Lewis Latimer

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Howard Lewis Latimer

Howard Lewis Latimer (Chelsea, 4 settembre 1848New York, 11 dicembre 1928) è stato un inventore e disegnatore statunitense di origine africana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Howard Lewis Latimer era il più giovane dei quattro figli di Rebecca (1826-1848) e George Latimer (4 luglio 1818[1] - c.1880). Suo padre, George Latimer, era stato schiavo di James B. Gray della Virginia. Egli era fuggito dalla schiavitù giungendo a Trenton, nell'ottobre 1842, insieme a sua moglie Rebecca che era stata schiava di un altro uomo. Quando Gray, il proprietario, giunse a Boston a riprenderli, in Virginia la questione divenne un caso stigmatizzato dal movimento per l'abolizione della schiavitù, che vide la partecipazione degli abolizionisti come William Lloyd Garrison. Alla fine vennero raccolti i fondi necessari per pagare $ 400 a Gray per la libertà di George Latimer.[1]

Lewis Latimer entrò nella US Navy il 16 settembre 1863 all'età di 15 anni. Dopo essersi congedato, con menzione d'onore, dalla Marina il 3 luglio 1865, trovò un'occupazione come fattorino in una società che concedeva brevetti, la Crosby Halstead & Gould, con uno stipendio di $ 3,00 a settimana. Col tempo imparò ad usare la squadra, il righello ed altri strumenti. Più tardi, dopo che il suo capo riconobbe il suo talento per il disegno, Latimer fu promosso alla mansione di capo disegnatore e guadagnava $ 20,00 alla settimana nel 1878.[1] Nel 1874, aveva co brevettato (con Charles W. Brown), un sistema di servizi igienici migliorato per i vagoni ferroviari chiamato gabinetto per carrozze ferroviarie (U.S. Patent 147.363).

Nel 1876, Alexander Graham Bell chiese a Latimer di realizzare i disegni necessari ad ottenere un brevetto per il suo telefono.[2]

Nel 1879 si trasferì a Bridgeport con suo fratello William, sua madre Rebecca e sua moglie. Lewis venne assunto come assistente del direttore e disegnatore all'American Electric Lighting Company, una società di proprietà di Hiram Maxim, inventore rivale di Thomas Edison. Latimer ricevette un brevetto, nel gennaio del 1881, per il "processo di fabbricazione del carbonio", un metodo migliore per la produzione di filamenti di carbonio per le lampadine. La Edison Electric Light Company di New York City assunse Latimer nel 1884, come disegnatore ed esperto in materia di brevetti sulla luce elettrica.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Latimer si sposò con Mary Wilson, il 10 dicembre 1873 e in seguito ebbe due figlie, Emma Jeanette (nata il 12 giugno 1883) e Louise Rebecca (nata il 19 aprile 1890). Sua moglie Maria era nata nel Rhode Island.

Latimer venne inserito nella National Inventors Hall of Fame per il suo lavoro sul miglioramento delle tecniche di produzione dei filamenti di carbonio per la fabbricazione delle lampadine.[3]

Latimer fu uno dei membri fondatori della New York Unitarian Church di Flushing. La Casa di Latimer venne spostata in un piccolo parco a Flushing e trasformata in un museo in onore dell'inventore.[4]

Un gruppo di appartamenti a Flushing è stato chiamato "Latimer Gardens"[5].

La scuola sita al 56 di Clinton Hill, Brooklyn, prende il nome da Lewis H. Latimer.

Brevetti[modifica | modifica sorgente]

Patents[modifica | modifica sorgente]

  • (US patent - 147363) "Water closets for railway cars," February 10, 1874
  • (US patent - 247097) "Electric lamp," (with Nichols, Joseph V.), September 13, 1881
  • (US patent - 252386) "Process of Manufacturing Carbons," January 17, 1882,
  • (US patent - 255212) "Globe supporter for electric lamps," (with Tregoning, John), March 21, 1882
  • (US patent - 334078) "Apparatus for cooling and disinfecting," January 12, 1886
  • (US patent - 557076) "Locking rack for hats, coats, and umbrellas," March 24, 1896
  • (US patent - 968787) "Lamp fixture,"(with Brown, Charles W),August 30, 1910

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Fouché, Rayvon, "Black Inventors in the Age of Segregation: Granville T. Woods, Lewis H. Latimer, and Shelby J. Davidson." The Johns Hopkins University Press, Baltimore & London, 2003, ISBN 0-8018-7319-3
  2. ^ John Henrik Clarke, Blacks in Science: Ancient and Modern, a cura di Ivan Van Sertima, Piscataway, NJ, Transaction, 1983, pp. 230–233, ISBN 978-0-87855-941-1.
  3. ^ List of 2006 NIHF inductees http://www.invent.org/2006Induction/historical2006.asp
  4. ^ Historic House Trust NYC http://www.historichousetrust.org/item.php?i_id=39
  5. ^ Latimer Gardens Apartments http://www.nyc.gov/html/nycha/html/developments/queenslatimer.shtml

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 74916019 LCCN: n89128961