Le canzoni di Bilitis

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Le canzoni di Bilitis
Titolo originale Les Chansons de Bilitis
Autore Pierre Louÿs
1ª ed. originale 1894
Genere poesia
Sottogenere Letteratura erotica
Lingua originale francese

Le canzoni di Bilitis (Les Chansons de Bilitis) è una raccolta poetica di Pierre Louÿs, pubblicata nel 1894 e spacciata dall'autore come una sua traduzione dal greco antico di una fantomatica poetessa chiamata Bilitis. Ne è stato tratto un film nel 1976 diretto dal fotografo David Hamilton ed intitolato Bilitis.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quando Pierre Louÿs presentò il libro, affermò essere l'opera di una poetessa greca del VI secolo a.C., di nome Bilitis, i cui testi poetici erano stati trovati scritti sulle pareti di una tomba rinvenuta a Cipro.[1] A supporto di ciò, Louÿs aggiunse vari elementi bibliografici e articoli di un fantomatico archeologo tedesco, tal prof. Heim. Questa mistificazione, data anche l'abilità del vero autore di imitare lo stile e i temi della poesia greca, ingannò inizialmente anche parte della critica che attestò l'opera come un originale.

Nel 1898 Claude Debussy musicò per piano e voce femminile tre poesie contenute nelle Chansons: La flûte de Pan, La Chevelure e Le Tombeau des Naïades.[2] Queste composizioni sono raccolte sotto il titolo di Trois Chansons de Bilitis, a cui si aggiunsero nel 1900 altre dodici poesie tratte dalle Chansons di Louÿs: Chant pastoral, Les comparaisons, Les contes, Chanson, La partie d'osselets, 'Bilitis, Le tombeau sans nom, Les courtisanes égyptienne, L'eau pure de bassin, La danseuse aux crotales, Le souvenir de Mnasidika e La pluie au matin.[3]

Le Chansons ispirarono anche il nome della prima associazione lesbica statunitense, le Daughters of Bilitis, ovvero le figlie di Bilitis.

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

I testi delle Chansons vertono essenzialmente sull'argomento dell'amore saffico e dell'erotismo.

L'opera è suddivisa in tre parti, ognuna delle quali descrive una fase della vita di Bilitis. La prima, bucolica, si riferisce alla vita della poetessa nella nativa Panfilia, all'infanzia, e alle prime esperienze sessuali.

La seconda è elegiaca è incentrata sul soggiorno a Mitilene, ove si indulge nella sensualità omosessuale.

L'ultima parte, epigrammatica, è dedicata alla vita della poetessa a Cipro, nelle vesti di cortigiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le canzoni di Bilitis Skira.net
  2. ^ Il flauto nuovo di Claude Debussy - 2 Academia.edu
  3. ^ Les chansons de Bilitis Farandola.eu

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]