Leandro Bisiach

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Leandro Bisiach

Leandro Bisiach (Casale Monferrato, 1864Venegono Superiore, 1º dicembre 1945) è stato un liutaio italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Quando era un apprendista violinista, costruì da solo il suo primo violino e ricevette un compenso per questo. Così nel 1886 decise di diventare liutaio e si trasferì a Milano per lavorare con la famiglia Antoniazzi. Con loro costituì un sodalizio di grande importanza, mettendo a buon frutto le proprie capacità artistiche e manageriali. Dopo aver spostato il proprio laboratorio in diversi locali, si ritirò nella propria villa a Venegono Superiore (VA) lasciando i figli a continuare l'attività a Milano. Bisiach fu una figura di rilievo nel commercio di violini antichi, ma soprattutto ebbe il merito di creare una generazione di grandi liutai, tra i quali, per esempio vengono alla mente, Gaetano Sgarabotto, Igino Sderci, Pietro Borghi, Giuseppe Ornati e Ferdinando Garimberti.

Il suo laboratorio può essere considerato il più importante nell'Italia del periodo. Accanto a Leandro Bisiach stesso, lavorarono nel suo laboratorio i seguenti liutai: Riccardo Antoniazzi, Romeo Antoniazzi, Gaetano Sgarabotto, Giuseppe Ornati, Ferdinando Garimberti, Igino Sderci, Sesto Rocchi, Cipriano Briani, Camillo Mandelli, Ferruccio Varagnolo, Camillo Colombo, Vincenzo Cavani, Pietro Paravicini, Alberto Moglie, Andrea Bisiach, Carlo Bisiach, Pietro Borghi, Mirco Tarasconi, Leandro Bisiach Jr., Giacomo Bisiach, Iginio Siega e Carlo Ferrario.

Da quanto se ne sa, dopo la morte dell'ultimo grande maestro della tradizione cremonese, dopo la metà del XVIII secolo, solo i Ceruti rimasero a Cremona a preservare quella memorabile tradizione dalla totale estinzione. Furono gli Antoniazzi che trasferirono le poche conoscenze salvate dall'oblio, da Cremona a Milano.

Tuttavia il fatto più importante per la rinascita della liuteria lombarda fu sicuramente l'incontro tra Riccardo Antoniazzi e Leandro Bisiach; successivamente, grazie al suo talento, al suo gusto ed alla sua abilità negli affari, seguì la nascita, alla metà del XIX secolo, di un laboratorio che ebbe subito grande fama internazionale.

Strumenti[modifica | modifica wikitesto]

Bisiach è stato autore di restauri e ricostruzioni di antichi strumenti, nonché di moderne sperimentazioni. In questo senso, un lavoro di grande importanza è stato il restauro di una violetta piccola[1] di Zuan Maria della Corna, risalente ad inizio Cinquecento. Ha costruito una viola d'amore, commissionatagli da Puccini per la prima della Madama Butterfly. Lo stesso Puccini ha scritto una lettera di ringraziamento a Bisiach, complimentandosi per l'ottima resa dello strumento[2]. Tra il 1900 e il 1903 ha realizzato il quartetto d'amore, un quartetto d'archi munito di corde di risonanza analoghe a quelle della viola d'amore. Nel 1914 ha costruito, su commissione di Tito Ricordi, una viola pomposa d'amore a cinque corde, con altre cinque corde di risonanza sotto la tastiera. Lo strumento è stato scelto personalmente da Riccardo Zandonai per essere impiegato nella Francesca da Rimini. Ha inoltre costruito una cetra, per il Nerone di Arrigo Boito, conservata al Museo del Teatro alla Scala, a Milano[3].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Egli ricevette vari premi e riconoscimenti alle Esposizioni Mondiali di Londra del 1895, di Atlanta del 1895-1896, di Torino del 1898, di Parigi del 1900, di Milano del 1906 e di Bruxelles del 1910.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ovvero una viola da gamba soprano.
  2. ^ Datata 16 gennaio 1905, l'originale è posseduto dagli eredi Bisiach. Cfr. Gallini, p. 26
  3. ^ Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eric Blot, Un secolo di Liuteria Italiana 1860-1960 - A century of Italian Violin Making - Emilia e Romagna I, Cremona 1994. ISBN 88-7929-026-6
  • La Liuteria Italiana / Italian Violin Making in the 1800s and 1900s - Umberto Azzolina
  • I Maestri Del Novicento - Carlo Vettori
  • La Liuteria Lombarda del '900 - Roberto Codazzi, Cinzia Manfredini 2002
  • Dictionary of 20th Century Italian Violin Makers - Marlin Brinser 1978
  • Dictionnaire Universel del Luthiers - Rene Vannes 1951,1972, 1985 (vol.3)
  • Universal Dictionary of Violin & Bow Makers - William Henley 1970
  • Meister Italienischer Geigenbaukunst - Walter Hamma 1964
  • Natale Gallini, Franco Gallini, Museo degli strumenti musicali, Milano, 1963.
  • BISIACH, Giuseppe, detto Leandro in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato l'11 marzo 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]