Lev Jašin

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Lev Jašin
Lev Yashin.jpg
Jašin nel 1965
Dati biografici
Nome Lev Ivanovič Jašin
Nazionalità URSS URSS
Altezza 189 cm
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Portiere
Ritirato 1971
Carriera
Squadre di club1
1949-1971 Dinamo Mosca Dinamo Mosca 326 (-240)
Nazionale
1954-1967 URSS URSS 78 (-76)[1][2]
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Melbourne 1956
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Francia 1960
Argento Spagna 1964
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Hockey su ghiaccio Ice hockey pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Portiere
Ritirato 1953
Carriera
Periodo Squadra PG G A Pt
Squadre di club0
1951-1953 Dinamo Mosca Dinamo Mosca  ? 0 0 0
Palmarès
Campionato sovietico 1
Per maggiori dettagli vedi qui
0 Dati relativi al campionato e ai playoff.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Lev Ivanovič Jašin (in russo: Лев Ива́нович Я́шин?, traslitterazione anglosassone Lev Ivanovich Yashin; Mosca, 22 ottobre 1929Mosca, 20 marzo 1990) è stato un calciatore e hockeista su ghiaccio sovietico, di ruolo portiere.

Ottimo tecnicamente,[3] è ritenuto da molti il miglior portiere di tutti i tempi nella storia del calcio[4]; è stato l'unico a vincere il Pallone d'oro nel suo ruolo. Si stima che abbia parato oltre 150 rigori durante tutta la sua carriera.[5][6]

Nella classifica della International Federation of Football History and Statistics è stato votato come miglior portiere del XX secolo.[7] Inoltre occupa l'11ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer.[8]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Nato in una famiglia di operai dell'industria pesante, iniziò a lavorare durante la seconda guerra mondiale a 12 anni per rimpiazzare i colleghi più anziani impegnati al fronte. Le sue qualità di portiere si evidenziarono subito, vista la prontezza di riflessi con cui il giovane Lev riusciva ad afferrare al volo bulloni e altri oggetti che i suoi compagni di fabbrica gli tiravano per gioco.

Entrato prima dei vent'anni nella squadra del Ministero per gli Affari Interni, la Dinamo Mosca, fu inizialmente destinato alla squadra di hockey su ghiaccio, visto che il portiere titolare e inamovibile di quella di calcio era Aleksej Chomič detto la Tigre. Come portiere della squadra di hockey, Jašin vinse il campionato sovietico del 1953.

La svolta arrivò nel 1954, quando Chomič ebbe un infortunio e al venticinquenne Jašin fu offerta l'opportunità di giocare titolare nella squadra di calcio. Da quel momento non abbandonò più i pali della Dinamo, con la quale avrebbe vinto cinque titoli di campione nazionale sovietico (1954, 1955, 1957, 1959, 1963) e tre Coppe dell'URSS (1953, 1967, 1970); nella squadra moscovita giocò fino al 1970, anno di fine attività. Contemporaneamente all'affermazione in prima squadra, arrivò anche la convocazione in Nazionale; dal 1954 al 1967, partecipando ad una Olimpiade, a due Europei e a quattro Mondiali.

Nel 1956 fu convocato per il torneo di calcio delle Olimpiadi estive di Melbourne. Subendo solo due reti in tutto il torneo, trascinò l'Unione Sovietica alla vittoria del titolo olimpico, che avvenne battendo in finale la Jugoslavia per 1-0. In questo periodo nacque il soprannome di Ragno Nero: Jašin infatti giocava con una tenuta completamente nera, e i suoi eccezionali riflessi (a dispetto della sua altezza, 189 cm) davano l'impressione che egli avesse ben più di due braccia per parare.

Nel 1958 arrivò ai quarti di finale nei Mondiali svedesi, uscendo proprio contro i padroni di casa. Nel 1960 Jašin vinse la prima edizione degli Europei di calcio, subendo anche in questo caso solo due reti (complice anche il ritiro della squadra spagnola nei quarti). L'URSS si scontrò rispettivamente contro l'Ungheria agli ottavi, la Cecoslovacchia in semifinale e la Jugoslavia in finale, sconfitta per 2-1 al Parco dei Principi di Parigi.

Jašin a Cagliari, accanto a Giuseppe Tomasini, nel gennaio del 1969, in occasione di un'amichevole all'Amsicora tra il club sardo e la Dinamo Mosca.

Nel campionato mondiale di calcio 1962, svoltosi in Cile, l'URSS fu nuovamente eliminata ai quarti di finale dai padroni di casa. In questa partita Jašin subì pesanti falli da parte dei cileni (che si erano già contraddistinti nel torneo per la loro aggressività fisica) arrivando anche a subire un violento colpo ad un occhio che gli fu bendato dai medici, ma nonostante la menomazione rimase in campo. Al termine di questi Mondiali Jašin, ormai trentatreenne, annunciò il ritiro, salvo poi ripensarci[9].

Nel 1963, l'anno del Pallone d'oro, Jašin torna prepotentemente alla ribalta, distinguendosi sia in campo nazionale, dove in 27 partite subisce solo 6 reti, sia in campo internazionale.[9] Jasin si fece notare soprattutto per i suoi salvataggi negli ottavi di finale degli Europei giocati contro l'Italia (gli ottavi venivano considerati come fase delle qualificazioni); l'andata, a Mosca, terminò 2-0 per i sovietici mentre nella partita di ritorno, svoltasi a Roma e che terminò 1-1, Jašin contribuì all'eliminazione degli Azzurri parando un rigore a Sandro Mazzola.[9][10]

Sempre nel 1963 si svolse un'amichevole, per celebrare il centenario della Football Association, tra Inghilterra e Resto del Mondo, terminata 2-1 per gli inglesi. Jašin giocò solo il primo tempo, ma questo bastò per strabiliare i 100.000 del Wembley Stadium con le sue parate; respinse tutti i tiri degli inglesi e lasciò così inviolata la sua porta.[11][12]

Due anni dopo, in Spagna, si svolsero le fasi finali del campionato europeo di calcio 1964. Jašin trascinò nuovamente i sovietici in finale, dove però li attendevano le furie rosse padrone di casa che, complice la cornice favorevole del Santiago Bernabeu, vinsero per 2-1. Nel 1966 partecipò al suo ultimo Mondiale da titolare, portando la compagine sovietica alla conquista del quarto posto, tuttora il miglior piazzamento assoluto della selezione sovietica. Nel Campionato mondiale di calcio 1970, a quarant'anni, fu nuovamente convocato in nazionale anche se solo come portiere di riserva[13].

Per i meriti sportivi acquisiti nel corso della sua carriera e per il lustro dato all'URSS, Jašin fu insignito nel 1967 dell'Ordine di Lenin, la massima onorificenza sovietica in tempo di pace, la seconda in assoluto per importanza. Il suo ritiro dall'attività agonistica avvenne a 41 anni. Il 27 maggio 1971, a Mosca, in uno stadio Lenin tutto esaurito (103.000 spettatori con oltre 700.000 richieste di biglietti[14]), si celebrò la partita d'addio. Tra i protagonisti in campo a rendere omaggio alla carriera di Jašin vi furono anche Franz Beckenbauer, Bobby Charlton, Giacinto Facchetti e persino Pelé, che lo definì «un grande portiere ed un uomo dalla grandissima generosità». Il suo amico Eusébio, anch'esso presente, invece lo ricordò in seguito come «il più grande portiere del mondo della storia» e si dichiarò contento della sua amicizia nonostante la rivalità sul campo.[9]

Nell'arco di tutta la sua carriera, Jasin collezionò 326 presenze con la Dinamo Mosca, 74 con la Nazionale sovietica,[1] lasciò inviolata la sua porta in 207 occasioni[15] e neutralizzò 86 calci di rigore.[16] Jasin fu inoltre considerato un innovatore del ruolo del portiere, fu infatti tra i primi a comandare la difesa dalla propria area. Inoltre i suoi straordinari riflessi combinati ad un'ottima elasticità e alla sua notevole altezza davano sempre l'impressione che riuscisse a coprire ogni angolo della porta.[17]

Dopo il ritiro, Jašin allenò squadre minori e anche alcune giovanili in Finlandia. Nel 1985, a seguito di una grave forma di tromboflebite, subì l'amputazione di una gamba[18]. Nel 1988, dando prova di grande carattere nonostante la menomazione, accettò di accompagnare la selezione sovietica di calcio alle Olimpiadi di Seul[14], dove l'URSS vinse, per la seconda e ultima volta, la medaglia d'oro nel torneo di calcio. Poco dopo gli venne diagnosticato un cancro allo stomaco e a poco servì un intervento chirurgico cui si sottopose nel tentativo di salvarsi: morì nel 1990, a soli 60 anni.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Moneta da due rubli celebrativa del numero uno sovietico

Nel 1960, nel 1963 e nel 1966 viene eletto miglior portiere del campionato sovietico dalla rivista Ogonyok. Nel 1963 riceve il Pallone d'Oro, unico portiere nella storia a riceverlo, assegnato al miglior calciatore europeo dell'anno; in precedenza sfiorò per altre tre volte il titolo piazzandosi tra i migliori cinque (1956, 1960, 1961) e si posizionò per nove volte primo dei portieri.[19]

Nel 1967 riceve l'Ordine di Lenin[15], la massima onorificenza nazionale sovietica. Nel 1986 riceve l'Ordine olimpico[15] assegnatogli direttamente dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Nel 1988 la FIFA gli assegnò l'Ordine al Merito[15], la sua più alta riconoscenza.

Nel 1989, poco prima di morire, riceve la medaglia di Eroe del lavoro socialista, il corrispettivo civile di Eroe dell'Unione Sovietica in campo militare.[20] Nel 1994, in suo onore, la FIFA istituì il Premio Yashin da destinarsi al miglior portiere della fase finale dei mondiali di calcio.

Nel 2000 viene eletto dalla FIFA e anche dall'IFFHS miglior portiere del XX secolo precedendo Gordon Banks e Dino Zoff.[21] Nel 2005, per celebrare il proprio 50º anniversario, l'UEFA invitò ogni federazione nazionale ad essa affiliata di indicare il proprio miglior giocatore dell'ultimo mezzo secolo. La scelta della Federcalcio russa ricadde su Jašin, designato quindi Golden Player dall'UEFA.

Jašin è stato inoltre selezionato o eletto in varie occasioni come componente di molte squadre All-Star di tutti i tempi come il FIFA World Cup All-Time Team (1994), il FIFA World Team of the 20th Century (1998) ed il FIFA World Cup Dream Team (2002).[22]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

FK Dinamo Mosca: 1954, 1955, 1957, 1959, 1963
FK Dinamo Mosca: 1953, 1967, 1970
Dinamo Mosca Dinamo Mosca: 1952-53

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

URSS: 1956
URSS: 1960

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1963

Azioni ed attività extracalcistiche[modifica | modifica sorgente]

  • Jašin divenne inoltre celebre sia per il suo gesto scaramantico di portare in campo due cappelli, uno da mettere e un altro da tenere dentro la porta,[23] sia per la leggenda che ad ogni rigore parato riuscisse a raccogliere un quadrifoglio nei pressi della sua porta.[24]
  • Per buona parte della sua carriera ha percepito uno stipendio mensile equivalente a quello di un sergente del KGB o di un insegnante di educazione fisica, fino ad arrivare, all'apice della carriera, a circa 200 rubli al mese[25]; questo perché gli atleti della Dinamo Mosca (squadra del Ministero dell'Interno) venivano finanziati e retribuiti dallo Stato in quanto suoi dipendenti.[26]
  • Gli è stato dedicato un asteroide, il 3442 Yashin[27].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Eroe del Lavoro Socialista - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro Socialista
Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Roberto Mamrud e Matthias Arnhold, Appearances for Soviet Union/CIS National Team, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  2. ^ Lev Yashin | National Football Teams
  3. ^ Lev Ivanovič Jašin in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  4. ^ (EN) Lev Ivanovich Yashin, Encyclopædia Britannica Online. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  5. ^ Lev Ivanovich Yashin (Soviet athlete) - Encyclopedia Britannica
  6. ^ Russian National Football / Soccer Team - RussiaTeam.com : Russian Legends. Lev Yashin
  7. ^ (EN) Karel Stokkermans, IFFHS' Century Elections, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation, 30 gennaio 2000. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  8. ^ (EN) World Soccer 100 Players of the Century, EnglandFootballOnline.com. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  9. ^ a b c d Eduard Nisenboim, Campione in campo e nella vita, uefa.com. URL consultato il 21 settembre 2009.
  10. ^ Italia-URSS: 1-1, 10/11/1963, italia1910.com.
  11. ^ Tancredi Palmeri, Francia '60, l'Europeo di Yashin in Gazzetta.it. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  12. ^ (EN) Marcelo Leme de Arruda, FIFA XI Matches, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  13. ^ (EN) 1970 FIFA World Cup Mexico, Fifa.com. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  14. ^ a b Giovanni Battista Olivero e Filippo Grimaldi, Jascin, idolo e leggenda in La Gazzetta dello Sport, 19 dicembre 2002.
  15. ^ a b c d (RU) 22 ОКТЯБРЯ – 80 ЛЕТ СО ДНЯ РОЖДЕНИЯ ВЕЛИКОГО ЛЬВА ИВАНОВИЧА..., fcdynamo.ru. URL consultato il 30 novembre 2009.
  16. ^ (EN) Lev YASHIN, goldenfoot.com. URL consultato il 9 dicembre 2009.
  17. ^ (EN) Lev YASHIN, russiateam.com. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  18. ^ (EN) Lev Yashin - The number one of number one, onthisdayinsport.com. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  19. ^ Rob Moore e Karel Stokkermans, Keeper of the Year, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  20. ^ (EN) Lev Yashin Biography, biographybase.com. URL consultato il 20 settembre 2009.
  21. ^ The World's best Goalkeeper of the Century by IFFHS, iffhs.de. URL consultato il 20 settembre 2009.
  22. ^ Marcelo Leme de Arruda, World All-Time Teams, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  23. ^ Yashin, Lev, it.encarta.msn.com. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  24. ^ Lev Yashin, il "ragno nero", sapere.it. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  25. ^ (FR) Newsletter officielle de l'Euro 2008 #01, p.38-41, uefa.com. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  26. ^ Russia, La cultura dello sport, sapere.it. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  27. ^ Lutz D. Schmadel, Dictionary of minor planet names, Springer, 2003, p. 288. ISBN 3-540-00238-3

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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