Legio II (Pompeo)

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Legio II
Pompejus modified.png
Descrizione generale
Attiva dal 55 a.C.[1] al 44 a.C.;
potrebbe trattarsi della stessa legione riformata da Marco Antonio dopo il 44 a.C. (la legio II.[2]
Tipo legione consolare
Battaglie/guerre Guerra civile (49-44 a.C.)
Campagna di Lerida (49 a.C.);
battaglia di Munda (45 a.C.);
battaglia di Forum Gallorum (43 a.C.);
battaglia di Mutina (43 a.C.).
Comandanti
Comandanti degni di nota Gneo Pompeo Magno

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La legio II era un'unità militare romana di epoca tardo repubblicana, che fu arruolata da Gneo Pompeo Magno nella penisola italica nell'anno di consolato del 55 a.C. Fu inviata in Hispania nel 52 a.C.[3] Sembra abbia partecipato ad una campagna in Lusitania[4] maturando in questi anni una notevole esperienza di combattimento.[5] Prese parte alla campagna di Lerida del 49 a.C., al termine della quale passò insieme alla Legio Vernacula dalla parte del vincitore, Cesare.[6][7] Fu, quindi, posta sotto il comando del legato della Hispania Ulterior, Quinto Cassio Longino, per i successivi due anni.[8] Nel 48 a.C. fu inviata in Africa per combattere i pompeiani, ma a causa delle difficoltà incontrate nella campagna militare, si ammutinò e fu ricondotta in Spagna insieme alla legio Vernacula (anch'essa ex-pompeiana), nella capitale provinciale, Cordova che si era ribellata.[9] Poco più tardi passò nuovamente dalla parte dei pompeiani (offrendosi a Quinto Cecilio Metello Pio Scipione Nasica che si trovava in Africa[10]), ed al loro fianco combatté nella successiva battaglia di Munda (45 a.C.) dove fu probabilmente distrutta.[11]

Vi sarebbero chi ritiene che questa stessa legione sia sopravvissuta alla disfatta dei Pompeiani e sia la stessa che troviamo tra le forze cesariane in Epiro, ad Apollonia, in vista della campagna di Cesare contro i Parti e che poi sia andata a costituire la legio II di Marco Antonio.[7] Sembrerebbe, infatti, che dopo la morte di Cesare sia stata condotta in Gallia Cisalpina. L'anno successivo nel 43 a.C. avrebbe partecipato alla battaglia di Forum Gallorum ed a quella di Mutina a fianco di Antonio.[12][13] Quest'ultimo avrebbe pagato a questa legione donativo, per evitare che passasse dalla parte di Ottaviano, come avevano già fatto la legio Martia e la IIII.[14]

Alcuni, infine sostengono, che la stessa legione, al termine della guerra civile tra Antonio e Ottaviano, quest'ultimo potrebbe averla sciolta, tra il 30 ed il 14 a.C., quando furono mandati in congedo tra i 105.000 ed i 120.000 veterani.[15][16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ H.M.D.Parker, Roman Legions, Cambridge 1958, p.68.
  2. ^ J.R.Gonzalez, Historia del las legiones romanas, p.73.
  3. ^ Appiano, Guerra civile, II, 24.
  4. ^ J.R.Gonzalez, Historia del las legiones romanas, p.71.
  5. ^ Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum, 61.
  6. ^ H.M.D.Parker, Roman Legions, Cambridge 1958, p.60.
  7. ^ a b E.Ritterling, voce Legio, in Realencyclopädie of Klassischen Altertumswissenschaft, Stuttgart 1924-1925, p.1437.
  8. ^ Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum, 53.
  9. ^ Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum, 51-61.
  10. ^ Aulo Irzio, Bellum Hispaniense, 7 e 13.
  11. ^ Aulo Irzio, Bellum Hispaniense, 7.
  12. ^ Cicerone, Epistulae ad familiares, X, 29; X, 33; XII, 23.2.
  13. ^ L.Keppie, The making of the roman army, p.114 e 116.
  14. ^ Appiano, Guerra civile, III, 45.
  15. ^ Augusto, Res Gestae Divi Augusti, III, 15, 16.
  16. ^ J.R.Gonzalez, Historia del las legiones romanas, p.72-73.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • J.Carcopino, Julio César. El proceso Clasico de la concentracion del poder, Madrid 1974.
  • T.A. Dodge, Caesar, New York, 1989-1997, ISBN 0-306-80787-4.
  • J.R.Gonzalez, Historia del las legiones romanas, Madrid 2003.
  • L.Keppie, The making of the roman army, Oklahoma 1998.
  • H.M.D.Parker, Roman Legions, Cambridge 1958.
  • E.Ritterling, voce Legio, in Realencyclopädie of Klassischen Altertumswissenschaft, Stuttgart 1924-1925.