Leggi delle Indie

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Le Leggi delle Indie ( (ES) Leyes de Indias) costituirono il Corpo legislativo emesso dalla Corona Spagnola per regolare la vita politica, sociale ed economica nei suoi possedimenti coloniali delle Americhe e delle Filippine.

Comprendevano tutte le leggi, i decreti e le singole normative emanate sin dalla Scoperta delle Americhe, da parte della corona o del Consiglio delle Indie, anche se la normativa più corposa u destinata a regolare i rapporti tra i coloni e gli indigeni, tema per il quale furono compilate le Leggi di Burgos nel 1512 e le Nuove Leggi nel 1542.

Incisione d'epoca del frontespizio delle Leyes de indias

Solo nel 1680, le norme, ormai divenute oltre 6.385, furono riunite in un testo unitario solo nel , a seguito di una cedola reale, del 18 maggio dello stesso anno, in cui Carlo II, delegava il Consiglio delle Indie alla ricompilazione di tutte le fonti normative esistenti in 9 libri; tale opera prese il nome di Recopilación de las Leyes de los Reynos de Indias.

« 
  • I libro: Santa Fede Cattolica.
  • II libro: Delle Leggi, disposizioni, cedole ed ordinanze reali.
  • III libro: Governo e reale giurisdizione delle Indie.
  • IV libro: Governo delle città e normativa edilizia.
  • V libro: Governo e tribunali di provincia.
  • VI libro: Degli Indiani.
  • VII libro: Norme di diritto penale.
  • VIII libro: Amministrazione delle finanze.
  • IX libro: Della Reale Audencia e della Casa de Contratación di Siviglia.

[1] »

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Colonizzazione spagnola delle Americhe generò sin dalle origini forti conflitti tra le popolazioni indigeni residenti ed i coloni e tra i coloni e la stessa madrepatria.

Pomo di discordia erano le condizioni degli indigeni stessi ed in particolar modo i rapporti economici all'interno del sistema dell'Encomienda e degli abusi che ne conseguivano.

Nel 1512, Ferdinando II d'Aragona, reggente per conto della figlia, Giovanna di Castiglia, emanò proprio a tale scopo le Leggi di Burgos, le quali, tuttavia, a seguito dei rapporti di Bartolomeo de Las Casas, furono riviste da Carlo I nelle Nuove Leggi, compilate nel 1542 e poi ancora nel 1552.

Sebbene non fossero risultate particolarmente gradite ai coloni, a tali leggi Filippo II aggiunse, nel 1573, le Leggi delle Scoperte, che vietavano le operazioni non autorizzate contro i nativi americani indipendenti[2].

Nello stesso anno Filippo II, allo scopo di garantire una normativa sicura per i coloni e per le autorità locali che intendessero creare presidi militari, missioni e pueblos[3] istituì un testo unico, composto di 148 ordinanze, che rappresentò uno dei primi tentativi di regolare il popolamento urbano secondo un piano edificatorio efficiente ed unico per tutte le aree sottoposte al Consiglio delle Indie. Tra le fonti della norma troviamo principalmente Vitruvio e le opere di Leon Battista Alberti.

Come già accennato, l'insieme delle norme furono riunite solo nel 1680 ad opera di Carlo II ed in seguito nella seconda metà del XVIII secolo ad opera di Carlo III e Carlo IV di Spagna (Novissima Recompilacion).

L'influenza delle Leggi delle Indie fu notevole in quanto, a seguito della conquista americana di parte delle Colonie Spagnole (La Louisiana nel 1803, Florida nel 1819 e la parte settentrionale del Messico nel corso del XIX secolo[4]), la normativa spagnola divenne nota anche negli USA ed influenzò la Land Ordinance del 1785 la quale istituì il comune.[5]

Esempi tratti dalla normativa urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

  • Questi [coloni] che vogliano fare un impegno per la costruzione di un nuovo insediamento nella forma e secondo le modalità già previste, sia esso più o meno di 30 vecinos[6], (conoscano che) non dovrebbero essere non meno di dodici persone e ottengano autorizzazione e territorio nel rispetto delle condizioni prescritte.
  • Dopo aver fatto la scelta del sito su cui bisogna edificare la città, è necessario, come già detto,[che questa sia situata] in una posizione sopraelevata e sana, con mezzi di fortificazione, terreno fertile e terra per agricoltura e pastorizia, abbia carburante, legno e risorse, acqua dolce, popolazione nativa, facilità di trasporto, l'accesso e l'uscita, [e che sia] esposta al vento del nord, e se sulla costa , si prestino ulteriori considerazioni alla qualità del porto e che il mare non si trova più a sud o ovest, e, se possibile, non in prossimità di lagune o paludi in cui vivano animali velenosi e vi sia aria inquinata e acqua marcia.
  • Essi [coloni] cercheranno, per quanto possibile, di mantenere gli edifici tutti dello stesso tipo per il bene della bellezza della città.
  • All'interno della città sia delimitato uno spazio comune abbastanza grande affinché, qualora la popolazione sia soggetta una rapida espansione, vi sia sempre uno spazio sufficiente in cui le persone possano ristorarsi andare e portare il loro bestiame al pascolo senza fare eventuali danni.
  • Il sito e l'edificio di macelli, pescherie, concerie, e altre attività che producono sporcizia deve essere posizionato in modo che la sporcizia possa essere facilmente smaltita.

Tali regole, incluse nel libro IV della Recompilacion del 1680, derivano da 148 ordinanze poste dalla corona allo scopo di regolare in forma completa l'edificazione cittadina sia in Spagna sia nell'Impero coloniale.

Oltre agli esempi citati, nelle ordinanze sono inclusi forti specificazioni in merito alla Plaza Mayor (piazza principale), alle sue dimensioni, i limiti e l'obbligo di costruire da essa dodici strade dritte in una griglia rettilinea secondo la direzione dei venti prevalenti.

Altrettanto dettagliata è la normativa sanitaria che include l'obbligo di non edificare strutture sanitarie in prossimità ad edifici religiosi allo scopo di evitare contagi.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Britannica
  2. ^ Britannica
  3. ^ Il termine indica indistintamente villaggi o città
  4. ^ vedi Guerra messicano-statunitense
  5. ^ guida Good Design per lo sviluppo
  6. ^ uomini liberi
  7. ^ Fundacion de las ciudades hispanoamericanas (ES)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Spain/Council of the Indies and Juan Manzano Manzano. Recopilación de leyes de los reynos de las Indias. 4 vols. Madrid: Ediciones Cultura Hispánica, 1973 [1681] ISBN 978-84-7232-204-2
  • Spain/Council of the Indies. Recopilación de leyes de los reynos de las Indias, 1681. 5 vols. Mexico: M. A. Porrúa, 1987. ISBN 978-968-842-091-1
  • Spain/Council of the Indies. Recopilación de leyes de los reynos de las Indias. 3 vols. Madrid: Centro de Estudios Políticos y Constitutionales: Boletín Oficial del Estado, 1998 [1681]. ISBN 978-84-340-1040-6
  • Tyler, S. Lyman. The Indian Cause in the Spanish Laws of the Indies: With an Introduction and the First English Translation of Book VI, Concerning the Indians, from the Recopilación de leyes de los reinos de las Indias, Madrid, 1681. Salt Lake City: American West Center, University of Utah, 1980.
  • Tyler, S. Lyman. Spanish Laws Concerning Discoveries, Pacifications, and Settlements among the Indians: With an Introduction and the First English Translation of the New Ordinances of Philip II, July 1573, and of Book IV of the Recopilación de leyes de los reinos de las Indias, Relating to these Subjects. Salt Lake City: American West Center, University of Utah, 1980.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]