Leopoldo de' Medici

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Granducato di Toscana
Casata dei Medici

Coat of arms of the Grand Duke of Tuscany.png

Cosimo I (1569-1574)
Francesco I (1574-1587)
Ferdinando I (1587-1609)
Cosimo II (1609-1621)
Ferdinando II (1621-1670)
Cosimo III (1670-1723)
Gian Gastone (1723-1737)
Leopoldo de' Medici
cardinale di Santa Romana Chiesa
Cardinale Leopoldo de' Medici.jpg
Leopoldo de' Medici ritratto da Giovan Battista Gaulli nel 1670.
Nato 6 novembre 1617, Firenze
Creato cardinale 12 dicembre 1667 da papa Clemente IX
Deceduto 10 novembre 1675, Firenze

Leopoldo de' Medici (Firenze, 6 novembre 1617Firenze, 10 novembre 1675) è stato un cardinale italiano della celebre famiglia dei Medici. Era il figlio più giovane del Granduca Cosimo II e fratello quindi del futuro Granduca Ferdinando II.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

A soli 3 anni perse il padre, e lui e i suoi fratelli rimasero sotto la protezione delle Granduchesse reggenti, Maria Maddalena d'Austria, sua madre, e la nonna Cristina di Lorena, che si occuparono della sua educazione. Scelsero per lui come precettori prima Jacopo Soldano, poi il padre scolopio Flaviano Michelini, entrambi allievi di Galileo Galilei, ai quali successe poi Evangelista Torricelli.

Da quando suo fratello maggiore Ferdinando ebbe compiuto l'età per essere nominato Granduca, Leopoldo lo poté affiancare nella direzione politica dello stato, in particolare fu un acceso promotore delle manifatture, dell'agricoltura e del commercio.

L'attività culturale[modifica | modifica sorgente]

Fu un grande appassionato di discipline scientifiche, un po' come tutto il ramo granducale dei Medici. Ricostituì nel 1638 l'antica Accademia Platonica, mentre nel 1657 fondò, assieme al fratello Ferdinando, l'Accademia del Cimento, secondo una sua precisa idea di ricerca scientifica basata sull'osservazione diretta dei fatti, in applicazione del metodo scientifico galileiano.

Dal 1641 inoltre era stato eletto membro dell'Accademia della Crusca, dove svolse l'importante ruolo di reggente delle adunanze generali del 1650 e del 1663, inoltre si occupò scrupolosamente della preparazione delle voci riguardanti le arti per la III edizione del Vocabolario della Crusca (1691).

Fu anche un grande collezionista di libri rari (il suo bibliotecario fu Antonio Magliabechi), di dipinti (sua è gran parte della collezione di pittori veneti agli Uffizi), di disegni, miniature, statue, monete e autoritratti (che adornano oggi il Corridoio Vasariano). Dei fitti rapporti che seppe intrattenere con artisti, agenti d'arte e altri collezionisti, ci resta un vasto carteggio che ci dà un vivido ritratto della sua personalità sempre alla ricerca della conoscenza.

L'elezione a cardinale e gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Leopoldo, nonostante fosse una persona di mentalità scientifica, dovette vestire l'abito, essendo la famiglia de' Medici rimasta senza autorevoli rappresentati nel Collegio cardinalizio dopo la morte del vecchio cardinale Carlo de' Medici, avvenuta il 17 giugno 1666. Il 12 dicembre 1667 Leopoldo fu creato cardinale da papa Clemente IX con il titolo di San Cosma e Damiano. Da quel momento fece frequenti viaggi a Roma, durante i quali perseguiva anche i suoi interessi artistici e contribuiva a raccogliere voci per la stesura del Vocabolario.

Da cardinale avviò trattative private con i gesuiti del Collegio romano per riabilitare Galileo Galilei, ma le trattative ebbero esito negativo.

Dal 20 dicembre 1669 al 26 aprile 1670 partecipò al lungo conclave in cui Emilio Bonaventura Altieri fu eletto papa con il nome di Clemente X.

Il cardinal Leopoldo morì improvvisamente, nel pieno della sua attività di collezionista e studioso, il 10 novembre 1675. Di carattere riflessivo e ponderato, rimase fedele per tutta la vita alla propria indole che lo portava a trattare in modo scrupoloso ogni impegno o negozio cui si dedicasse. Alla sua morte fu ricordato come una persona di grande umanità e cultura.

Dopo la morte[modifica | modifica sorgente]

Le sue collezioni personali andarono ad arricchire ulteriormente il patrimonio della famiglia Medici ed oggi si possono ammirare, divise per settore, in vari musei fiorentini: i quadri agli Uffizi e nel Corridoio Vasariano, le strumentazioni scientifiche (tra cui la lente e i cannocchiali di Galileo, il giovilabio e gli strumenti da esperienza dell'Accademia del Cimento) al Museo Galileo (suo fu il famoso cannocchiale e la "reliquia" del dito di Galileo), i libri alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ecc.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Miriam Fileti Mazza, Storia di una collezione. Dai libri di disegni e stampe di Leopoldo de' Medici all'età moderna, Olschki, Firenze 2009.
  • Alfonso Mirto, La biblioteca del cardinal Leopoldo de' Medici. Catalogo, Olschki, Firenze, 1990.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Governatore di Siena Successore Siena-Stemma.png
Mattias de' Medici 16361641 Mattias de' Medici I
Mattias de' Medici 16431644 Mattias de' Medici II
Predecessore Cardinale diacono dei Santi Cosma e Damiano Successore CardinalCoA PioM.svg
Odoardo Vecchiarelli 1668 - 1670 Niccolò Acciaiuoli
Predecessore Cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin Successore CardinalCoA PioM.svg
Giacomo Franzoni 1670 - 1675 Carlo Barberini

Controllo di autorità VIAF: 74651286 LCCN: n85327592