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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