Leone Carlo d'Asburgo-Teschen

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Leone Carlo
d'Asburgo-Teschen
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Arciduca d'Austria
Nome completo Leo Karl Maria Kyrill Method von Habsburg-Teschen
Trattamento Sua altezza imperiale e reale
Onorificenze Arciduca d'Austria
Altri titoli Arciduca d'Austria
Principe reale di Ungheria
Principe reale di Boemia
Principe reale di Toscana
Principe reale di Croazia e Slavonia
Nascita Pola, 5 luglio 1893
Morte Bestwina, 28 aprile 1939
Dinastia Asburgo-Teschen
Padre Carlo Stefano d'Asburgo-Teschen
Madre Maria Teresa d'Asburgo-Toscana
Consorte Marie-Charoline de Thuillières de Montjoye-Vauffrey et de la Roche
Religione Cattolica

Leone Carlo Maria Cirillo Metodio d'Asburgo-Teschen (Pola, 5 luglio 1893Bestwina, 28 aprile 1939) è stato un membro della casa d'Asburgo ed un militare austriaco naturalizzato polacco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Leone Carlo da bambino con i genitori e i fratelli, 1896.

Leone Carlo era il quinto figlio dell'arciduca austriaco e ammiraglio Carlo Stefano d'Asburgo-Teschen e dell'arciduchessa Maria Teresa d'Asburgo-Toscana, figlia dell'arciduca Carlo Salvatore d'Asburgo-Toscana e di Maria Immacolata Clementina di Borbone-Due Sicilie.

L'arciduca studiò ad un ginnasio reale di Vienna, mentre la sua educazione militare e sportiva la ebbe in Istria, dove era nato, ma poi si trasferì con la famiglia a Saybusch, in Galizia. Iniziato molto presto alla carriera militare, ricevette il grado onorario di capitano di un reggimento di ulani, e durante la prima guerra mondiale combatté con le truppe del generale Arthur Arz von Straussemburg sul fronte orientale in Romania; distintosi in battaglia, fu insignito dell'Ordine Imperiale del Toson d'oro, e poi fu trasferito con il fratello Guglielmo in Ucraina, dove con l'appoggio dei polacchi l'arciduca Guglielmo combatteva contro i sovietici per ricevere il trono d'Ucraina.

Fallita la guerra in Ucraina, Leone Carlo si trasferì in Polonia, dove prestò servizio come ufficiale nell'esercito polacco e cambiò il suo nome il Leon Karol Habsburg-Lotarynski e riuscì a comprare dal governo polacco il castello di famiglia di Żywiec, dove ospitò l'ex re di Spagna Alfonso XIII e fu membro del Ministero della Guerra.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1922 sposò la contessa Marie-Charoline de Thuillières de Montjoye-Vauffrey et de la Roche, appartenente ad un antico casato francese. Ebbero cinque figli:

  • Maria Desiderata Theresa Fidelis Irene Mechtildis Eleonore (Lissa 3 agosto 1923- Vienna 6 ottobre 1988); sposata col Conte Wolfgang Maria Benedikt von Hartig (Melk 13 agosto 1922 - Vienna 20 gennaio 1995)
  • Mechthildis Maria Irene Fidelis (Lissa bei Posen 14 agosto 1924 - Vienna 18 febbraio 2000) sposata col Conte e Marchese Manfred

Rambald Wenzeslaus Anton Maria Piatti (Schloß Loosdorf 22 luglio 1924)

  • Elisabeth Irene Maria Fidelis (Vienna 13 marzo 1927)
  • Leo-Stefan Maria Carl Wolfgang Rudolf Fidelis (Zywiec 12 giugno 1928) sposato due volte 1st 1962 (div. 1969) Gabriela Kunert

(1935-1975) 2nd 1973 Heidi Aigner (1942)

  • Hugo Carl Maria Leo Fidelis (Zywiec 27 settembre 1930 - Vienna 26 ottobre 1981) sposato con Eleonore Kristen (1943)

Morì di tubercolosi a soli quarantaquattro anni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze austriache[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco)
Cavaliere dell'Ordine militare di Maria Teresa - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Maria Teresa

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di San Stanislao (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Stanislao (Polonia)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Snyder, Timothy (June 2008). The Red Prince: The Secret Lives of a Habsburg Archduke. Basic Books. pp. 344. ISBN 978-0-465-00237-5.
  • Timothy Snyder: Der König der Ukraine. Die geheimen Leben des Wilhelm von Habsburg. Aus dem Englischen von Brigitte Hilzensauer, Paul Zsolnay Verlag, Wien 2009, ISBN 978-3-552-05478-3, S. 175.