Fabaceae

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Leguminose
Tuinboon bontbloeiend.jpg
Vicia faba
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Lindl. 1836
Sinonimi

Leguminosae (nom. cons.)

Sottofamiglie

Le Fabacee (Fabaceae, da faba = fava, una delle specie coltivate più antiche) o Leguminose (Leguminosae nom. cons., da legume, il frutto più tipico) o anche Papilionacee (da papilio = farfalla, per la forma del fiore) sono una famiglia di piante dicotiledoni dell'ordine delle Fabales.

Ne fanno parte tra l'altro il caiano (Cajanus indicus), il fagiolo (Phaseolus vulgaris L.), il pisello (Pisum sativum L.), la fava (Vicia faba L.), il lupino (Lupinus), il cece (Cicer arietinum L.), l'arachide (Arachis hypogaea L.), la soia (Glycine max (L.) Merr.), la lenticchia (Lens culinaris), la cicerchia (Lathyrus sativus) e alberi come la mimosa (Acacia), la sofora (Sophora), la robinia (Robinia pseudoacacia), il carrubo (Ceratonia siliqua).

Fiore di glicine (Wisteria sinensis), appartenente alla sottofamiglia Faboideae, aperto per mostrarne la struttura
Baccelli di Pisum sativum L.

La caratteristica comune a tutte le specie della famiglia è la presenza del legume o baccello: si tratta del frutto della pianta, formato da un carpello che racchiude i semi. Alcune volte presenta strozzature che lo suddividono in camere: in questo caso il legume è detto lomento (per es. il frutto dell'arachide). Giunto a maturità il baccello si apre in corrispondenza delle due suture, dorsale e ventrale, rilasciando i semi.

Preparato della radice di Tetragonolobus purpureus, notare i tubercoli radicali che ospitano i rizobi. Nel riquadro, fioritura.

Altra caratteristica comune a molte delle leguminose è la presenza sulle radici di un batterio, il Rhizobium leguminosarum, che è in grado di fissare l'azoto atmosferico. Tale proprietà è utilizzata in agricoltura per effettuare la rotazione delle colture concimando così il terreno (pratica del sovescio).

L'habitus delle varie specie è differente: la famiglia comprende piante erbacee, arbustive o arboree.

Quasi tutte le specie della famiglia hanno foglie composte, pennate o palmate.

Distribuzione [modifica]

Le Fabacee hanno una diffusione eccezionalmente ampia, estesa a tutti i continenti fino alle terre più isolate - citiamo tra le altre la Groenlandia e le isole del Pacifico, con capacità di adattamento agli habitat più disparati.

In Italia le Fabacee sono presenti in tutte le regioni (vedi sotto per la lista dei generi).

Usi in cucina [modifica]

Questi vegetali vengono consumati sia freschi che cotti e contengono molta acqua e proteine.
Spesso nell'alimentazione vengono associati ai cereali, in quanto questi due tipi di alimenti si compensano a vicenda dal punto di vista nutrizionale.
I legumi forniscono anche un importante apporto energetico, essendo costituiti per lo più da carboidrati, sono inoltre fonte di acido folico, vitamina B1, vitamina H, diversi minerali tra i quali ferro, zinco e magnesio, fibre[1].

Nei legumi sono presenti tre oligosaccaridi: raffinosio, stachiosio e verbascosio (in quantità massime nei legumi secchi, minime in fagioli e piselli freschi), che non vengono digeriti dagli enzimi del tratto gastrointestinale e fermentano nella flora batterica del colon, con una produzione di gas da 3 a 6 volte maggiore degli altri nutrienti [2].

Sistematica [modifica]

La famiglia comprende 650 generi circa con oltre 12.000 specie ed è suddivisa in tre sottofamiglie:


Generi [modifica]

Generi presenti in Italia [modifica]

In Italia [1] sono rappresentati a vario titolo (flora indigena, specie naturalizzate, colture agricole, piante ornamentali) i seguenti generi :

Note [modifica]

  1. ^ (EN) Virginia Messina, Mark Messina. The Vegetarian Way - Total Health for You and Your Family. May 1996, Three River Press, NY, USA. ISBN 978-0-517-88275-7 (0 517 88275 2) (cit. in: Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana. Marco Lorenzi, Luciana Baroni. FAQ sulla Nutrizione Vegetariana . Edizione 2004. Versione online. Scienzavegetariana.it)
  2. ^ Strong, Frank M., Chairman, Subcommittee on Naturally Occurring Toxicants in Food, Toxicants Occurring in Foods, National Accademy of Science, 1973 pp. 487-489

Voci correlate [modifica]

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Collegamenti esterni [modifica]

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