Le ultime 56 ore

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Le ultime 56 ore
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2010
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, azione, thriller
Regia Claudio Fragasso
Soggetto Rossella Drudi
Sceneggiatura Rossella Drudi
Produttore Carlo Bernabei
Casa di produzione Heles Film Production, A&B Production
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Patrizio Patrizi
Montaggio Ugo De Rossi
Musiche Pino Donaggio
Scenografia Anna Forletta
Costumi Stefano Giovani
Trucco Roberto Pastore
Interpreti e personaggi

Le ultime 56 ore è un film del 2010 diretto da Claudio Fragasso, ed interpretato da Gianmarco Tognazzi, Luca Lionello e Barbora Bobulova.

La pellicola – sceneggiata da Rossella Drudi, moglie di Fragasso – tratta l'argomento della cosiddetta sindrome dei Balcani, ovvero quella lunga serie di malattie (per lo più linfomi di Hodgkin e altre forme di cancro, imputabili all'uso dell'uranio impoverito) che hanno colpito i soldati dell'Esercito Italiano al ritorno dalle missioni di pace internazionali (in questo caso, dalla guerra del Kosovo).

Questo film è stato dichiarato di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e, nonostante la tematica trattata, ha ricevuto il sostegno del Ministero della Difesa. Il film è uscito nelle sale italiane il 7 maggio 2010.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1999. Durante la missione di pace dell'Esercito Italiano nella guerra del Kosovo, la pattuglia di soldati capitanata dal colonnello Gabriele Moresco entra in contatto a sua insaputa con armi ad uranio impoverito. In un conflitto a fuoco, un commilitone di Moresco, suo amico fraterno, viene ferito da un cecchino: nonostante riesca a salvarsi e ad essere rimpatriato in Italia, il soldato contrae una rara forma di leucemia, imputabile proprio all'uso di armamenti all'uranio.

Cinque anni dopo, a Catania, Moresco assiste impotente in ospedale alle ultime ore di vita dell'amico, vegliato dalla moglie, la dottoressa Sara Ferri. Ella, prima di mettere fine alle sofferenze del marito praticandogli una sofferta eutanasia, chiede aiuto al militare perché faccia emergere dal silenzio il problema dell'uranio impoverito e perché venga ammesso e riconosciuto dallo stato maggiore dell'Esercito. Nonostante l'evidenza dei fatti, Moresco si scontra però contro un muro di gomma, e così il colonnello decide di mettere in atto un'azione estrema (che involontariamente si ritorcerà contro la stessa Sara): insieme a dodici suoi fedelissimi commilitoni organizza l'occupazione dell'ospedale, prendendo in ostaggio personale e pazienti. Da qui il Colonnello lancia un ultimatum: se entro 56 ore l'Esercito non ammetterà la relazione tra uranio impoverito e malattie tumorali e non affronterà pubblicamente la questione, tutti gli ostaggi verranno uccisi.

Per trattare con Moresco viene chiamato il commissario Paolo Manfredi, un uomo d'azione, abile negoziatore e decisamente poco incline ai protocolli della Polizia, tanto bravo sul lavoro quanto assente nella vita privata – dove cerca di tenere in piedi quel che rimane del rapporto con la moglie Isabella (la quale ha appena scoperto di doversi sottoporre al più presto ad un trapianto di midollo osseo) e con la figlia Valentina (alle prese con i suoi problemi di quindicenne). Oltre all'essere il suo lavoro, Manfredi ha un'altra valida ragione per mettere fine al piano di Moresco: infatti tra gli ostaggi del Colonnello, per uno strano scherzo del destino, ci sono anche Isabella e Valentina.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Rossella Drudi, a proposito della nascita de Le ultime 56 ore, ha detto: «doveva essere il mio nuovo romanzo, lunghi studi, indagini, e ricerche su di un tema che mi sta molto a cuore, ma poi una persona a me vicina, anche nel privato, mi ha convinta a convertirlo nel film che lui voleva assolutamente dirigere, ed io ancora una volta, gli ho detto si...»

Le riprese del film sono state completate in otto settimane. La pellicola è stata girata quasi interamente a Catania (dov'è effettivamente ambientata l'opera), eccetto per la sequenza iniziale della rapina in banca e del successivo inseguimento in autobus, ripresa a Guidonia (che da sola ha richiesto una settimana di riprese), e per le scene dell'ospedale, che sono state girate al nosocomio civico di Lentini.

Come riportato dai titoli di coda, lo stato maggiore dell'Esercito ha appoggiato la produzione, pur non potendovi conferire il patrocinio in quanto opera a scopo di lucro.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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