Lia Levi

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Lia Levi (Pisa, 9 novembre 1931) è una scrittrice e giornalista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lia Levi nasce a Pisa da una famiglia piemontese di origine ebraica. Nel 1938 la famiglia si trasferisce a Roma, dove la scrittrice vive tuttora. Da bambina ha dovuto affrontare i problemi della guerra e della persecuzione razziale. Dopo l'8 settembre 1943 riuscì a salvarsi dalle deportazioni nascondendosi con le sue sorelle nel collegio romano delle Suore di San Giuseppe di Chambéry.[1]

Sceneggiatrice e giornalista, è autrice sia di romanzi per adulti che per ragazzi. Nel 1967 ha fondato e diretto Shalom, un mensile della comunità ebraica.

Nel 1994 pubblica Una bambina e basta, senza volersi indirizzare a un pubblico di ragazzi. Ha solo voglia di raccontare la sua storia, quella di una bambina ebrea che durante le persecuzioni razziali si trova improvvisamente ad affrontare problemi più grandi di lei e molto spesso ingigantiti e resi ancora più difficili dagli adulti. Non a caso nella prefazione del libro recita: «Non mi piacciono i grandi quando decidono di farti un discorso: si sentono evoluti e magnifici, ti guardano negli occhi, cercano il tono a mezza altezza… ora saprai tutto anche tu, ci penseranno loro a impacchettarti la notizia come una merendina». È uno dei primissimi racconti autobiografici ad affrontare il problema dell'impatto traumatico che le persecuzioni ebbero sui bambini ebrei in Italia, anche tra coloro che non furono deportati nei campi di sterminio, costretti a lasciare le loro case e a vivere nascosti nella paura, spesso separati dai propri genitori.[2]

Nel 2010 con il libro "La sposa gentile" (Edizioni e/o) ha vinto il Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo per la sezione narrativa.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Trilogia della memoria. Tre romanzi all'ombra delle leggi razziali (raccolti in un volume unico pubblicato nella collana Super delle Edizioni e/o nel 2008)
    • Una bambina e basta, e/o 1994
    • L'albergo della magnolia, e/o 2001
    • L'amore mio non può, e/o 2006
  • Quasi un'estate, e/o 1995
  • Se va via il re, e/o 1996
  • Tutti i giorni della tua vita, e/o 1997
  • Il mondo è cominciato da un pezzo, e/o 2005
  • Nessun giorno ritorna, Perrone 2007
  • La sposa gentile, e/o 2010
  • La notte dell'oblio, e/o 2012

Libri per bambini[modifica | modifica wikitesto]

  • Una valle piena di stelle, Mondadori 1997
  • Da quando sono tornata, Mondadori 1998
  • La gomma magica, Mondadori 2000
  • Maddalena resta a casa. 1938, Mondadori 2000, Piemme 2009
  • Cecilia va alla guerra, Mondadori 2000, Piemme 2007, Mursia 2009
  • Il sole cerca moglie, Mondadori 2001, Piemme 2009
  • Il segreto della casa sul cortile. Roma 1943-1944, Mondadori 2001
  • Che cos'è l'antisemitismo? Per favore rispondete, Mondadori 2001, Piemme 2006
  • Un garibaldino di nome Chiara. 1860, Mondadori 2002, Giunti 2008
  • La collana della Regina. Roma 1943, Mondadori 2002, Piemme 2008
  • La perfida Ester, Mondadori 2002
  • La lettera B. I sei mesi che hanno sconvolto la mia vita, Mondadori 2003
  • La Villa del Lago. La Repubblica di Salò 1943-1944, Mondadori 2003, Piemme 2011
  • La scala dorata. Parigi 1858, Mondadori 2004, Piemme 2010
  • Fontane e bugie, Mondadori 2005
  • La ragazza della foto, Piemme 2005
  • La portinaia Apollonia, Orecchio Acerbo 2005
  • Un cuore da Leone, Piemme 2006
  • Il pappagallo francese, Piemme 2006
  • Giovanna e i suoi re, Orecchio Acerbo 2006
  • L'amica di carta, Sinnos 2007
  • L'amico del mondo, Giunti 2007
  • Una famiglia formato extralarge, Piemme 2007
  • Il tesoro di Villa Mimosa, Piemme 2008
  • La banda della III C, Piemme 2009
  • Il ritorno della banda della III C, Piemme 2010
  • Siamo in guerra e nessuno ce lo dice, Mondadori 2010
  • Storie di un cortile buio buio, Il Castoro 2010
  • La nonna ricca, Mondadori 2011
  • Un dono color caffé, Piemme 2011
  • Lo strano presepe, Mondadori 2011
  • Io ci sarò, Piemme 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Maida, La Shoah dei bambini (Torino: Einaudi, 2013), p.155.
  2. ^ Anna Baldini (2012), "La memoria italiana della Shoah (1944-2009)", in Atlante della letteratura italiana, Torino, Einaudi, Vol.3, pag. 758-763.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]