Lepidium meyenii

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Maca
Macav.gif
Frutto della maca
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Brassicales
Famiglia Brassicaceae
Genere Lepidium
Specie L. meyenii
Nomenclatura binomiale
Lepidium meyenii
G.Chacón
Sinonimi

Lepidium peruvianum

La maca (Lepidium peruvianum G.Chacón, = L. meyenii Walpers) è una pianta erbacea annuale, ma per la formazione di radici di accumulo può essere definita perennante, nativa della Cordigliera delle Ande del Perù e della Bolivia. Appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, (cavolo) di cui conserva molte caratteristiche, è considerata pianta alimentare e, tradizionalmente, pianta medicinale.

Usi[modifica | modifica sorgente]

È coltivata per la sua radice commestibile (ipocotile). Oltre all'uso come cibo è utilizzata nella medicina popolare come ricostituente, per aumentare le facoltà fisiche e mentali. Le popolazioni andine dall'antichità la utilizzano anche per migliorare e risolvere problemi di fertilità e migliorare le prestazioni sessuali.

Recenti ricerche hanno chiarito che l'ipocotile, o radice, ha una significativa influenza sulla libido negli esseri umani senza tuttavia modificare la quantità di testosterone circolante [1]. Può inoltre contribuire a migliorare il tenore nutrizionale della dieta e supportare il vigore fisico, ed in ultima analisi il benessere in genere nelle attività umane, questo avviene (ovviamente) in caso di consistenti carenze alimentari dove, come è noto, le prime attività che sono compromesse sono quelle sessuali e riproduttive. Infatti la radice contiene il 60% di carboidrati ed almeno il 10% in proteine, oltre che vitamine ed una notevole gamma di microelementi.

Relazioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Alcuni storici come il frate Antonio Vásquez de Espinoza in una descrizione dell'anno 1598 fanno menzione del consumo di questa pianta da parte delle popolazioni locali[2] così come posteriormente fece Cobo, nel periodo che va dal 1603 al 1629[3] In seguito altri botanici spagnoli la descrivono minimamente come nel caso di H. Ruiz[4] nella sua Expedición Botánica al Virreinato del Perú.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

La pianta è tipica degli altopiani peruviani e boliviani a quota superiore di norma ai 3900-4100 m s.l.m., ma più frequentemente tra 4200-4500 m, che pur essendo nella fascia equatoriale ne indica l'adattamento ad un clima soleggiato ma piuttosto freddo, con modeste escursioni annuali.

La pianta produce foglie ad ampia foliazione a rosetta basale, (le foglie esterne periferiche invecchiano e deperiscono al suolo, ma sono continuamente sostituite dalle nuove che si formano al centro). La pianta produce poi uno stelo fiorale eretto con infiorescenza a racemo con molti piccoli fiori bianchi o biancastri; i frutti sono silique a due semi. I semi sono molto piccoli e colorati, dato il clima non hanno dormienza.

La riproduzione è esclusivamente praticata per semi.

È una pianta esigente che esaurisce i suoli, i terreni sono abitualmente ben concimati con letame degli erbivori dell'altipiano, e di norma nei luoghi di origine è praticata da millenni la conduzione dei suoli che lascia in riposo i campi dopo un limitato numero di anni d'uso.

La radice può essere di diversi colori: giallastro-dorata, biancastra, rossa, porpora, blu, verde o nera. Il colore delle radici trova relazione anche nel colore dei semi. Le piante con diversi colori di radice sono considerate varietà distinte, con caratteristiche distinte che sono attualmente in fase di più accurato accertamento.

Tale caratteristica ambientale propria di un clima fresco se non freddo, massime +16, +18 °C, minime -5*C, quindi con scarsità di parassiti e malattie legate al caldo, ed il ciclo vitale di maturazione della radice, di almeno 8-9 mesi, (analogo ad altre radici e tuberi di quell'ambiente, come l'Oca e l'Olluco), ne rende problematica la coltivazione in climi diversi, in clima più caldo, o con stagioni nette e distinte, che alternino temperatura più calde ad altre molto più fredde.

Nel suo ambiente la pianta è considerata molto resistente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gonzales, Còrdova, Vega, Chung, Villena, Gònez, Castillo (2002). Effect of Lepidium meyenii (MACA) on sexual desire and its absent relationship with serum testosterone levels in adult healthy men. Andrologia 34, 367–372
  2. ^ Vázquez de Espinoza, A. 1948. Compendio y descripción de las Indias Occidentales. Smithsonian Inst. Misc. Publ. 108, Washington.
  3. ^ Cobo, B. 1956. Historia del Nuevo Mundo. Biblioteca de Autores Espafioles. V 81. Madrid. 430 p.
  4. ^ Ruiz, H. 1952. Relación histórica del viaje a los reinos del Perú y Chile, 1777-1778. Madrid. Real Acad. de Cien. Exactas, F.is y Nat. Vol. 1. 526 p.

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