Leopold Stotch

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Leopold "Butters" Stotch
Butters (al centro) al mare con Stan e Kyle
Butters (al centro) al mare con Stan e Kyle
Universo South Park
Lingua orig. Inglese
Autori
Voce orig. Matt Stone
Voci italiane
Sesso Maschio
Data di nascita 11 settembre[1] (anno = ?)
Parenti

Leopold Stotch detto Butters è un personaggio del cartone animato South Park. A detta dei due autori, è liberamente ispirato a Eric Stough, produttore e talvolta regista della serie.[2]

Nella quinta e sesta stagione, dopo la morte apparentemente definitiva di Kenny McCormick, diventa uno dei quattro protagonisti della serie, ma anche dopo il ritorno di Kenny continua a rivestire un ruolo importante negli episodi, spesso nelle vesti di spalla o vittima di Eric Cartman.

Originariamente era chiamato Poof Poof o Swanson[1]. Il suo compleanno è l'11 settembre e il suo gruppo sanguigno è 0. Il suo nome è un gioco di parole col vocabolo "butterscotch", che significa caramella di zucchero dura.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Butters (tutti i personaggi lo chiamano così, anche i suoi genitori) è considerato da molti fan di South Park, il più innocente e il più credulone tra i personaggi della serie; a differenza dei quattro personaggi principali e di gran parte degli abitanti di South Park, impreca raramente e lo fa soltanto con eufemismi come "Oh, madonnina!" o "Santissima polenta".

È figlio unico e i suoi genitori, Stephen e Linda Stotch, sono estremamente e irragionevolmente autoritari nei suoi confronti, al punto che il padre lo obbliga a chiamarlo "Sir" (signore) e lo mettono in punizione anche per futili motivi; inoltre non hanno mai rispetto per lui (in un episodio, Raisins, fanno addirittura una scommessa circa le sue preferenze sessuali) o per le sue esigenze, nonostante Butters sia un bravo scolaro e un figlio ubbidiente.

Inizialmente Butters era uno dei personaggi di sfondo che non parlava mai; il suo personaggio comincia ad essere gradualmente introdotto dalla terza stagione, fino ad avere una intera puntata dedicata alla fine della quinta stagione che introduce il suo personaggio, pronto a rimpiazzare Kenny oramai veramente morto (anche se quest'ultimo risorgerà alla fine della sesta stagione). In questo episodio (intitolato per l'appunto L'episodio di Butters) racconta come il bambino scopra casualmente che il padre in realtà è un omosessuale represso e come la madre, scoperto ciò, tenti di ammazzare Butters in un raptus di pazzia. Alla fine i genitori decidono di non parlare più di questo argomento. Ciononostante alla fine dell'episodio Butters convince per la prima volta i suoi genitori a parlare del fatto pubblicamente, esortandoli a non dire più "piccole bugie bianche".

Durante la confessione dei genitori, Butters, fino ad allora ignaro di ciò che veramente gli accadde, rimane scioccato dalla verità ma ciononostante decide di non pensarci rincuorato dal fatto che per festeggiare, i genitori lo porteranno a mangiare al ristorante. Durante il suo periodo in sostituzione di Kenny, Stan, Kyle e Cartman tendono ad isolarlo e sfruttarlo, ricordandogli quanto fosse migliore Kenny rispetto a lui. Poiché è di indole buona e ingenua spesso gli altri personaggi si approfittano di lui, ma rasenta anche la stupidità, tanto che Eric Cartman riesce a metterlo sempre in grossi guai, facendogli credere quello che vuole a suo piacimento.

Una delle più clamorose è quando i suoi amici vogliono che uno di loro si introduca alla festa delle bambine della sera dopo. Cartman ha l'idea di travestire uno di loro e di mandarlo a scuola il giorno dopo come fosse una bambina appena arrivata in città. Quando gli viene fatto notare che le bambine si sarebbero accorte della sua assenza, Cartman decide che avrebbero dovuto fare finta che uno di loro morisse. Il prescelto è Butters; così Cartman prende un maiale morto e va sul tetto di un edificio alto, veste il maiale come Butters e lo butta giù, tra lo sconvolgimento di tutti e soprattutto dei suoi genitori, visto che il maiale, all'impatto col suolo, va in mille pezzi ed è irriconoscibile. Alla fine di questa puntata il povero Butters ritorna a casa, ma i genitori lo incatenano in cantina pensando che sia uno spirito maligno risvegliato da antichi rituali dei nativi americani.

Nella trilogia dell'undicesima stagione, Terra dell'Immaginazione, Butters si trova coinvolto in un attacco terroristico ai danni della Terra dell'Immaginazione, una dimensione alternativa dove vivono tutti i personaggi immaginari creati dall'uomo, come supereroi, personaggi fiabeschi e mascotte pubblicitarie. Parallelamente alla sua ingenuità Butters mostra spesso di essere estremamente maturo per la sua età: esempi tipici sono i suoi discorsi negli episodi 07x14, Raisins, e 11x02, Cartman fa schifo.

Nel primo Butters si innamora di una cameriera al Raisins, salvo scoprire come lei fosse interessata solo ai suoi soldi; tuttavia quando invitato da Stan (anche lui col cuore spezzato) a unirsi al gruppo dark locale, per mostrare disinteresse verso il mondo, si rifiuta affermando come il suo dolore derivasse dalla felicità dell'aver amato, e che entrambe le sensazioni lo facevano sentire vivo, concludendo poi con «preferisco essere una femminuccia piagnucolosa che un ambiguo ragazzo goth». Nel secondo episodio, invece, Butters viene tormentato per la sua presunta bisessualità (dovuta al fatto che Cartman si è messo il pene di Butters in bocca mentre questo dormiva e ha fotografato la scena) e spedito ad un campo di "riconversione" religioso; alla fine egli si ribellerà affermando di esser stato confuso solo dal momento in cui gli altri gli dicevano che lo era: "Il mio nome è Butters, ho otto anni, il mio gruppo sanguigno è O e sono bi-curioso. E anche quello va bene. Perché se io sono bi-curioso, e sono stato creato da Dio, allora Dio deve essere un po' bi-curioso anche lui". Alla fine Cartman farà un'incredibile figuraccia, quando mostra la foto a tutta la scuola.

Come si scopre nell'episodio 08x05, Te lo sei preso nel culo, all'età di sette anni è stato campione di tip tap, però poi si è ritirato in seguito ad una tragedia da lui stesso provocata, dove persero la vita 8 persone (11 se si considera che una donna era incinta e che due si sono suicidati in seguito all'accaduto, come dichiarato da Stan): in seguito a ciò, Butters si sottopose a sedute psichiatriche che gli fecero parzialmente dimenticare l'accaduto, fin quando proprio nella puntata in oggetto viene coinvolto in una sfida di ballo il cui epilogo è quasi identico alla volta precedente. Nella puntata 12x04, Canadesi alla riscossa, è interprete della canzone Che cosa hai detto? Nel mio culetto (What! What! In my butt), che ottiene un enorme successo su YouTube.

Professor Caos[modifica | modifica sorgente]

Dalla sesta stagione Butters acquista una seconda identità per sfogare la sua frustrazione e diventa il Professor Caos: questo supercriminale fittizio ha l'intento di creare, appunto, caos e panico nel mondo ed è una rivincita che il timido Butters pensa di prendersi contro il sistema che lo opprime. Ogni volta che elabora un piano, tuttavia, il Professor Caos fallisce miseramente. I "crimini" compiuti dal Professor Chaos infatti sono gesti del tutto innocui e spesso ridicoli (come rubare il cancellino della maestra o scambiare le mutande in un cassetto) che sottolineano l'ingenuità di fondo di Butters.

Nell'episodio 06x07, I Simpson l'hanno già fatto, la frustrazione di Butters aumenta a causa del programma I Simpson, nelle cui puntate appaiono tutte le idee "criminali" del Professor Chaos prima che questi possa realizzarle. Quando Butters "diventa" il Professor Caos indossa un piccolo mantello verde e guanti, stivali e elmetto di carta stagnola. Nonostante sia palese che Butters sia Chaos, la maggior parte delle persone non riesce a riconoscerlo. Il Professor Chaos ha un assistente, Dougie alias Generale Distruzione.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Butters ha capelli biondi e indossa un giacchetta colore acqua di mare e dei pantaloni color verde. Lo si può vedere indossare anche un pigiama a pois.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Trivia for "South Park" (1997), imdb.com. URL consultato il 16-10-2009.
  2. ^ (EN) FAQ, southparkstudios.com. URL consultato il 23 dicembre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]