Leprechaun

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Rainbow Leprechaun.png
Stereotipo moderno dell'illustrazione del Leprechaun secondo la cultura popolare del XX secolo.

Il leprechaun (a volte reso in italiano con leprecano o lepricauno) è una sorta di gnomo tipico del folklore e della mitologia irlandese. La forma leprechaun del nome è la resa in inglese del termine irlandese leipreachán. Il sostantivo è talvolta tradotto in italiano con gnomo irlandese o, più genericamente, folletto.

Etimologia del nome[modifica | modifica sorgente]

Un leprechaun conta il suo oro in un'incisione del 1900 circa.

Ci sono diverse teorie sull'etimologia del nome.

  • Una delle maggiormente accreditate dice che deriva dal gaelico moderno, dove la parola leipreachán significa "piccolo spirito", a sua volta derivato da luchorpán, cioè "spiritello acquatico". Si ritiene che quest'ultima parola significhi anche "mezzo corpo" o "piccolo corpo" in quanto sono considerati come parzialmente fisici e parzialmente spirituali (questa è l'etimologia accettata dal Collins English Dictionary).
  • Un'alternativa (data dall'Oxford English Dictionary) lo fa derivare da leath bhrógan, cioè "ciabattino", perché queste creature sono spesso rappresentate nell'atto di riparare scarpe e sono considerate "calzolai fatati" d'Irlanda.
  • Un'altra provenienza del termine potrebbe essere da luch-chromain, "piccolo storpio Lugh", dove Lugh è il nome del capo del mitico popolo gaelico dei Tuatha Dé Danann.

La parola "Leprechaun" compare per la prima volta nella lingua inglese nel 1604 nell'opera di Thomas Middleton e Thomas Dekker The Honest Whore, come lubrican. Nell'opera stava a indicare un tipo di spiritello anche se non era strettamente legato alla mitologia irlandese.

(EN)
« As for your Irish Lubrican, that spirit

Whom by preposterous charms thy lust has raised. »

(IT)
« Così per il tuo Lubricano Irlandese, quello spirito

che con incantesimi irrazionali ha stimolato la lussuria »

(Thomas Middleton e Thomas Dekker, The Honest Whore)

Coi secoli nella lingua inglese sono state identificate alcune grafie alternative, come leprechawn, lepracaun o lubberkin.

Folklore[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

I leprechaun sono considerati parte del "popolo delle fate" e la tradizione vuole che abitassero l'isola prima dell'arrivo dei Celti e per questo sono spesso associati a luoghi dove sono presenti come i cosiddetti "anelli magici", luoghi spesso caratterizzati dai ruderi di costruzioni di epoca pre-celtica.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Nell'iconografia classica vengono rappresentati come uomini anziani, dediti alle burle e agli scherzi. Si dice che non possano scappare se li si guarda fissi, ma se ci si distrae svaniscono immediatamente

Sono spesso dipinti come creature innocue e schive, che vivono in solitudine in località sperdute, sebbene alcuni credano che vivano in compagnia di altri spiritelli. Il loro passatempo è costruire scarpe per il popolo delle fate e per sé stessi.

Nonostante siano esseri sostanzialmente solitari, si ritiene che siano capaci di ottima conversazione.

Un leprechaun mentre suola delle scarpe, in un'incisione del 1858. In precedenza l'immagine dei leprechaun era meno omogenea.

Tra le credenze più diffuse c'è quella secondo cui, come gli gnomi, siano estremamente ricchi e che siano soliti occultare tesori in località nascoste, rivelate solo a coloro che riescono a catturare e interrogare il leprechaun con domande specifiche. Si dice che abbiano numerosi tesori seppelliti durante i periodi di guerra.

Se catturati, spesso acconsentono a rivelare l'ubicazione delle loro ricchezze, ma in seguito trovano il modo di confondere chi ha ottenuto questa informazione e salvare il proprio oro in extremis. All'occasione, infatti, sanno essere subdoli e scaltri, con una mente acuta: molti racconti presentano storie di eroi umani superati in arguzia da queste creature.

In Irlanda sostengono che, quando in cielo appare un arcobaleno, a una delle sue basi sia sepolto uno dei loro tesori. Un modo come un altro per dire che questi tesori sono introvabili.

Alcune storie comuni sono: Un contadino (o un ragazzo) cattura un leprechaun e lo obbliga a rivelargli la posizione del tesoro nascosto. Il leprechaun gli assicura che il tesoro è seppellito in un campo dietro una particolare pianta. Il contadino lega un nastro rosso alla pianta e strappa alla creatura la promessa che non toglierà il nastro, poi va a prendere un badile. Al suo ritorno, vede che ogni albero nel campo ha un nastro identico, rendendo impossibile il recupero del tesoro.

Una ragazza trova un leprechaun e ottiene di sapere dove si trova il tesoro. Lo prende in mano e si fa guidare sul posto, ma all'improvviso sente un rumore alle sue spalle. Il leprechaun le urla di scappare, perché è inseguita da un nugolo di vespe, ma appena la ragazza si volta, lo spiritello sparisce nel nulla.

In altre storie si dice che cavalchi i cani da pastore nella notte, lasciandoli stremati e sporchi la mattina dopo.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Il leprechaun in origine aveva diverse caratteristiche a seconda della zona di provenienza delle opere. Prima del XX secolo era solitamente vestito di rosso, non di verde.

Altra caratteristica tipica dei leprechaun è la borsa che portano a tracolla, che contiene un unico scellino che ricompare subito dopo essere stato speso.

Samuel Lover nel 1831 lo descriveva come:

« ... piuttosto elegante nel suo vestito, nonostante tutto, perché indossa un cappotto rosso dal taglio squadrato, riccamente decorato con oro, un panciotto, e incredibilmente, un cappello a tricorno, e scarpe con fibbie »

Yeats, nella sua opera del 1888 dal titolo Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry ("Racconti di fate e folletti dei contadini irlandesi") descrive così i leprechaun:

« È in qualche modo un elegantone, vestito di una giacca rossa con sette file di bottoni, sette bottoni per fila, e porta un cappello a tricorno, e nelle regioni del nord-est, secondo McAnally, si dice che sia solito girare come una trottola sulla punta del cappello quando ne trova uno della misura adatta »

In un poema intitolato The Lepracaun; or, Fairy Shoemaker ("Il leprechaun, calzolaio delle fate"), il poeta irlandese del XVIII secolo William Allingham descrive i lepricani come:

Un Clurichaun con un boccale di vino. Il claurichaun è spesso confuso col Leprechaun.
« 
...un elfo barbuto, rugoso e raggrinzito
Occhiali infilati sul naso a punta,
Fibbie d'argento alle braghe,
Grembiale di cuoio - Una scarpa sulle ginocchia »

Alcuni commentatori attribuiscono ad Allingham la traccia iniziale per l'immagine odierna di queste creature.

Lo stereotipo moderno di queste creature è praticamente invariabile: è quello di un uomo alto meno di un metro, con una giacca a falde color verde smeraldo, che indossa un cappello a tricorno o un cilindro, un grembiule da lavoro in pelle, un panciotto di lana, pantaloni alla zuava, calze al ginocchio, scarpe di pelle con fibbie d'argento e redingote. Ha la barba, fuma la pipa e sembra essere un calzolaio.

Creature affini[modifica | modifica sorgente]

Il leprechaun è accomunato al Clurichaun e un'altra creatura chiamata far darrig dall'abitudine di essere un solitario. Alcuni scrittori scambiano tra loro queste creature, per raggiungere un pubblico maggiore. Il clurichaun è considerato spesso semplicemente un leprechaun alticcio. Nella mitologia folklorica europea, il Leprechaun può essere accostato al Brownie dei territori inglesi, al Tomte scandinavo, o al Mazzamurello marchigiano.

Letteratura e media[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

I Leprechaun appaiono raramente nelle fiabe, e in quasi tutti i casi queste storie si incentrano su un eroe umano. Le storie sui leprechaun sono solitamente corte e collegate a particolari nomi e zone geografiche. Sono state tramandate per mezzo orale, e si caratterizzano per essere solitamente legate a situazioni informali, nonostante permanga una certa ritualità in questo tipo di racconti.

Opere che trattano di queste figure sono:

Media[modifica | modifica sorgente]

Film, televisione, cartoni animati e pubblicità hanno reso popolare una immagine specifica del leprechaun, che ha solo una vaga somiglianza con quello della cultura irlandese.

L'immagine del leprechaun vestito di verde è particolarmente forte negli Stati Uniti, dove ha vari utilizzi, commerciali e non, tra i quali quello di mascotte della Festa di San Patrizio.

L'uso nei film è frequente. Ricordiamo solo:

Pubblicità e loghi[modifica | modifica sorgente]

Secondo molti irlandesi, l'immagine dei leprechaun popolarizzata dai mass media tende a corrispondere ad una raccolta di stereotipi (non raramente offensivi) sull'Irlanda e ad una trivializzazione della sua cultura.

In politica e nei modi di dire[modifica | modifica sorgente]

Nella politica irlandese, i leprechaun sono spesso usati per riferirsi agli aspetti stucchevoli dell'industria del turismo. Ad esempio, il presidente irlandese John A. Costello in un discorso all'Oireachtas (il parlamento) nel 1963 disse:

« Per molti anni siamo stati afflitti dalle miserabili sciocchezze delle nostre pubblicità turistiche. A volte sono arrivate a infimi livelli, dal "caubeen" (il berretto tipico delle guardie scozzesi) allo "shillelagh" (il bastone da passeggio), per non parlare del leprechaun! »

I leprechaun sono stati usati anche in barzellette e satire sull'irresponsabilità dei politici, dicendo che qualcuno aveva trovato una pentola d'oro o che avrebbe chiesto ad un leprechaun di risolvere i problemi economici.

Il termine lingua da leprechaun (leprechaun language), viene a volte usato dagli Unionisti dell'Irlanda del Nord, come dispregiativo per la Lingua irlandese.

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Un Leprecauno appare nella canzone "Father O'Blivion" dell'album "Apostrophe" di Frank Zappa.
  • Un intero album di Chick Corea è intitolato "The Leprechaun", il Leprecano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Thomas Crofton Croker, Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland , 1862
  • William Butler Yeats, Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry, 1888 [11]
  • David Rice McAnally, The Leprechawn1900
  • Samuel Lover, Legends and Stories of Ireland 1831 [12]
  • Douglas Hyde, Beside The Fire, 1910 [13]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]