Letture contestazioni e dibattimentali

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Le letture dibattimentali sono un istituto processuale del ramo penale tra le parti processuali previsto e disciplinato dagli art. 500 e ss. e 511 e ss. del c.p.p.. Tra i requisiti vi è la diversità del dichiarato ovvero assenza del dichiarante.

Letture[modifica | modifica sorgente]

In procedura penale il termine "letture" assume almeno due diversi significati. Esso può, infatti, richiamare, da un lato, l'istituto disciplinato dall'art. 500 c.p.p., e,dall'altro, quello previsto dall'art. 511 e ss. c.p.p.

Letture contestazioni[modifica | modifica sorgente]

L'art. 500 c.p.p. è la norma centrale dell'istituto e dopo alterne vicende altamente conflittuali tra Corte costituzionale e Legislatore (l'attuale versione della norma è il portato della L. 1º marzo 2001, n. 63) è ora pienamente coerente col sistema processuale.

Essa norma consente di contestare la deposizione, mediante lettura delle dichiarazioni precedentemente rese, del testimone che riferisce in dibattimento in maniera difforme da quanto detto in fase d'indagine al P.M. od alla P.G.

Lo scopo della contestazione, lungi dal far entrare nel fascicolo del dibattimento il "contestato", serve soltanto ad evidenziare la discrasia del contenuto della deposizione dibattimentale con quella resa in fase d'indagine; ciò al solo scopo di consentire al Giudice di valutare la credibilità (ovvero la mancanza di essa) del testimone dichiarante.

Letture dibattimentali[modifica | modifica sorgente]

Le letture dibattimentali, disciplinate all'interno del C.p.p. agli articolo 511 e seguenti, consistono nella acquisizione (propiamente mediante lettura) degli atti che sono contenuti nel fascicolo per il dibattimento, che di per sé, fino al momento in cui non vengono letti, non sono utilizzabili ai fini della decisione.

L'impossibilità sopravvenuta[modifica | modifica sorgente]

L'art. 512 c.p.p. in particolare consente la lettura delle precedenti dichiarazioni laddove ne sia divenuta impossibile la ripetizione in dibattimento per un motivo che non era prevedibile nel momento in cui, durante le indagini preliminari, il soggetto veniva assunto a sommarie informazioni. Laddove, invece, l'irripetibilità fosse stata prevedibile, e non fosse stato negligentemente adoperato lo strumento dell'incidente probatorio, nessuna lettura sarà possibile ex art. 512 c.p.p.

Analoga ipotesi è quella prevista dall'art. 512bis c.p.p. Ipotesi tuttavia qualificata per essere diretta ai residenti all'estero.

In tal caso, tuttavia, va esperità la rogatoria internazionale, quale premessa. Nel caso essa non produca risultato, il Giudice tenuto conto degli elementi di prova acquisiti e dell'impossibilità dell'esame dibattimentale dispone la lettura.

Imputato e coimputato: diverse letture[modifica | modifica sorgente]

Il regime delle letture, definitivamente codificato a seguito di note vicende tra Corte costituzionale (su tutte C.Cost. sent. 361 del 1988) e Legislatore (l'attuale testo normativo è la "somma" di L. 1º marzo 2001, n. 63 e L. 7 agosto 1997, n. 267), è ora nel senso che il precedente dichiarato dell'imputato vale nel suo processo anche nell'ipotesi in cui questi non ritorni in dibattimento a ripeterlo.

Viceversa, nel rispetto del contraddittorio, il dichiarato reso dal coimputato e non ripetuto innanzi al soggetto sub iudice è inutilizzabile verso questi salvo che con il suo consenso.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Danilo Iacobacci, Dichiarazioni del coimputato e impossibilità di ripetizione, in Giust.pen., 2007, I, 99 e ss.
  • Danilo Iacobacci, Un ragionevole dubbio sulle dichiarazioni rese da persona residente all’estero, in Giust.pen., 2007, III, 476 e ss.
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