Liars (Liars)

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Liars
Artista Liars
Tipo album Studio
Pubblicazione 2007
Dischi 1
Tracce 11
Genere Musica sperimentale
Hard rock
Liars - cronologia
Album precedente
(2006)
Album successivo
(2010)
Moodswinger, Leather Prowler

Liars è l'album omonimo del gruppo statunitense Liars, pubblicato nel 2007.
In questo album, che rappresenta il primo lavoro ufficiale a portare come titolo il nome del gruppo, vi si applicano espressioni ancor più sperimentali miste a rock duro.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Parte subito bene con la prima traccia (di cui un video assolutamente originale). Il pezzo picchia con violenza lasciando spazio ad una linea vocale orecchiabile e di facile ricordo. Seconda traccia più morbida ma comunque convincente, suoni sempre accattivanti ed elettronici al punto giusto, miscelati ad un'eclettica base rock. La terza traccia è già completamente fuori dal comune, un'assurda composizione di suoni e rumori dissonanti tra loro che paradossalmente si incarnano ottimamente in una melodia psichedelica che disorienta ma diverte allo stesso tempo. Quarto pezzo che rappresenta un vero e proprio capolavoro, ottimo anello di congiunzione tra orecchiabilità, elettronica e rock sperimentale, soprattutto se si tiene in considerazione l'uscita dell'album in recente data e la caduta libera di un genere simile non proprio in voga. Ottima la voce e l'arrangiamento, forse il lavoro più completa dell'album. Segue un'altra creazione di buon livello, seppur sembra calcare le stesse sonorità ascoltate finora, una voce quasi sussurrata e resa incredibilmente sospesa da un riverbero esasperante. Sesta traccia, decisa e cantilenante tra ritmi incessanti di batteria, resa ancor più convincente dalla graffiante chitarra e dagli altri effetti che aleggiano durante tutto il pezzo. La settima canzone in lista ricorda personalmente qualcosa dei Bauhaus, nonostante la voce sia differente di anni luce, non mi stupirebbe di ascoltarla in una pubblicità di nuova generazione, dato il facile ascolto e l'immediato suono del ritornello. Si torna su suoni cadenzati in odo sapiente ascoltando la traccia seguente, suoni e rumori sospesi da riverberi esagerati che alla lunga possono risultare ripetitivi sebbene siano unici nel loro genere. Linea vocale non di impatto, almeno non quanto le canzoni precedenti, bello il testo seppur leggermente azzardato, interessante senza dubbi per gli amanti del genere. Nona traccia più movimentata, chitarre decise a calcare l'udito e batteria che torna a picchiare pesantemente, passaggi su scale cromatiche, fa battere il piede sicuramente in una marcatura rock. Si aggancia bene alla penultima traccia che si presenta bene, leggera, tornando su suoni leggermente petulanti e ridondanti.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Plaster Casts of Everything – 3:56
  2. Houseclouds – 3:21
  3. Leather Prowler – 4:25
  4. Sailing to Byzantium – 4:02
  5. What Would They Know – 3:11
  6. Cycle Time – 2:16
  7. Freak Out – 2:30
  8. Pure Unevil – 3:52
  9. Clear Island – 2:38
  10. The Dumb in the Rain – 4:21
  11. Protection – 4:30