Legislazioni sull'aborto

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1leftarrow.pngVoce principale: Aborto.

Mappa che sintetizza le posizioni della legislazione sull'aborto nel mondo.[1]

██ Legale su richiesta

██ Illegale salvo che in caso di rischio per la vita della madre, problemi di salute fisica o mentale, stupro, malformazione del feto, e/o fattori socioeconomici

██ Illegale salvo che in caso di rischio per la vita della madre, problemi di salute fisica o mentale, stupro, e/o malformazione del feto

██ Illegale salvo che in caso di rischio per la vita della madre, problemi di salute fisica o mentale, e/o stupro

██ Illegale salvo che in caso di rischio per la vita della madre, e/o problemi di salute fisica o mentale

██ Illegale senza eccezioni

██ Legislazione variabile per regioni

██ Nessuna informazione

L'aborto e la legge: ammissibilità[modifica | modifica wikitesto]

L'ammissibilità morale dell'aborto o interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è in gran parte soggetta a convinzioni etiche, ad orientamenti religiosi o più in generale al modo in cui una cultura si pone di fronte a concetti come l'anima o la vita.

A partire dagli ultimi decenni del XX secolo, l'IVG è una pratica autorizzata per legge in buona parte del mondo, soprattutto in quello occidentale, a discrezione della donna nei primi mesi della gestazione.

Le motivazioni oggi ammesse sono diverse. In primo luogo i casi di salute della madre, di gravi malformazioni del feto, di violenza carnale subita. Queste motivazioni sono ammesse anche nei paesi a dominanza maschile e di stampo conservatore, come l'Iran. In numerose nazioni si tiene tuttavia conto anche di istanze psicologiche e sociali, garantendo alla madre la possibilità di ottenere l'IVG in sicurezza ricorrendo a strutture mediche competenti. Le motivazioni ammesse sono, oltre a quelle qui sopra, il solo giudizio della donna sulla propria impossibilità di diventare madre ad esempio per giovane età, per rapporti preesistenti al di fuori dei quali è stato concepito il bambino, per timore delle reazioni del proprio nucleo familiare (o della società in genere) nei confronti di una gravidanza avvenuta fuori da quanto si percepisca come lecito. In diversi paesi, tra cui l'Italia, l'aborto è garantito anche alle minorenni, cui, in assenza dei genitori, viene affiancato un tutore del tribunale minorile.

In altre nazioni ancora, l'aborto è imposto alla donna o fortemente raccomandato quando il nascituro non abbia le caratteristiche volute dalla famiglia, prima fra tutte il sesso. Questa condizione sociale privilegia i maschi rispetto alle femmine che vengono, in alcuni stati, sistematicamente abortite. Questa situazione è oggi nota per essere endemica in ampie zone dell'India e della Cina in quest'ultima il numero degli uomini ha superato quello delle donne per oltre 40 milioni di individui.[senza fonte]

Tempistiche: entro quando si può richiedere la IVG[modifica | modifica wikitesto]

Negli stati in cui la IVG è legale, può venire richiesta su solo giudizio della donna entro un dato periodo di tempo. Scaduto questo viene concessa solo in casi rari, a discrezione del medico e in presenza di gravi malformazioni del feto o di rischio per la salute della donna. Il termine varia anche considerevolmente a seconda della legge dello stato in cui ci si trova. In Italia, come in molti altri, il termine è la 12ª settimana di gestazione, in Inghilterra la 24ª.

L'IVG nella legislazione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Legislazione precedente al 1978[modifica | modifica wikitesto]

Prima del 1978, l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), in qualsiasi sua forma, era considerata dal codice penale italiano un reato (art. 545 e segg. cod. pen., abrogati nel 1978). In particolare:

  • causare l'aborto di una donna non consenziente (o consenziente, ma minore di quattordici anni) era punito con la reclusione da sette a dodici anni (art. 545),
  • causare l'aborto di una donna consenziente era punito con la reclusione da due a cinque anni, comminati sia all'esecutore dell'aborto, sia alla donna stessa (art. 546),
  • procurarsi l'aborto era invece punito con la reclusione da uno a quattro anni (art. 547).
  • istigare all'aborto, o fornire i mezzi per procedere ad esso era punito con la reclusione da sei mesi a due anni (art. 548).

In caso di lesioni o morte della donna le pene erano ovviamente inasprite (art. 549 e 550), ma, nel caso "... alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 545, 546, 547, 548 549 e 550 è stato commesso per salvare l'onore proprio o quello di un prossimo congiunto, le pene ivi stabilite sono diminuite dalla metà ai due terzi." (art. 551).

La regolamentazione dell'IVG del 1978[modifica | modifica wikitesto]

Le premesse storiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 il tema della regolamentazione dell'aborto riceveva l'attenzione dei mezzi di comunicazione, in particolare dopo l'arresto del segretario del Partito Radicale Gianfranco Spadaccia, della segretaria del Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto (CISA) Adele Faccio e della militante radicale Emma Bonino, per aver praticato aborti, dopo essersi autodenunciati alle autorità di polizia (azione nonviolenta dei radicali).

Il CISA era un organismo fondato da Adele Faccio che con molte altre donne si proponeva di combattere la piaga dell'aborto clandestino, creando i primi consultori in Italia e organizzando dei «viaggi della speranza» verso le cliniche inglesi e olandesi, dove grazie a voli charter e a convenzioni contrattate dal CISA, era possibile per le donne avere interventi medici a prezzi contenuti e con i mezzi tecnologicamente più evoluti. Nel 1975 dopo un incontro prima con Marco Pannella e poi con Gianfranco Spadaccia il CISA si federava con il Partito radicale, e in poche settimane entrava in funzione l'ambulatorio di Firenze presso la sede del partito.

Il 5 febbraio una delegazione comprendente Marco Pannella e Livio Zanetti, direttore de L'espresso, presentava alla Corte di Cassazione la richiesta di un referendum abrogativo degli articoli nn. 546, 547, 548, 549 2º Comma, 550, 551, 552, 553, 554, 555 del codice penale, riguardanti i reati d'aborto su donna consenziente, di istigazione all’aborto, di atti abortivi su donna ritenuta incinta, di sterilizzazione, di incitamento a pratiche contro la procreazione, di contagio da sifilide o da blenorragia.

Cominciava in questo modo la raccolta firme. Il referendum era patrocinato dalla Lega XIII maggio e da L’Espresso, che lo promossero unitamente al Partito Radicale e al Movimento di liberazione della donna. Tra le forze aderenti figuravano Lotta continua, Avanguardia operaia e PdUP-Manifesto.

Dopo aver raccolto oltre 700.000 firme, il 15 aprile del 1976 con un Decreto del Presidente della Repubblica veniva fissato il giorno per la consultazione referendaria, ma lo stesso Presidente Leone il primo maggio fu costretto a ricorrere per la seconda volta allo scioglimento delle Camere. Erano forti i timori dei partiti per le divisioni che poteva provocare una nuova consultazione popolare dopo l’esperienza del referendum sul divorzio dell'anno precedente.

Il bisogno di adeguare la normativa si è presentato al legislatore anche in seguito alla sentenza n.27 del 18 febbraio 1975 della Corte Costituzionale. Con questa sentenza la Suprema Corte, pur ritendendo che la tutela del concepito ha fondamento costituzionale, consentiva il ricorso alla IVG per motivi molto gravi.

La legge 194[modifica | modifica wikitesto]

La legge italiana sulla IVG è la Legge 22 maggio 1978, n.194 (generalmente citata come "la 194") con la quale sono venuti a cadere i reati previsti dal titolo X del libro II del codice penale con l'abrogazione degli articoli dal 545 al 555, oltre alle norme di cui alle lettere b) ed f) dell'articolo 103 del T.U. delle leggi sanitarie.

La 194 consente alla donna, nei casi previsti dalla legge (vedi sotto), di poter ricorrere alla IVG in una struttura pubblica (ospedale o poliambulatorio convenzionato con la Regione di appartenenza), nei primi 90 giorni di gestazione; tra il quarto e quinto mese è possibile ricorrere alla IVG solo per motivi di natura terapeutica.

Il prologo della legge (art. 1), recita:

Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.
L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.
Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.

L'art. 2 tratta dei consultori e della loro funzione in relazione alla materia della legge, indicando il dovere che hanno nei confronti della donna in stato di gravidanza:

  • informarla sui diritti a lei garantiti dalla legge e sui servizi di cui può usufruire;
  • informarla sui diritti delle gestanti in materia laborale;
  • suggerire agli enti locali soluzioni a maternità che creino problemi;
  • contribuire a far superare le cause che possono portare all'interruzione della gravidanza.

Nei primi novanta giorni di gravidanza il ricorso alla IVG è permesso alla donna

che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito (art. 4).

La IVG è permessa dalla legge anche dopo i primi novanta giorni di gravidanza (art. 6):

  • quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;
  • quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Le minori e le donne interdette devono ricevere l'autorizzazione del tutore o del giudice tutelare per poter effettuare la IVG. Ma, al fine di tutelare situazioni particolarmente delicate, la legge 194 prevede che (art.12)

...nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all'articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza.

La legge stabilisce che le generalità della donna rimangano anonime.

La legge prevede inoltre che "il medico che esegue l'interruzione della gravidanza è tenuto a fornire alla donna le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite" (art. 14).

Il ginecologo può esercitare l'obiezione di coscienza. Tuttavia il personale sanitario non può sollevare obiezione di coscienza allorquando l'intervento sia "indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo" (art. 9, comma 5).

La donna ha anche il diritto a lasciare il bambino in affido all'ospedale per una successiva adozione, e a restare anonima.

Questa legge è stata confermata dagli elettori con una consultazione referendaria il 17 maggio 1981.

IVG negli altri Paesi[modifica | modifica wikitesto]

IVG negli Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione "pro-choice" negli Usa.
Manifestazione "pro-life" negli Usa.

Negli Stati Uniti il dibattito etico sull'aborto è molto acceso e ha più volte richiesto l'intervento dei tribunali[2].

Negli stati del Nord, già dagli anni 60 era liberamente praticato anche se illegale. Solo nel 1973 la Corte Suprema concesse la libertà di abortire ad una donna, allora era conosciuta con il nome di Jane Roe, la sentenza arrivò a parto avvenuto e fu inutile. Ma in seguito, col suo vero nome, Norma McCorvey, si prodigò per la causa abortista. Oggi però dopo più di 30 anni chiede la revisione del processo e guida la cordata delle "donne pentite di avere abortito", essendosi pentita nel 1995 degli effetti del movimento da lei iniziato[3].

A venti anni di distanza (1980) si avevano già due schieramenti nettamente divisi:

  • i "pro-life", operanti sotto l'egida di Randall Terry e la sua "Operatione Rescue", rappresentanti l'estrema destra e il Christian Coalition, fra i quali, tuttavia, sono sorte alcune polemiche[4].
  • i "pro-choice", rispondenti alla "Planned Parenthood Federation Of America"[5] di Jane Johnson, rappresentanti le femministe democratiche.

I pro-life da quando fu approvato l'aborto annualmente compiono la Marcia per la vita di Washington, a cui, nel 1974, parteciparono 20.000 persone[6].

La lotta tra le due fazioni fa la prima vittima pro-choice nel 1993, quando un dottore abortista, David Gunn, viene ucciso con un colpo a bruciapelo esploso da un fondamentalista cristiano, Michael Griffin.[7][8] Nella sua campagna antiabortista la "American Coalition Of Life Advocates" di Andrew Burnett inserisce in un volantino il nome di tredici dottori che praticavano l'aborto. Ad oggi (2006) almeno 5 hanno ricevuto attentati[9].

In USA la lotta pro/contro l'aborto si è scatenata come una vera e propria crociata, sfociando spesso in atti di violenza, che hanno la loro massima espressione nelle sparatorie verso le cliniche abortiste.[10][11]

In alcune zone lo spirito intimidatorio è talmente forte da causare veri e propri abusi. Nel 1994 una ragazza di 15 anni del Nebraska è stata costretta al parto. Per difendersi da una folla di anti-abortisti la famiglia della giovane aveva chiamato la polizia, che portò via la ragazza per meglio proteggerla; in seguito ad un processo fu deciso che non abortisse.[12]

Nel 2011 in Mississippi un referendum popolare ha respinto la norma che rendeva illegale l’aborto.[13]

IVG in India[modifica | modifica wikitesto]

La società indiana vieta l'aborto, anche se è stata in passato molto tollerante con i trasgressori. Nel paese viene spesso praticato l'aborto selettivo di feti di sesso femminile. A tal proposito dal 1994 sono stati vietati gli esami prenatali che permettono di conoscere il sesso del nascituro. Tuttavia sono molti i medici disposti ad ignorare la legge, anche perché raramente viene comminata una pena ai trasgressori. Anche per questo ha fatto scalpore l'arresto di un medico, Anil Sabhani, che ha praticato nel 2006 un aborto selettivo di un feto di sesso femminile. Il medico ed il suo assistente sono stati condannati a due anni di prigione e a pagare un'ammenda di 5mila rupie a testa (circa 100 dollari). Per l'arresto sono state necessarie prove audiovisive, e la testimonianza di tre donne, che agivano in accordo con la polizia.

Secondo uno studio del Lancet, una rivista medica, in India l'aborto selettivo impedirebbe la nascita di 500mila bambine all'anno. Il governo indiano stima che nel 1991 ogni 1000 uomini nel paese vivevano 972 donne, mentre nel 2001 la media era scesa a 933. La media nazionale è oggi di 927, e negli stati del nord (Punjab e l'Haryana) la media si abbassa ulteriormente. Le cause dell'aborto selettivo sono socio-economiche: un figlio maschio è preferito perché perpetua il nome della famiglia, mentre una femmina con il matrimonio deve abbandonare la propria casa per diventare proprietà di un'altra famiglia, e richiede una dote elevata per un buon matrimonio.

La pratica dell'aborto selettivo ha provocato uno squilibrio notevole tra le nascite di maschi e femmine, tanto che un'intera generazione di maschi si appresta a diventare adulto dovendo prendere coscienza del fatto che non ci sono abbastanza donne per garantire continuità a tutte le famiglie indiane.

Per scongiurare l'aborto di feti femminili il governo insieme al Plan International hanno prodotto anche una soap opera intitolata Nata dall'anima, per raggiungere e sensibilizzare le donne. Nella soap la madre viene messa in secondo piano ed è la famiglia del marito a scegliere per lei e a costringerla ad un parto cesareo prematuro per liberarsi del feto indesiderato.

Nel 2005 Swami Agnivesh, attivista politico e leader religioso, ha organizzato una carovana religiosa, con esponenti di ogni religione, negli stati del nord per scoraggiare l'aborto.[senza fonte]

IVG in Cina[modifica | modifica wikitesto]

La Cina si trova in una situazione molto simile all'India. La nascita di una figlia femmina viene vissuta con disonore e le innovative tecniche ad ultrasuoni permettono di praticare subito l'aborto. Intorno alla metà del secolo scorso è stata introdotta la normativa del figlio unico, per ridurre la sovrappopolazione, ma questa legge ha portato ad un rapido declino della nascita di femmine. Si preferisce, per continuità dinastica, avere figli maschi, che al matrimonio restano in casa e si occupano degli anziani genitori, piuttosto che una femmina.

Si è recentemente tentato di legiferare contro l'aborto selettivo, ma alla fine non si è giunti a nessun risultato: è considerato diritto della donna conoscere il sesso del nascituro. Dopo questo è estremamente facile corrompere un medico per effettuare un aborto.[senza fonte]

Legislazione per nazione[modifica | modifica wikitesto]

La seguente tabella presenta la situazione attuale della legislazione relativa all'aborto nel mondo, divisa per continente.

Legenda:

  • Sì - Legale.
  • No - Illegale.
  • * - Legale solo durante il primo trimestre (il limite esatto può variare).
  • # - Legale solo durante il primo e secondo trimestre (il limite esatto può variare).
  • Limitato - Legale però soggetto a rilevanti restrizioni.
  • Varia - Varia a seconda della regione.
  •  ? - Informazione mancante o norma legale molto ambigua.

Esiste un comune denominatore alle legislazioni dei vari Paesi che convergono nel considerare la donna come libera di disporre del proprio corpo e come l'unica avente diritto entro limiti oggettivi prestabiliti sul destino del nascituro, escludendo l'autorità del padre o dello Stato. Praticamente tutte, convergono nel vietare l'aborto selettivo di uno o più feti in caso di parto plurigemellare.

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Paese Protezione della vita della madre Salute fisica Salute mentale Stupro Anomalie del feto Fattori socio-economici Su richiesta
Algeria # # Si [1] No No [2] No
Angola * No No No No No No
Benin No No No No No No
Botswana No No
Burkina Faso * No No
Burundi ? No No No No
Camerun ? No No No
Capo Verde * * *
Repubblica Centrafricana No No No No No No
Ciad No No No No No No
Comore ? No No No No
Repubblica del Congo No No No No No No
Repubblica Democratica del Congo No No No No No No
Gibuti ? ? No No No No
Egitto Limitato No No No No No No
Guinea Equatoriale ? No No No No
Eritrea ? No No No No
Etiopia ? No No No No
Gabon No No No No No No
Gambia No No No No
Ghana No No
Guinea-Bissau * * * * * *
Kenia Limitato Limitato Limitato No No No No
Lesotho No No No No No No
Liberia No No
Libia No No No No No No
Madagascar No No No No No No
Malawi Limitato No No No No No No
Mali No No No No No No
Mauritania No No No No No No
Maurizio No No No No No No
Marocco * * * No No No No
Mozambico No No No * (Illegale, ma permessi in casi particolari) [3]
Namibia No No
Niger No No No No No No
Nigeria No No No No
Ruanda No No No No
Sao Tomè e Principe * No No No No No No
Senegal No No No No No No
Seychelles * * * * * No No
Sierra Leone No No No No
Somalia No No No No No No
Sudafrica # # # # # # *
Sudan No No No No No
Swaziland No No No No No No
Tanzania No No No No
Togo * ? ? ? ? No No
Tunisia * * * * * * *
Uganda No No No No
Zambia No No
Zimbabwe No No No

America[modifica | modifica wikitesto]

Paese Protezione della vita della madre Salute fisica Salute mentale Stupro Anomalie del feto Fattori socio-economici Su richiesta
Antigua e Barbuda * No No No No No No
Argentina No Limitato No No No
Bahamas ? ? No No
Barbados No
Belize No No
Bolivia ? No No No
Brasile No No No No No
Canada
Cile No No No No No No No
Colombia Limitato No No
Costa Rica ? No No No No
Cuba
Dominica No No No No No No
Ecuador ? Limitato No No No
El Salvador No No No No No No No
Grenada No No No No
Guatemala No No No No No No
Guyana * * * * * *
Haiti ? No ? ? No No
Honduras Limitato No No No No No No
Giamaica Limitato Limitato Limitato No No No No
Messico * * * *
Nicaragua No No No No No No
Panamá No * No No
Paraguay No No No No No No
Perù No No No No
Porto Rico
Repubblica Dominicana No No No No No No
Saint Kitts e Nevis No No No No
Santa Lucia No No No No
Saint Vincent e Grenadine No
Stati Uniti Varia
Suriname No No No No No No
Trinidad e Tobago No No No No
Uruguay * * No * No
Venezuela No No No No No No

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Paese Protezione della vita della madre Salute fisica Salute mentale Stupro Anomalie del feto Fattori socio-economici Su richiesta
Afghanistan No No No No No No
Azerbaigian Sì*
Arabia Saudita * Limitato Limitato No No No No
Bangladesh * * * * * *
Bahrain
Bhutan ? ? ? ? ? ? ?
Birmania No No No No No No
Brunei No No No No No No
Cambogia
Corea del Nord
Corea del Sud Limitato Limitato Limitato Limitato Limitato Limitato Limitato
Cina
Emirati Arabi Uniti Limitato No No No No No No
Filippine No No No No No No
Georgia # # # # # # *
Giappone # # # # # # No
Giordania No No No No
Hong Kong No No No
India # # # # No
Indonesia No No No No No No
Iran No No No No No No
Iraq Limitato No No No Limitato No No
Israele No No
Kazakistan # # # # # # *
Kirgizistan # # # # # # *
Kuwait Limitato Limitato Limitato No Limitato No No
Laos No No No No No No
Libano No No No No No No
Malaysia * * * No No No No
Maldive Limitato Limitato No No No No No
Mongolia Limitato Limitato * * * * *
Nepal * *
Oman No No No No No No
Qatar No Limitato No No
Pakistan No No No No
Singapore # # # #
Siria Limitato No No No No No No
Sri Lanka No No No No No No
Tagikistan # # # # # # *
Thailandia No No No
Turkmenistan # # # # # # *
Uzbekistan # # # # # # *
Vietnam
Yemen No No No No No No

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Paese Protezione della vita della madre Salute fisica Salute mentale Stupro Anomalie del feto Fattori socio-economici Su richiesta
Albania
Andorra No No No No No No
Armenia # # # # # # *
Austria * * * (illegale, ma non punibile)
Belgio
Bielorussia
Bosnia ed Erzegovina
Bulgaria # * * * *
Croazia
Cipro ? No
Danimarca
Estonia
Finlandia # # # No
Francia * * *
Germania # # * * * * (illegale, ma non punibile)
Grecia
Ungheria
Islanda No
Irlanda No No No No No No
Italia * * *
Lettonia
Liechtenstein No No No No
Lituania
Lussemburgo Limitato Limitato Limitato Limitato Limitato Limitato No
Repubblica di Macedonia (F.Y.R.)
Malta No No No No No No No
Moldavia *
Monaco No No No No No No
Montenegro
Paesi Bassi
Norvegia
Polonia * * * No No
Portogallo * # * *
Regno Unito # # No # No
Repubblica Ceca # # * * # * *
Romania * * * * *
Russia # # # # # # *
San Marino No No No No No No
Serbia
Slovacchia # # * # # * *
Slovenia
Spagna *
Svezia
Svizzera * *
Turchia Limitato Limitato Limitato * Limitato * *
Ucraina # # # # # # *
Città del Vaticano No No No No No No No

Oceania[modifica | modifica wikitesto]

Paese Protezione della vita della madre Salute fisica Salute mentale Stupro Anomalie del feto Fattori socio-economici Su richiesta
Australia Varia Varia Varia Varia Varia Varia
Isole Cocos No No No No
Figi ? ? No
Kiribati No No No No No No
Isole Marshall Limitato No No No No No No
Micronesia No No No No No No
Nauru Limitato Limitato Limitato No No No No
Nuova Zelanda No No
Niue ? ? No No No No
Palau No No No No No No
Papua Nuova Guinea * * * No No No No
Samoa No No No No
Isole Salomone Limitato No No No No No No
Tonga No No No No No No
Tuvalu No No No No No No
Vanuatu No No No No

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Relazione 2011 dell'ONU sullo stato delle leggi sull'aborto. (PDF).
  2. ^ Giacomo Viggiani, La questione giuridica dell’aborto negli Stati Uniti in AboutGender, vol. 3, nº 5.
  3. ^ Il Terzo Secolo
  4. ^ Religious Right Update
  5. ^ Sito istituzionale della Planned Parenthood
  6. ^ Sito ufficiale del March of Life
  7. ^ Articolo del New York Times del 14 marzo 1993
  8. ^ Articolo del Ms. Magazine, anno 2002
  9. ^ Articolo dal Washington Post del 15 gennaio 1999
  10. ^ "History of Violence" dal sito Planned Parenthood
  11. ^ Articoli dal New York Times
  12. ^ Episodio citato in "Medicaid Fraud Is New Weapon in the Abortion Battleground" dal NYT del 3 agosto 1997
  13. ^ Il referendum del 2011 oltre a rendere lecita la pratica dell'interruzione di gravidanza ha legalizzato anche molte forme di contraccezione. È stato respinto il principio che sottostava alle norme ossia la difesa di ogni persona fin dal concepimento, compreso quello in vitro una legge http://www.ilpost.it/2011/11/09/i-referendum-negli-stati-uniti/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]