Università degli Studi Internazionali di Roma
| Università degli Studi Internazionali di Roma | |
|---|---|
| Stato | |
| Città | Roma |
| Motto | In Corde Sapientiae |
| Fondazione | 1996 |
| Tipo | non statale |
| Facoltà | Interpretariato e traduzione Economia Scienze politiche |
| Rettore | Vincenzo Zeno-Zencovich |
| Studenti | 2 000 (15 maggio 2013) |
| Dipendenti | 500 |
| Sito web | www.unint.eu |
L’Università degli Studi Internazionali di Roma (o UNINT) è un istituto non statale di istruzione universitaria fondato a Roma nel 1996 dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”[1] con il nome di Libera Università degli Studi San Pio V. successivamente modificato nel 2010 in Libera Università degli Studi Per l’Innovazione e le Organizzazioni, o LUSPIO; la denominazione attuale è del marzo 2013[2] e la gestione dell’ateneo, dal 14 luglio 2011, è della Fondazione per la Ricerca sulla Migrazione e Integrazione delle Tecnologie (FORMIT)[2].
Attualmente la UNINT ha tre facoltà (Interpretariato e traduzione, Scienze politiche ed Economia), e tramite convenzioni con università e organizzazioni fuori dall’Italia gli studenti iscritti hanno la possibilità di compiere periodi di formazione all'estero.
Dal 2007 l’Università è membro dell’Unione delle Università del Mediterraneo (Unimed). Nel 2008 è stata sottoscritta una convenzione quadro con l’Università Smolny di San Pietroburgo e con l'Università canadese di Ottawa.
Nel 2006 la LUSPIO fu oggetto di inchiesta giornalistica da parte del settimanale televisivo Report in ragione della relativa facilità con cui, a detta degli autori del reportage, si poteva accedere al titolo di laurea anche tramite le convenzioni di università come la LUSPIO con ministeri ed enti pubblici, che permettono di avere un percorso universitario più breve e grazie alle quali si possono convalidare esami con minor controllo rispetto alle università pubbliche[3]
Note[modifica]
- ^ Statuto di autonomia (PDF). LUSPIO, 27 maggio 2010. URL consultato in data 22 ottobre 2012.
- ^ a b L’Istituzione. URL consultato in data 15 maggio 2013.
- ^ Report, inchiesta sulle «lauree facili», in «Corriere della Sera», 28 maggio 2006. URL consultato in data 22 ottobre 2012.