Le stagioni (Haydn)

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Le stagioni (Die Jahreszeiten) è un oratorio di Joseph Haydn, su libretto di Gottfried van Swieten derivato dal poema Stagioni di James Thomson.

L'opera si compone di 4 parti, ciascuna dedicata ad una stagione, e comprende 44 numeri tra recitativi secchi e accompagnati, arie, duetti, terzetti e cori. Fu eseguito per la prima volta a Vienna il 24 aprile 1801.

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Haydn prevede l'utilizzo di:

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Una fertilità d'invenzione, una ricchezza di coloriti che hanno del prodigioso, e certi effetti di cui i nostri amatori attribuiscono l'invenzione a Mendelssohn e Schumann esistono già in quest'opera meravigliosa. (Camille Saint-Saëns)
  • Vi sono delle arie e dei concertati piuttosto lunghi e tediosi, e degli effetti descrittivi alquanto infantili. Ma accanto a questi, e in compenso, l'opera conta pagine incantevoli, ricche di una freschezza e di una grazia che il tempo non ha corrotto, preludi orchestrali di una coloritura deliziosa e di una ingegnosità di scrittura che si rivela ancor oggi originale dopo tutte le raffinate audacie dei moderni, e infine cori d'un vigore e d'una vivezza da non temer confronti. (Paul Dukas)
  • Sono una specie di Georgiche laicizzate, senza la segreta malinconia del poeta antico e il «mortalibus aegris» di Virgilio. (Jules Combarieu)
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