Lepus europaeus

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Lepre comune
Feldhase Schiermonnikoog.JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Lagomorpha
Famiglia Leporidae
Genere Lepus
Sottogenere Eulagos
Specie L. europaeus
Nomenclatura binomiale
Lepus europaeus
Pallas, 1778

La lepre comune o lepre europea (Lepus europaeus Pallas, 1778) è un mammifero lagomorfo appartenente alla famiglia dei Leporidi e originario dell'Europa e dell'Asia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il muso della lepre, caratterizzato dalle lunghe vibrisse, gli occhi grandi e le orecchie mobili.
Una pelle di lepre con le tipiche brizzolature nere sul dorso.

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Raggiunge i 70 cm di lunghezza (oltre a circa 8 cm di coda), per un peso che sfiora i 7 kg: tali misure ne fanno il leporide vivente di maggiori dimensioni.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

È un animale dalla forma piuttosto slanciata, con arti posteriori più lunghi di quelli anteriori, particolarità che, insieme al potente retrotreno, gli conferisce la velocità e l'abilità di un grande corridore e saltatore. Il muso è caratterizzato da due grandi occhi gialli e lunghe vibrisse bianche. Gli occhi sono posti ai lati del capo e questa posizione consente all'animale di avere un campo visivo molto ampio, anche se la sua vista è modesta. Il senso dell'udito è invece particolarmente sviluppato: la mobilità degli ampi padiglioni auricolari gli permette di percepire e localizzare rumori anche minimi.
Il pelo ha una colorazione fulva che va dal giallo-bruno al grigio-bruno sul dorso, mentre il ventre è sempre bianco-grigiastro. Le orecchie gigantesche (sono lunghe circa 15 cm) hanno la punta nera, mentre la coda a fiocco è bianca con un pennacchio nero all'estremità. Sulla testa sono assenti le caratteristiche brizzolature nere che abbondano invece sul dorso, mentre attorno agli occhi è presente un cerchio bruno. D'inverno la colorazione del pelo tende ad assumere tonalità più vicine al grigio.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

La lepre è un animale dalle abitudini crepuscolari e notturne; può però essere osservata anche di giorno, sia pure piuttosto di rado e nei luoghi poco disturbati o in giorni particolarmente nuvolosi.
A differenza dei conigli, la lepre non scava tane in profondità, ma si rifugia in anfratti naturali o in buche superficiali del terreno, profonde al massimo una ventina di centimetri. In queste buche l'animale si accoccola mimetizzandosi perfettamente col terreno circostante, grazie al suo mantello altamente mimetico.

Una lepre durante la corsa: su percorsi rettilinei, questi animali raggiungono i 60 km/h.
Escrementi di lepre: come tutti i lagomorfi, questi animali hanno una doppia digestione del cibo.

È un animale molto timido e cauto: quando, grazie ai propri sensi assai sviluppati, si accorge di un potenziale pericolo, non scappa immediatamente (rischiando di attrarre l'attenzione su di sé), bensì tende a congelare i propri movimenti e a rimanere perfettamente immobile nell'intento di mimetizzarsi con l'ambiente circostante. Se però l'eventuale nemico si avvicina troppo, con un veloce balzo (fino a 1,5 m in altezza e 2,5 m in lunghezza) l'animale esce allora allo scoperto e inizia la fuga, che spesso avviene in direzione zigzagante per confondere le idee all'assalitore. Durante la corsa, l'animale può raggiungere anche i 60 km orari[1].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Questi animali hanno una dieta esclusivamente erbivora, comprendente, in estate, piante erbacee, frutti, e funghi. In inverno la dieta è naturalmente molto più povera, essendo costituita da erbe secche e cortecce di alberi ed arbusti.
Come tutti i lagomorfi, la lepre comune ha una doppia digestione del cibo, atta ad estrarre il maggior quantitativo possibile di energia da una dieta povera di energie quale può essere quella erbivora: l'animale, infatti, dopo aver ingerito il cibo lo espelle sotto forma di feci molli, di colore verdastro e consistenza gelatinosa, che vengono nuovamente ingerite e ridigerite, per poi venire espulse come feci dure, di colore scuro.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione riproduttiva cade solitamente in primavera: durante questo periodo i maschi si raggruppano attorno alle femmine in estro, ingaggiando combattimenti per arrogarsi il diritto ad accoppiarsi per primi con esse. Tali combattimenti consistono in violenti colpi sferrati sia con le zampe anteriori che con quelle posteriori, oltre che in morsi e balzi spettacolari: durante questo periodo i maschi sono talmente presi dalla foga amorosa che divengono assai meno cauti del solito, costituendo perciò una facile preda per cacciatori ed animali carnivori. Tale comportamento è all'origine del detto anglosassone "mad as a March hare" ("pazzo come una lepre a marzo"); lo stesso personaggio della Lepre Marzolina, presente nel libro Alice nel Paese delle Meraviglie, è ispirato alle lepri in fregola.

Un leprotto nascosto fra le rocce, dove si mimetizza egregiamente.

L'accoppiamento è assai promiscuo: ciascun maschio, infatti, tende ad accoppiarsi col maggior numero di femmine possibile, servendosi anche della forza; d'altro canto, ciascuna femmina viene montata da numerosi maschi.
Durante l'arco dell'anno una femmina può portare a termine fino a tre gravidanze, a seconda della disponibilità di cibo; dopo una gestazione di 6 settimane nascono generalmente da 1 a 6 piccoli. Può essere interessante ricordare che nel caso della Lepre, a differenza del coniglio, i piccoli appena nati hanno già gli occhi aperti ed il corpo ricoperto da peli, e già a partire da qualche ora dopo la nascita sono in grado di muoversi agilmente. Tuttavia, essi passano la maggior parte del tempo nascosti singolarmente in luoghi diversi siti nei pressi del rifugio materno, con la femmina che torna da loro solo per la poppata[2]: dopo lo svezzamento, che avviene attorno al mese di vita, i cuccioli si allontanano definitivamente dalla madre, tuttavia non possono dirsi sessualmente maturi sino all'anno d'età. Un'altra particolarità consiste nel fatto che la femmina può essere fecondata nuovamente prima ancora di avere partorito (superfetazione).

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

  • Lepus europaeus caspicus
  • Lepus europaeus connori
  • Lepus europaeus creticus
  • Lepus europaeus cyprius
  • Lepus europaeus cyrensis
  • Lepus europaeus europaeus
  • Lepus europaeus hybridus
  • Lepus europaeus judeae
  • Lepus europaeus karpathorum
  • Lepus europaeus medius
  • Lepus europaeus occidentalis
  • Lepus europaeus parnassius
  • Lepus europaeus ponticus
  • Lepus europaeus rhodius
  • Lepus europaeus syriacus
  • Lepus europaeus transsylvanicus

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Una lepre in Svezia: l'areale di questi animali, già vasto di per sé, è stato ulteriormente ampliato dall'introduzione per mano dell'uomo in numerose parti del mondo.
Una lepre in Finlandia. A quest'animale lo scrittore finlandese Arto Paasilinna ha dedicato nel 1975 il suo più celebre romanzo, L'anno della lepre, poi trasposto anche in film.

L'areale naturale occupato dalla specie si estende su quasi tutta l'Europa (incluse Gran Bretagna e Irlanda, ma ad eccezione di alcune zone dell'Italia centro-meridionale e della Corsica, dove vivono Lepus corsicanus e Lepus capensis mediterraneus, quest'ultima nella sola Sardegna) fino al Medio Oriente e all'Asia centrale. Le lepri sono state tuttavia introdotte con successo dall'uomo in numerose parti del mondo, dove si sono naturalizzate: attualmente se ne possono trovare in America settentrionale (zona dei Grandi Laghi, New England)[3][4], centrale (Messico) e meridionale (Argentina e Cile)[5], oltre che in Australia e Nuova Zelanda.
Pur adattandosi ad una vasta gamma di habitat, questi animali prediligono le aree prative circondate da zone cespugliose dove nascondersi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vu, A. 2001. Lepus europaeus, Animal Diversity 2008
  2. ^ Broekhuizen, S., F. Maaskamp. 1980. Behaviour of does and leverets of the European hare (Lepus europaeus) whilst nursing. J. Zool. Lond., 191: 487-501
  3. ^ Dragg, A. 1974. Mammals of Ontario. Waterloo, Ontario: Otter Press
  4. ^ Hamilton, W., J. Whitaker. 1943. Mammals of the Eastern United States. 2nd ed. Ithica, NY: Cornell University Press
  5. ^ Bonino, N., A. Montenegro. 1997. Reproduction of the European hare in Pantagonia, Argentina. Acta Theriologica, 42(1): 47-54

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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