Let's Spend the Night Together

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Let's Spend the Night Together
Artista The Rolling Stones
Tipo album Singolo
Pubblicazione 13 gennaio 1967
Durata 3 min : 36 s
Album di provenienza Between the Buttons
Genere Pop rock
Etichetta Decca/ABKCO
Produttore Andrew Loog Oldham
Formati Disco in vinile
The Rolling Stones - cronologia
Singolo successivo

Let's Spend the Night Together è una canzone scritta da Mick Jagger e da Keith Richards, pubblicata inizialmente come singolo dai Rolling Stones nel 1967. È anche apparsa come brano di apertura nella versione americana del loro album Between the Buttons.
È stata oggetto di varie cover, la più famosa delle quali è quella del 1973 di David Bowie[1].

Versione originale[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicata nel Regno Unito come singolo nel gennaio 1967, Let's Spend the Night Together ha raggiunto la terza posizione nelle classifiche inglesi. La canzone è stata inclusa nella versione statunitense dell'album degli Stones Between the Buttons, ed è stata pubblicata anche lì come singolo. Tuttavia, a causa dell'allora natura controversa della canzone (con la sua allusione al sesso occasionale) molte stazioni radio scelsero di mandare in onda l'altro lato del singolo, Ruby Tuesday[1]. Le due canzoni sono state inserite separatamente nella classifica statunitense Billboard Hot 100: Let's Spend the Night Together ha raggiunto il 55º posto, mentre Ruby Tuesday, un singolo di successo, è giunto in vetta alla classifica. Ambedue le canzoni hanno visto la presenza al piano di Jack Nitzsche.

In Germania il singolo arriva in prima posizione per cinque settimane, in Norvegia in seconda ed in Austria in terza.

Uno degli esempi più conosciuti di censura musicale avvenne nel corso del The Ed Sullivan Show, durante il quale alla band fu inizialmente rifiutato il permesso di eseguire il pezzo. Lo stesso Sullivan disse a Jagger: "Se la cantate vi mando via"[2]. Alla fine venne raggiunto un compromesso nel sostituire le parole Let's Spend the Night Together (passiamo la notte insieme) con Let's spend some time together (passiamo un po' di tempo insieme); Jagger acconsentì a modificare il testo della canzone, ma mentre la cantava ammiccava ostentatamente alla telecamera.

Nel mese di aprile 2006, per la loro prima esecuzione assoluta in Cina, le autorità vietarono al gruppo di eseguire la canzone a causa del suo "testo suggestivo"[3].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre uscite[modifica | modifica wikitesto]

Let's Spend the Night Together è stato pubblicato nei seguenti album:

Una versione live è apparsa sull'album Still Life (American Concert 1981) del 1982.

Cover di David Bowie[modifica | modifica wikitesto]

Let's Spend the Night Together
Artista David Bowie
Tipo album Singolo
Pubblicazione luglio 1973
Durata 3 min : 03 s
Album di provenienza Aladdin Sane
Genere Rock
Glam rock
Etichetta RCA
Produttore David Bowie, Ken Scott
Arrangiamenti David Bowie, Mick Ronson
Registrazione Trident Studios, Londra
Formati 7"
Note Lato B: Lady Grinning Soul
David Bowie - cronologia
Singolo precedente
(1973)
Singolo successivo
(1973)

David Bowie registrò una versione di Let's Spend the Night Together nel dicembre del 1972, durante le sessioni di Aladdin Sane.[4] La cover venne poi inserita nell'album e negli Stati Uniti fu pubblicata su 45 giri nel giugno del 1973, con Lady Grinning Soul come lato B. Il singolo uscì anche in Italia (con Watch That Man come lato B), Francia, Olanda (dove raggiunse il 21o posto in classifica),[5] Brasile, Giappone (con Drive-In Saturday come lato B) e Nuova Zelanda.[6] Nell'aprile 1974 uscì anche in Svezia.[7]

Se i giornalisti Roy Carr e Charles Shaar Murray, autori di Bowie: An Illustrated Record, considerano la performance come «l'impresa senza precedenti di battere gli Stones su una delle loro canzoni»,[8] Nicholas Pegg la considera «più veloce e più eccitante di quella originale», con il pianoforte di Mike Garson che aggiunge profondità alla chitarra di Mick Ronson e gli effetti di sintetizzatore (usato per la prima volta da Bowie proprio per questa cover)[9] a darle una "futuristica lucentezza".[4] Tuttavia sono stati dati anche giudizi negativi della cover, come quello del critico Stephen Thomas Erlewine di Allmusic che parla di "incompetenza" in riferimento agli arrangiamenti e alla performance di Bowie.[10]

All'epoca della sua uscita, la studiata ambiguità sessuale del cantante inglese era ancora malintesa da molti e alcuni recensori portarono i loro commenti su questo piano.[4] Ben Gerson di Rolling Stone, il 19 luglio 1973 parlava di «uno dei richiami più ostentatamente eterosessuali del rock trasformato in inno bisessuale», e di «un mezzo per raggiungere un revisionismo finale». Gerson lamentava inoltre un'interpretazione «troppo caricata, affettatamente mascolina, fragile e insoddisfacente».[11] Probabilmente però la versione di David Bowie va considerata non come un peana in onore ai Rolling Stones ma come un'estensione di Ziggy Stardust, un adattamento glam che con il testo aggiunto alla fine del brano suggerisce l'unione fisica di due ragazzi come un atto di sfida nei confronti dei loro genitori, aggiungendo un taglio più duro alla "politica sessuale" che gli Stones sostenevano negli anni sessanta.[10]

Il brano fu aggiunto al repertorio dal vivo di Bowie con gli Spiders from Mars il 23 dicembre 1972 durante lo Ziggy Stardust Tour, al Rainbow Theatre di Londra (il New Musical Express definì la performance «più innocente rispetto alla sessualità sinistra della versione di Mick Jagger»)[12] e rimase in scaletta per tutto l'Aladdin Sane Tour del 1973.[13]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Let's Spend the Night Together (Jagger/Richards) - 3:03
  2. Lady Grinning Soul (David Bowie) - 3:46

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Il brano recensito su Allmusic. URL consultato il 25 dicembre 2009.
  2. ^ Sandford, op. cit., p. 97
  3. ^ (EN) Stones tracks censored in China in BBC News, bbc.co.uk, 7 aprile 2006. URL consultato il 25 dicembre 2009.
  4. ^ a b c Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 119, ISBN 88-7966-270-8.
  5. ^ Cover di David Bowie (classifica olandese), www.top40.nl. URL consultato il 12 febbraio 2014.
  6. ^ Cover di David Bowie (45 giri), www.bowie-singles.com. URL consultato il 12 febbraio 2014.
  7. ^ Cover di David Bowie (45 giri), www.algonet.se. URL consultato il 12 febbraio 2014.
  8. ^ Roy Carr, Charles Shaar Murray, Bowie; An Illustrated Record, Avon, 1981, p. 55, ISBN 978-0-380-77966-6.
  9. ^ Cover di David Bowie, www.5years.com. URL consultato il 12 febbraio 2014.
  10. ^ a b James E. Perone, The Words and Music of David Bowie, Praeger Publishers, 2007, p. 36, ISBN 978-0-275-99245-3.
  11. ^ Rolling Stone, 19 luglio 1973, www.rollingstone.com. URL consultato il 12 febbraio 2014.
  12. ^ New Musical Express, 28 dicembre 1972, exploringdavidbowie.com. URL consultato il 12 febbraio 2014.
  13. ^ Cover di David Bowie, bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 12 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock