Let's Dance (album David Bowie)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Let's Dance
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1983
Durata 39 min : 41 s
Dischi 1
Tracce 8
Genere[1] Soul bianco
Dance rock
Art rock
Rock sperimentale
New wave
Pop rock
Etichetta EMI America Records (1983)
Virgin Records (1995)
EMI (1999)
Produttore David Bowie, Nile Rodgers
Registrazione Power Station, New York
David Bowie - cronologia
Album successivo
(1984)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic[1] 3/5 stelle

Let's Dance è un album del cantautore britannico David Bowie pubblicato nel 1983.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un album coprodotto, con Nile Rodgers degli Chic, negli anni successivi alla disco music, anni caratterizzati da sonorità più elettroniche.
La canzone Let's Dance, la traccia del titolo, è divenuta un motivo di successo, e nell'album spiccano tra le altre le tracce Modern Love e China Girl, che destò sensazione per i suoi video promozionali piuttosto spinti.
China Girl era in realtà la nuova versione di una canzone che Bowie aveva scritto insieme ad Iggy Pop per il suo album The Idiot.
Let's Dance va anche ricordata come un significativo punto di partenza della carriera di Stevie Ray Vaughan, virtuoso chitarrista blues texano, che ha collaborato alla realizzazione dell'album.
Un'edizione a diffusione limitata venne anche pubblicata in versione Picture Disc, che riportava da un lato dell'album la foto di copertina con l'elenco delle tracce, e dall'altro ricordava il Serious Moonlight Tour '83, accompagnato da una foto del concerto.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il grande successo dell'album sorprese Bowie. Nel 1997, egli disse: «All'epoca, Let's Dance non era mainstream. Era virtualmente una nuova specie di ibrido, usando chitarre blues-rock in contrasto al formato dance. Non c'era niente che suonasse veramente simile ai tempi. Quindi sembrò commerciale solo in apparenza perché vendette così tante copie. Fu grande in questo senso, ma mi mise nella condizione di mandare a farsi "fottere" la mia integrità artistica».[2] Bowie aggiunse: «Si trattò di un buon disco, ma venne concepito come un progetto a parte. Avevo tutte le intenzioni di proseguire nel mio stile consueto poi. Ma il successo di quel disco mi costrinse veramente, in qualche modo, a continuare a flirtare con "la bestia". Fu una mia decisione, certo, ma sentii, dopo qualche anno, che mi ero bloccato artisticamente».[3]

Bowie avrebbe successivamente affermato che il successo riscosso dall'album si tramutò in un periodo che gli fece toccare il punto più basso della sua carriera dal punto di vista creativo negli anni immediatamente seguenti.[2][4][5] «Mi ricordo che osservavo la marea di persone [che venivano ai concerti per ascoltare i brani dell'album suonati dal vivo] e pensavo: "mi chiedo quanti dischi dei Velvet Underground hanno queste persone a casa... ". Mi sentii presto estraniato dal mio pubblico. E fu deprimente, perché non sapevo cosa volessero in realtà».[2]

Dopo i successivi Tonight (1984) e Never Let Me Down (1987), entrambi stroncati dalla critica,[6] Bowie formò la band proto-grunge dei Tin Machine per risollevare il suo status artistico.[7]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.

Lato 1

  1. Modern Love – 4:46
  2. China Girl – 5:32 (Bowie, Iggy Pop)
  3. Let's Dance – 7:38
  4. Without You – 3:08

Lato 2

  1. Ricochet – 5:14
  2. Criminal World – 4:25 (Peter Godwin, Duncan Browne, Sean Lyons)
  3. Cat People (Putting Out Fire) – 5:09 (Bowie, Giorgio Moroder)
  4. Shake it – 3:49

Riedizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 la Virgin Records ripubblicò l'album su supporto CD, aggiungendo Under Pressure come bonus track.
Nel 1999 la EMI ne fece un'ulteriore pubblicazione, priva di bonus track, in cui il suono venne rimasterizzato in digitale a 24 bit audio.
Nel 2003 c'è stata un'ultima riedizione della casa EMI, che ha prodotto l'album nel formato CD ibrido.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Let's Dance in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ a b c Steve Pond, Beyond Bowie in Live! magazine, marzo 1997, pp. 38–41, 93.
  3. ^ David Fricke, Art Crime in Rolling Stone magazine, nº 719, 19 ottobre 1995, p. 148.
  4. ^ Mary Campbell for the Associated Press, 6 agosto 1993
  5. ^ Scott Cohen, David Bowie Interview in Details magazine, settembre 1991, pp. 86–97.
  6. ^ David Barton, David Bowie puts career on the line in Journal-American, 8 giugno 1989, p. D5.
  7. ^ Mark Hendrickson, David Bowie: Outside Looking in, novembre 1995. URL consultato il 1º agosto 2013.
Rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock