Legio X (Cesare)
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La legio X di Cesare o legio X Equestris ("equestre") e forse anche legio X Veneria,[1] fu una legione romana utilizzata da Gaio Giulio Cesare nel 58 a.C. per l'invasione della Gallia, e fu sciolta o forse solo rinominata per essere inclusa nella X Gemina dopo la battaglia di Azio del 31 a.C.. Il suo simbolo era il toro. Il suo soprannome le venne dal fatto che i legionari furono una volta usati come guardia del corpo a cavallo.[2]
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[modifica] Storia
La sua formazione potrebbe ricercarsi addirittura durante la Guerra sociale del 90-89 a.C. o forse attorno al 72 a.C. quando la troviamo nella Gallia transalpina.[3] La legione combatté durante la campagna di conquista della Gallia dal 58 al 50 a.C. e divenne la preferita di Cesare, la sua fedelissima, tanto che il generale la scelse come sua guardia personale: Ariovisto, comandante dei Germani, gli impose di parlamentare scortato solo da cavalieri, sapendo che la cavalleria di Cesare era in quel momento formata solo da alleati; allora Cesare fece montare soldati della X di provata fedeltà.[2] I suoi soldati furono congedati nel 45 a.C., ottenendo in premio le terre attorno a Narbona.
Dopo l'uccisione di Cesare e lo scoppio delle guerre civili, la legione fu ricostituita da Lepido, combattendo al comando dei triumviri fino alla Battaglia di Filippi. I veterani ottennero terre vicino a Cremona, mentre da un'iscrizione si sa che a quel tempo il nome della legione era Veneria, cioè devota a Venere, da cui, secondo la leggenda discendeva la gens Julia.[4]
La legione seguì poi Marco Antonio in Armenia, durante la sua campagna militare contro i Parti e continuò a combattere per lui anche nel conflitto civile che lo vide opposto a Ottaviano. Dopo la battaglia di Azio, la legione entrò a far parte dell'esercito di Ottaviano. I veterani furono insediati a Patras. Quando la legione si ribellò ad Augusto, fu privata del titolo di equestre e fu poi unita alla Legio X Gemina.
[modifica] Note
- ^ Keppie, p.204.
- ^ a b Cesare, I.42.
- ^ Gonzales, p.291.
- ^ CIL V 4191, C. Lanius C. f(ilius) Ani(ensis) de leg(ione) X Vener(ia), citata in Ritterling, Emil, "Legio X Veneria", Legio.
[modifica] Bibliografia
[modifica] Fonti primarie
- Cesare, De bello Gallico.
[modifica] Fonti secondarie
- J.R.Gonzales, Historia de las legiones romanas, Madrid 2003.
- Keppie Lawrence, The making of the roman army from republic to empire, Oklahoma 1998.
- Lendering, Jonas, "Legio X Gemina", livius.org
- Ritterling's "Legio", "Legio X Veneria"

