Leopoldo Nobili

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Leopoldo Nobili
Effigie di Nobili al Museo della Specola

Leopoldo Nobili (Trassilico, 7 luglio 1785Firenze, 15 agosto 1835) è stato un fisico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Trassilico (attuale frazione del comune di Gallicano, in Garfagnana), era figlio del podestà del paese, che faceva parte dei domini Estensi. Dopo aver trascorso la giovinezza nel paese natale, entrò a far parte della Scuola Militare di Modena. Si arruolò nell'esercito napoleonico e fu aiutante di campo del viceré Eugenio di Beauharnais e partecipò alla campagna napoleonica di Russia, nella quale meritò la Legion d'Onore. Rientrato in Italia, lasciò la vita militare e diresse la fabbrica di armi di Brescia. Riprese gli studi pubblicando numerose opere, fra cui si ricorda Dell'attrazione molecolare coll'astronomia.

Nel 1825 inventò il galvanometro astatico, strumento fondamentale nella storia dell'elettromagnetismo. L'anno successivo realizzò la pila termoelettrica con Melloni. Nel 1832 venne nominato professore di fisica presso il Regio Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze, dove, in collaborazione con Vincenzo Antinori (direttore del Museo dal 1829), realizzò importanti esperimenti sull'induzione elettromagnetica scoperta da Faraday.

Leopoldo Nobili viaggiò attraverso l’Europa, tenendo conferenze ed incontri con i più famosi scienziati dell’epoca. Partecipò ai moti del 1831 e dovette recarsi esule in Francia. Rientrato in Toscana, scrisse “La storia sperimentale della moderna fisica”. Nel 1833 fu incaricato dal Granduca Leopoldo II di reggere la cattedra di fisica sperimentale presso il Regio Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze. Il professor Nobili, oltreché insegnare, scrisse fra le altre un’opera in due volumi intitolata “Memorie e osservazioni edite ed inedite”.

La fama di Leopoldo Nobili si diffuse in tutta Europa ed anche oltre. Fu considerato il primo fra i fisici italiani della prima metà dell’800 “degno di stare vicino a Galileo e di confabulare con Volta” così lo definì nel suo volume La storia di Reggio Emilia il professor Balletti.

Leopoldo Nobili, debilitato nel fisico a causa della malattia contratta nella campagna di Russia e dell’intensa mole del lavoro svolto, morì il 15 agosto 1835 all’età di cinquant’anni.

Fu sepolto fra i grandi nella basilica di Santa Croce a Firenze.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

http://www.lagazzettadelserchio.it/l-evento/2012/12/vite-di-garfagnini-illustri-leopoldo-nobili/

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