Leo Genn

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Leo Genn nel film Addio, signora Miniver (1950)

Leo John Genn (Londra, 9 agosto 1905Londra, 26 gennaio 1978) è stato un attore cinematografico e teatrale inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Leo Genn in Quo vadis? (1951)

Nato al 144 di Kyverdale Road, distretto di Stamford Hill, nel quartiere londinese di Hackney, Genn era figlio del gioielliere Wolfe (William) Genn e di Rachel Asserson. Compì gli studi di giurisprudenza all'Università di Cambridge, iscrivendosi nel 1928 all'Ordine degli Avvocati[1]. Durante i successivi anni di praticantato, scoprì la passione per la recitazione e iniziò a lavorare come attore dilettante[1], debuttando sui palcoscenici londinesi nel 1930 in A Marriage has been Disarranged. Nel 1933 sposò Marguerite van Praag, responsabile di casting presso gli studi cinematografici Ealing, e apparve nella pièce Ballerina di Rodney Ackland. L'anno successivo entrò a far parte della prestigiosa Old Vic Company, con la quale si cimentò in diversi ruoli shakespeariani, tra cui quello di Horatio nella tragedia Amleto, interpretata nel 1937 a fianco di Laurence Olivier.

Nel frattempo Genn fece il suo debutto cinematografico in Immortal Gentleman (1935), una biografia su Shakespeare in cui interpretò il ruolo del mercante Shylock. L'attore apparve successivamente in una serie di piccoli ruoli non accreditati in pellicole quali Il principe Azim (1938) di Zoltan Korda, e Pigmalione (1938), in cui recitò una breve scena nei panni di un giovanotto che balla con la protagonista Eliza Doolittle (Wendy Hiller). Sempre nel 1938, Genn apparve nella pièce The Flashing Stream di Charles Langbridge Morgan, un successo che varcò l'oceano e venne rappresentato a Broadway.

Nonostante le crescenti e allettanti scritture, Genn non abbandonò del tutto la carriera forense fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando venne arruolato nella Royal Artillery, con la quale raggiunse nel 1943 il grado di tenente colonnello [1], guadagnandosi inoltre la Croix de guerre, prestigiosa onorificenza militare francese. Terminato il conflitto, fu nominato componente della giuria al Processo di Norimberga, durante il quale sfruttò la sua esperienza legale e raccolse le confessioni dei comandanti nazisti del campo di concentramento di Bergen-Belsen[1]. Malgrado l'impegno sul fronte bellico, Genn partecipò ad alcune prestigiose produzioni britanniche del periodo, tra cui La via della gloria (1944), dramma di Carol Reed ambientato sul fronte nordafricano, ed Enrico V, riduzione cinematografica dell'omonima tragedia shakespeariana, diretta da Laurence Olivier, in cui Genn interpretò il ruolo del Connestabile di Francia.

Nella seconda metà degli anni quaranta, Genn si dedicò a tempo pieno alla recitazione, diventando un interprete richiesto sia in patria che negli Stati Uniti. Il suo aspetto distinto e i suoi modi compiti furono apprezzati a Hollywood[1][2], dove Genn interpretò alcuni memorabili ruoli, tra i quali quello dello psichiatra Mark Kik nel dramma La fossa dei serpenti (1948), accanto a Olivia De Havilland, e quello di Petronio, consigliere di Nerone, nel kolossal Quo vadis? (1951), interpretazione che gli valse una nomination all'Oscar quale miglior attore non protagonista.

La successiva carriera cinematografica di Genn rimase improntata a ruoli prevalentemente di caratterista, con apparizioni in celebri film come Moby Dick (1956) di John Huston, in cui impersonò Starbuck, il primo ufficiale della baleniera Pequod, L'affare Dreyfus di José Ferrer (1958), nel ruolo del tenace colonnello Georges Picquart, Il giorno più lungo (1962), spettacolare rievocazione dello sbarco in Normandia, e 55 giorni a Pechino (1963), interpretato accanto ad Ava Gardner, Charlton Heston e David Niven. Da ricordare la partecipazione all'intenso dramma bellico Era notte a Roma (1960), per la regia di Roberto Rossellini, in cui Genn interpretò il ruolo di Michael Pemberton, un maggiore americano in fuga dai lager tedeschi[2].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Leo Genn è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, pag. 199-200
  2. ^ a b Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2002, pag. 458

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